DON ANTONIO RECANATINI

(n.28/10/1928  + 12/1/2016)

    Don Antonio era nato il 9 ottobre del 1928 a Camerano ed era stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1957. Dopo un breve periodo come viceparroco al Sacramento ad Ancona e a Sirolo, monsignor Bignamini lo nomina parroco a S. Maria Liberatrice di Posatora il 3 luglio del 1961. In questa parrocchia passa la sua vita, la lascia il 30 settembre del 2010 e si ritira a Marcelli presso una sua sorella insieme al fratello don Cesare scomparso il 14 aprile del 2012. Don Antonio ha sperimentato un dono preziosissimo nella sua grande famiglia. E nella famiglia Recanatini, una grande famiglia di otto figli fra maschi e femmine, la fede è stata protagonista tanto che, appunto, due sono diventati sacerdoti.

    E sempre la forza della fede che dona la saggezza e l'umiltà di saper accogliere altri doni come quello di professare i Consigli Evangelici nell'Istituto Gesù Sacerdote fondato dal Beato don Giacomo Alberione. l'intraprendenza e la dinamicità pastorale di don Antonio  di cui faremo un accenno, scaturisce senz'altro dal suo temperamento e anche dal dono di una sana famiglia, ma anche dalla spiritualità paolina e dal carisma dell'IGS: la partecipazione alla vita dell'Istituto di don Antonio è stata ammirevole da tutti i punti di vista: raramente e solo quando impedito altrimenti partecipava ai vari Incontri, Ritiri, Esercizi con vivo senso di appartenenza all'IGS, molto contento di appartenervi.

    Per 49 anni è stato parroco di Posatora. Il concilio Vaticano II aveva seminato entusiasmo nell’animo di giovani preti, e tra questi Don Antonio, con grande carica interiore e spirito d’ iniziativa. Si è veramente impegnato nel rinnovare la liturgia, la catechesi, le varie dimensioni della pastorale. Anche con posizioni un po’ ardite, come quella sui sacramenti rinviati ad età adulta. Veramente la sua attenzione si spandeva verso tutti all’interno della famiglia, dai giovani agli anziani, tutti appartenevano alla parrocchia.

    Nel ’78 diede il via al gruppo scout FSE, coinvolgendo più di una generazione, e lui stesso mettendosi in prima linea nel seguirli, nel partecipare assiduamente ai campi e nell’ imporre i suoi consigli. Dopo il terremoto che non aveva scomposto più di tanto, a Posatora è arrivata la frana nell’82, una botta grossa, che ha sconvolto il quartiere, il quale da oltre cinquemila abitanti è stato più che dimezzato, famiglie che se ne vanno o si spezzano, e il quartiere rimane spopolato di giovani coppie.

    Senza casa e senza chiesa, si improvvisa per anni un luogo di culto, la canonica si trasferisce in un appartamento di un palazzo, ci si adatta, ma tutto continua, si riprende. Nel contempo don Antonio presta il suo servizio sociale all’INRCA vicino agli anziani. Nell’88 inizia la costruzione della nuova chiesa parrocchiale con un sacco di discussioni e difficoltà, ma lui completa l’opera grazie anche al contributo della gente sensibile e fiduciosa. Viene anche recuperata la vecchia chiesetta del ‘500, cuore di Posatora.

     Don Antonio non chiedeva soldi, ma solo quando veramente servivano, e la gente ha sempre risposto con generosità. In quegli anni fa sorgere un centro sportivo per giovani e anziani, I CEDRI. La parrocchia si anima. Anche spiritualmente prende quota con 2 missioni al popolo, risvegliando uno spirito di appartenenza, e inizia anche il “CAMMINO”.

     Ma nell’88 succede una svolta nella vita spirituale di Don Antonio, dal pellegrinaggio a Medjugorje ritorna CONVERTITO. L’ha detto lui stesso. E la vita spirituale riprende vigore anche in parrocchia, e aumentano anche i pellegrinaggi, e ogni anno da P. Pio.

     Nella sua lunga vita don Antonio ha ammucchiato anche un po’ di acciacchi: fratture, infarti e problemi vari, ma ha sempre reagito con animo buono e grinta. Lui secondo di otto figli, ha avuto al suo fianco una impagabile sorella: Sara che non lo ha mai lasciato e a lui si è sempre dedicata. È stato bello vedere il bel clima in questa grande famiglia Recanatini. Il giorno della sua morte, quando stava per salire sull’ambulanza dopo aver benedetto le 2 sorelle ha detto: io comunque sono pronto per andare! E’ partito e lungo il cammino ha cambiato strada dirigendosi al cielo! Una partenza discreta, senza disturbare e turbare chi gli stava vicino lasciandosi abbracciare dal suo angelo custode che lo ha riconsegnato al creatore.

     Possiamo sintetizzare così il ministero di don Antonio: un prete che non è passato inosservato e che dietro di sé ha tracciato una ricca storia di bene.

 

                                               (Brave profilo tratto dai vari interventi nella Celebrazione per il suo Funerale)

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Febbraio 2016 12:15 )