Dalla Pentecoste 2019, ci sarà una nuovo servizio internazionale per il Rinnovamento Carismatico Cattolico. Lo ha annunciato il Dicastero Laici, Famiglia e Vita in un comunicato comparso sul sito ufficiale del dicastero lo scorso 31 ottobre.
 
Il nuovo organismo si chiamerà CHARIS. Termina così il percorso richiesto da Papa Francesco perché le organizzazioni carismatiche cattoliche facessero capo ad una sola organizzazione. Fino ad ora, sono state due le organizzazioni che servivano al Rinnovamento Carismatico Cattolico, l’unca costola dell’altra: l’International Charismatic Renewal Services (ICCRS) che ha celebrato i suoi 25 anni lo scorso 18 settembre; e la Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities e Fellowship, che è stata ufficialmente riconosciuta nel 1990.
 
Sin dall’inizio del Pontificato, Papa Francesco ha chiesto a queste due realtà di lavorare insieme, fino a congiungersi. Il primo passo è stata la condivisione degli stessi uffici nel Palazzo San Calisto, la “exclave” vaticana di Trastevere dove si trovano vari dicasteri. Quindi, per i cinquanta anni del Rinnovamento Carismatico Cattolico lo scorso anno, Papa Francesco ha voluto che queste due realtà organizzassero insieme l’evento al Circo Massimo celebrato il 3 giugno 2017, giorno di Pentecoste. E da lì è cominciato il percorso che ha portato prima a delineare gli statuti della nuova realtà, già definiti e protocollati il 6 marzo 2018. Il nuovo organismo sarà ufficialmente eretto l’8 dicembre 2018, e comincerà a lavorare ufficialmente dal 9 giugno 2019, solennità di Pentecoste. Contemporaneamente, ICCRS e Catholic Fraternity cesseranno di esistere.
 
Si legge nel comunicato del Dicastero Laici, Famiglia e Vita che CHARIS non eserciterà “alcuna autorità” sulle realtà carismatiche cattoliche, perché ciascuna realtà “rimarrà quella che è, nel rispetto del propria identità, e resterà sotto la giurisdizione dell’autorità ecclesiastica da cui dipende”.
 
Si tratta, dunque, di un servizio, che consiste di un moderatore e 18 membri del Servizio Internazionale di Comunione, nonché un assistente ecclesiastico che è stato individuato in padre Raniero Cantalamessa, predicatore di Casa Pontificia e storico esponente dei movimenti carismatici.
 
Come moderatore è stato scelto Jean-Luc Moens, belga, esponente della comunità Emmanuel e vecchia conoscenza vaticana per essere stato nominato nel 2007 da Benedetto XVI consultore del Pontificio Consiglio Cor Unum, che allora gestiva la carità del Papa.
 
Tra i membri, ci sono anche Etienne Mellot, coordinatore della Conferenza Episcopale di Francia per le Istanze di Comunione di Rinnovamento, e François Prouteau, presidente del movimento cristiano “Fondacio”: il primo è l’esponente dell’Europa, il secondo rappresenta le associazioni di fedeli riconosciuti dalla Santa Sede.
 
Il criterio di scelta è infatti su base territoriale e linguistica. Così, l’America del Nord anglofona è rappresentata dal vescovo Peter Leslie Smith, sudafricano di nascita ma dal 2014 ausiliare di Portland, in Oregon, negli Stati Uniti. Andrés Arango, statunitense, il rappresentante dell’America del Nord e Caraibi nelle realtà ispano hablantes, mentre viene dal Guatemala la rappresentate del Centro America, Maria Eugenia de Gòngora.
 
Pino Scafuro è il rappresentante dell’America del Sud di lingua spagnola. Scafuro, italo argentino, è coordinatore di Rinnovamento nello Spirito a Buenos Aires, ed è lui che ha aperto le testimonianze del Cinquantenario Pentecostale al Circo Massimo il 3 giugno 2017, ricordando anche la collaborazione fondamentale dell’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio.
 
L’America del Sud di lingua portoghese è rappresentata da Gabriella Marcia de Rocha Dias, l’indiano Cyril John rappresenta l’Asia insieme al sudocreano Fra. James Shin San-Hyung. L’Africa di lingua francese è rappresentata da Jean-Christophe Sakiti, quella di lingua inglese da Fred Mawanda, mentre Paolo Maino, leader della Comunità Italiana Via Pacis, stabilita nel Nord Est e riconosciuta nel 2015, è uno dei due europei.
 
Shayne Bennet, australiano, rappresenta l’Oceania, José Prado Flores è in quota dei diversi ministero del Rinnovamento Carismatico Cattolico, Etienne Veto degli Stati Uniti è il sacerdote carismatico scelto per sedere nel consiglio, Jean Barbara dal Libano rappresenta le comunità insieme al diacono Johannes Ficthenbauer. Trova posto nel consiglio anche Giulia Rancan, italiana, “giovane sotto i 30 anni”.
 
Un quadro variegato, che rappresenta tutte le realtà del Rinnovamento Carismatico. Nato nel 1967, si stima che coinvolga circa 120 milioni di persone nel mondo.
 
Il primo ufficio di comunicazione internazionale fu stabilito nel 1972 negli Stati Uniti, quindi trasferito nel 1976 nella diocesi di Malines-Bruxelles, il cui arcivescovo, il Cardinal Leo Suenens, creò nel 1978 un team di coordinamento chiamato Ufficio per il Rinnovamento Carismatico Internazionale. Questo fu trasferito a Roma nel 1981, e nel 1984 l’allora vescovo Paul Josef Cordes fu nominato consigliere episcopale.
 
Nel 1985, l’ufficio fu trasferito in Vaticano, mentre nel 1990 viene riconosciuta a livello pontificio la “Fraternità Cattolica” che aveva la missione di consolidare i legami tra comunità carismatiche e Chiesa cattolica e incoraggiare l’evangelizzazione.
 
Per questo, la presenza di due sigle. Nell’aprile 2016, Papa Francesco – si legge negli Statuti - “ha nominato Michelle Moran e Pino Scafuro per lavorare al nuovo unico servizio e portare le cose a termine fino alla sua realizzazione, con i segretari Julia Torres e Oreste Pesare, e con l'accompagnamento del Pontificio Consiglio per i Laici. Per molti anni l’ICCRS e la Fraternità Cattolica hanno lavorato insieme presentando seminari su vari temi specifici del Rinnovamento Carismatico. Insieme essi hanno organizzato il 50° anniversario del Rinnovamento Carismatico Cattolico a Roma a Pentecoste 2017. In quell’occasione è stato firmato l'Atto Costitutivo dell'Unico Servizio che ha portato alla costituzione di CHARIS”.