Quei percorsi di Giubileo sui passi di cinque Papi del Novecento

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Una proposta di itinerario per l’Anno Santo promossa dalla Fondazione Papa Luciani nei luoghi natali dei Pontefici del secolo scorso originari delle due regioni del nord Italia

Sono innumerevoli, le vie lungo le quali farsi “pellegrini di speranza” in questo Anno Santo 2025. Una, originale, è “tracciata” dalla nuova iniziativa della Fondazione Papa Luciani di Canale d’Agordo: si tratta del “Giubileo dei Pontefici”, proposto come “viaggio nella storia e nella fede dei Papi lombardi e veneti del Novecento”. Un itinerario che raggiunge e unisce i paesi natale di Giuseppe Sarto-san Pio X (Riese Pio X, diocesi e provincia di Treviso), di Achille Ratti-Pio XI (Desio, arcidiocesi di Milano, oggi provincia di Monza e Brianza), di Angelo Roncalli-san Giovanni XXIII (Sotto il Monte Giovanni XXIII, diocesi e provincia di Bergamo), di Giovanni Battista Montini-san Paolo VI (Concesio, diocesi e provincia di Brescia) e del beato Albino Luciani-Giovanni Paolo I (Canale d’Agordo, diocesi e provincia di Belluno).

Ausilio offerto ai pellegrini, una brochure preparata dalla Fondazione Papa Luciani che di ciascun Pontefice riporta alcuni dati biografici fondamentali, il motto, la “virtù” che in modo peculiare ne caratterizza la figura, assieme a informazioni e fotografie relative al paese natale e a luoghi esemplari da visitare (con mail e numeri di telefono a cui fare riferimento). «Questo opuscolo può essere chiesto alla nostra Fondazione e sarà disponibile in ogni paese natale», annuncia Loris Serafini, amministratore unico della Fondazione Papa Luciani (che assieme al “Giubileo dei Pontefici” lancia due altri itinerari dedicati esclusivamente a Giovanni Paolo I). «A unire questi cinque pontefici – ai quali lo Spirito Santo ha affidato la guida della Chiesa nelle incandescenze del XX secolo – non è solo il fatto di provenire tutti dalla medesima area lombardo-veneta, ma anche e soprattutto di essere stati, ciascuno in modo diverso, promotori del rinnovamento della Chiesa e operatori di pace secondo il Vangelo, come ricorda il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nel testo che introduce la nostra pubblicazione – rimarca Serafini –.

Con questa proposta di percorso è possibile accostarsi all’originalità di ciascun Papa e, insieme, ai rapporti e agli elementi di continuità fra l’uno e l’altro. Alcuni fra loro, inoltre, sono stati riconosciuti dalla Chiesa come santi o beati: un motivo in più per farsi pellegrini, in questo anno giubilare, raccogliendosi in preghiera nei luoghi in cui è iniziata, e ha offerto i primi frutti, la loro avventura umana e cristiana». Dunque, luoghi come le chiese in cui vennero battezzati o celebrarono la prima Messa. E luoghi come le case in cui sono venuti al mondo: quasi sempre diventate sede di musei ed esposizioni. E che ancora sanno restituire l’atmosfera della loro vita familiare: si pensi alla casa natale di Roncalli – affidata al Pime, che custodisce e racconta le umili origini del “Papa buono” – o a quella di Luciani, dov’è possibile visitare la stùa dove nacque il futuro Giovanni Paolo I. Non mancano poi realtà che hanno visto la luce dopo la “nascita al cielo” dei Pontefici e ne rinnovano le eredità più feconde. Un esempio per tutti? La “Collezione Paolo VI-arte contemporanea” di Concesio, a ricordare come Montini seppe sapientemente riannodare il filo del dialogo fra la Chiesa e gli artisti. La pubblicazione relativa al “Giubileo dei Pontefici”, prossimamente scaricabile dal sito www.musal.it, può essere chiesta scrivendo a info@fondazionepapaluciani.com.

Promotori del rinnovamento della Chiesa. E «operatori di pace secondo il Vangelo» in tempi segnati da violenze, dittature, rivoluzioni. E da due guerre mondiali. Così il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ricorda i cinque pontefici, originari della Lombardia e del Veneto – Pio X, Pio XI, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo I – che hanno guidato la Chiesa nel corso del Novecento. Figure alle quali la Fondazione Papa Luciani di Canale d’Agordo (Belluno) ha dedicato la proposta di itinerario “Giubileo dei Pontefici” che offre indicazioni e suggerimenti di visita nei rispettivi paesi natale, assieme a una prefazione dello stesso Parolin – il quale, a sua volta, è figlio di quelle terre, essendo nato il 17 gennaio del 1955 a Schiavon, in provincia e diocesi di Vicenza.

Cinque pontefici, tutti originari dell’area lombardo-veneta, eletti nell’arco di settantacinque anni. Singolare coincidenza. «Ben tre di essi – annota inoltre il segretario di Stato – sono saliti al trono di Pietro passando per la Cattedra di San Marco a Venezia e due per quella di Sant’Ambrogio di Milano». E di questi, quattro «sono venerati come beati o come santi». Tutto questo «non è certamente un caso», sottolinea Parolin nel testo pubblicato sulla brochure della Fondazione Papa Luciani che illustra le coordinate essenziali della proposta d’itinerario e alcune notizie sui cinque pontefici. «L’ambiente di fede che essi hanno respirato in famiglia e in parrocchia fin da bambini ha incoraggiato la loro vocazione sacerdotale e li ha resi disponibili ad accettare tutti i servizi che il Signore via via ha chiesto loro, fino a quello supremo della Sede di Pietro».
«Quasi tutti questi papi – prosegue il porporato, che è presidente della Fondazione vaticana Giovanni Paolo I – sono stati parte di un movimento di rinnovamento della Chiesa, interrogandosi, tra l’altro, sul rapporto tra Chiesa e modernità: dalle prime riforme liturgiche di san Pio X all’impegno per la pace di Pio XI, fino al Concilio Ecumenico Vaticano II, convocato e aperto da san Giovanni XXIII e concluso da san Paolo VI, le cui decisioni anche il beato Giovanni Paolo I ha dimostrato di voler continuare ad applicare fedelmente alla vita della Chiesa». Tutti e cinque, «in qualche forma, hanno pure condiviso le sofferenze di una o di entrambe le devastanti guerre mondiali del secolo scorso. Alcuni hanno cercato di prevenirle (come Pio X o Pio XI); altri hanno operato per alleviarne le conseguenze (Angelo Roncalli, Giovanni Battista Montini, Albino Luciani). Tutti sono stati operatori di pace secondo il Vangelo».

«È bello vedere come i cinque luoghi natali di questi Pontefici si siano uniti per promuovere insieme la figura dei loro figli più illustri», scrive infine Parolin, dicendosi «lieto di salutare i paesi e le diocesi» che li hanno generati alla vita e alla fede. «È una iniziativa importante, che ci offre un valido strumento per approfondire la conoscenza di questi papi, per quanto riguarda sia la loro testimonianza di vita evangelica, sia l’insegnamento, sia l’influsso che i loro pontificati hanno avuto nella Chiesa universale». Un’iniziativa lanciata in occasione del Giubileo 2025. Per farsi “pellegrini di speranza”. Sui passi di questi cinque grandi pastori.