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Cosa sono gli istituti secolari

Cosa sono gli istituti secolari


Gli Istituti Secolari, dono recente dello Spirito alla Chiesa, rappresentano una nuova e originale forma di vocazione e partecipazione all’espansione e alla crescita del Regno di Dio nel mondo.
Sorti all’inizio del secolo scorso, hanno avuto il riconoscimento ufficiale nel 1947 e sono entrati a pieno titolo nel nuovo Codice di Diritto Canonico nel 1983.
Gli Istituti Secolari si caratterizzano in: laicali (maschili e femminili) e sacerdotali (o presbiterali).

I loro membri sono uomini, donne e sacerdoti che, vivendo nel mondo la vita ordinaria di tutti, in risposta ad una chiamata di Cristo, s’impegnano ad incarnare il Vangelo in povertà, castità, obbedienza nello spirito delle Beatitudini.
I membri laici rimangono a pieno titolo nello stato laico: sono cioè semplici battezzati, ma che, in risposta ad una particolare chiamata, qualificano il loro stato di laici consacrandosi "interamente" a Dio con la professione dei consigli evangelici.
"Partecipano della funzione evangelizzatrice della Chiesa sia mediante la testimonianza di vita cristiana e di fedeltà alla propria consacrazione, sia attraverso l’aiuto che danno perché le realtà temporali siano ordinate secondo Dio e il mondo sia vivificato dalla forza del Vangelo"
(CDC 713-2).
"I membri chierici sono di aiuto ai confratelli con una peculiare carità apostolica, attraverso la testimonianza della vita consacrata, soprattutto nel presbiterio, ed in mezzo al popolo di Dio lavorano alla santificazione del mondo come proprio ministero sacro". (CDC 713-3).

IL CARISMA: la consacrazione nella secolarità.


Consacrazione. La professione dei consigli evangelici radicalizza la consacrazione battesimale per una accresciuta esigenza di amore a Dio e ai fratelli, suscitata dallo Spirito Santo. Quella dei membri degli Istituti Secolari è quindi una forma di consacrazione vissuta in mezzo alle realtà temporali "per immettervi la forza dei consigli evangelici" (Paolo VI). Infatti essi, "vivendo nel mondo, tendono alla perfezione della carità e si impegnano per la santificazione del mondo soprattutto operando all’interno di esso" (CDC can. 710).
Secolarità. "Secolarità" indica il permanere dei membri degli Istituti Secolari nel mondo, fra gli uomini del loro tempo, dei quali condividono condizioni, istanze, professioni... Consapevoli di dover "cambiare il mondo dal di dentro" (Giovanni Paolo II), collaborano con lo Spirito ad illuminare e ordinare le cose temporali al progetto di Dio in Cristo, perché tutto sia a lode e gloria della sua grazia.

Lievito che fermenta, immerso nel mondo per la sua santificazione

La Chiesa è luce che deve illuminare visibilmente il mondo e il rapporto fra Chiesa e mondo è quello del lievito nella pasta: essa cioè è chiamata ad immergersi nel mondo, vivendo ed operando dove stanno gli uomini e dentro la loro storia, per farli fermentare secondo lo spirito del Vangelo.
Lo specifico degli Istituti Secolari è quello di richiamarsi a questa spiritualità del lievito che, pur essendo propria di tutta la Chiesa, è vissuta da essi in modo peculiare. Anche la secolarità è propria di tutta la Chiesa, ma la passione per il mondo e il totale impegno per il mondo dei membri degli Istituti Secolari intende esprimerla in modo specifico. Così essi costituiscono un segno vivente ed una sollecitazione permanente per tutta la Chiesa, perché tutta sia nel mondo e per il mondo.
I membri degli Istituti Secolari portano a pienezza la propria specifica vocazione laicale, collaborando con tutti gli uomini come operatori di storia e per la costruzione del Regno. Condividendo le ordinarie condizioni degli uomini del loro tempo, i laici consacrati, partecipano pienamente all’opera di evangelizzazione propria di tutti i laici. "Sono chiamati a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo mediante l’esercizio del proprio ufficio"(LG 31).
Per questo scopo fanno di tutta la loro esistenza una missione permanente ovunque vivono e ovunque siano inseriti: famiglia, professione, strutture socio-politiche. Il comune carisma è poi ulteriormente arricchito da quello tipico del proprio Istituto.

 

I CONSIGLI EVANGELICI: castità, povertà, obbedienza


I membri degli Istituti Secolari sono chiamati a vivere il radicalismo del Vangelo alla sequela di Cristo vergine, povero e obbediente, per essere nel mondo fermento e testimonianza dell’amore che Dio ha per esso.
La loro "castità dice al mondo che si può amare con il disinteresse e l’inesauribilità che attinge al cuore di Dio" (Paolo VI) e ci si può dedicare gioiosamente a tutti con cuore libero. Questa libertà trova la sua sorgente e la sua forza in uno stato permanente di preghiera, di unione intima con Dio, di centralità di Cristo da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna nella concretezza degli incontri e dei rapporti con gli altri.
La loro "povertà dice al mondo che si può vivere tra i beni temporali e si può usare dei mezzi della civiltà del progresso senza farsi schiavi di nessuno di essi" (Paolo VI). Il laico consacrato usa dei beni che è chiamato ad amministrare, con distacco interiore, valorizzandoli quali doni di Dio in modo che diventino segni di carità e di giustizia tra i fratelli. La povertà del laico consacrato è condivisione di tutto ciò che "è" e che "ha" con ogni povertà degli uomini del suo tempo. Questo lo impegna anche ad una costante lettura dei segni dei tempi avendo come criterio il discernimento della fede.
La loro "obbedienza dice al mondo che si può essere felici restando pienamente disponibili alla volontà di Dio, come appare dalla vita quotidiana, dai segni dei tempi e dalle esigenze di salvezza del mondo d’oggi" (Paolo VI).
Il laico consacrato si verifica costantemente nei confronti del Regno di Dio, per fare solamente ciò che risponde al disegno di Dio su di lui. Si abitua perciò all’ascolto della voce dello Spirito che risuona nella Parola, nelle indicazioni del Magistero, nel cammino della Chiesa locale nella quale vive e alla cui missione collabora, nella verifica con il proprio gruppo e i responsabili dell’Istituto di appartenenza, nel dovere quotidiano, nella storia degli uomini.
Le costituzioni di ciascun Istituto stabiliscono i vincoli sacri con cui vengono assunti nell’istituto i consigli evangelici, definiscono gli obblighi che essi comportano, salva sempre, però, nello stile di vita, la secolarità propria dell’istituto (CDC, 712).

Comunione e fraternità


Nel pluralismo delle forme, gli Istituti Secolari si sentono impegnati a testimoniare la vera comunione nella Chiesa e nel mondo
I loro membri, proprio perché in "diaspora", ossia in uno stato permanente di dispersione, alimentano nel loro spirito un vivo senso della comunione, che li faccia sentire appartenenti con i propri fratelli di ideale, ad una vera e propria comunità.
Attraverso un ricco pluralismo di forme e secondo la spiritualità propria, ogni Istituto promuove la crescita dei suoi membri nello spirito della fraternità evangelica. Accomuna però tutti, il quotidiano impegno a vivere la comunione, particolarmente con la testimonianza della carità e del servizio nella Chiesa e nel mondo. L’organizzazione dei tempi per stare insieme e la scelta dei modi per sentirsi comunità sono indicati nelle Costituzioni dei singoli Istituti e affidati anche alla creatività dei loro membri. Sono questi, momenti indispensabili per una formazione specifica e permanente, per la riflessione e la preghiera comune, per l’approfondimento della propria spiritualità, per la verifica con i responsabili e con il gruppo di appartenenza.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Maggio 2011 17:45 )

 

Preghiere di Don Alberione

 

ss trinita

Consacrazione alla Santissima Trinità
O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, presente e operante nella Chiesa e nella profondità della mia anima, io ti adoro, ti ringrazio, ti amo! E per le mani di Maria santissima Madre mia, a te offro, dono, con sacro tutto me stesso, per la vita e per l’eternità.
A te, Padre celeste, mi offro, dono e consacro come figlio.
A te, Gesù Maestro, mi offro, dono e consacro come fratello e discepolo. A te, Spirito Santo, mi offro, dono e consacro come “tempio vivo” per essere consacrato e santificato.O Maria, Madre della Chiesa e Madre mia, tu che sei nella Trinità divina, insegnami a vivere, per mezzo della liturgia e dei sacramenti, in comunione sempre più intima con le tre divine Persone, affinché tutta la mia vita sia un «gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo». Amen.

 

 

Gesù MaestroPreghiere del sacerdote al Divin Maestro

O Gesù Maestro Divino, ringraziamo e benediciamo il vostro Cuore amantissimo per la istituzione del Sacerdozio e per la nostra vocazione. I Sacerdoti sono mandati da Voi, come Voi foste mandato dal Padre. Ad essi avete consegnato i tesori della vostra dottrina, della vostra legge, della vostra grazia; le anime stesse.

Siate, o Gesù, eterno e sommo Sacerdote, per noi Via, Verità e Vita. Che siamo sempre sale che purifica e preserva; che siamo sempre luce del mondo; che siamo sempre la città posta sul monte! Che tutti gli uomini amino il Sacerdote, lo ascoltino, si lascino guidare per le vie del cielo.

Oggi rinnoviamo i propositi e gli impegni della sacra ordinazione e li offriamo a Voi in umiltà e fiducia con volontà di esservi più fedeli.

O Gesù Maestro Divino, fate che un giorno possiamo trovarci in cielo con un largo stuolo di anime salvate, nostro gaudio e nostra corona.

O Gesù, Maestro divino, ringrazio e benedico il tuo cuore amantissimo per l’istituzione del sacerdozio.

I sacerdoti sono mandati da te, come tu fosti mandato dal Padre.

Ad essi hai consegnato i tesori della tua dottrina, della tua legge, della tua grazia, le anime stesse.

Concedimi la grazia di amarli, di ascoltarli, di lasciarmi guidare da loro nelle tue vie.

Manda buoni operai alla tua messe, o Gesù. Siano i sacerdoti sale che purifica e preserva; siano la luce del mondo;

siano la città posta sul monte; siano tutti fatti secondo il tuo cuore; abbiano un giorno in cielo attorno a sé, come corona e gaudio, un largo stuolo di anime conquistate.

 

 

Regina degli ApostoliAffidamento a Maria Regina degli Apostoli

Ricevimi, o Madre, Maestra e Regina Maria, fra quelli che ami, nutri, santifichi e guidi, nella scuola di Gesù Cristo, Divino Maestro.

Tu leggi nella mente di Dio i figli che Egli chiama e per essi hai preghiera, grazia, luce e conforti speciali. Il mio Maestro, Gesù Cristo, tutto si è consegnato a te, dall’Incar­nazione all’Ascensione; questo è per me dottrina, esempio e dono ineffabile: anch’io mi rimetto pienamente nelle tue mani.

Ottienimi la grazia di conoscere, imitare ed amare sempre più il Divin Maestro Gesù, Via, Verità e Vita; presentami tu a Gesù: sono indegno peccatore, non ho altri attestati per venire accolto nella sua scuola che la tua raccomandazione.

Illumina la mia mente, fortifica la mia volontà, santifica il mio cuore in quest’anno di mio lavoro spirituale, onde possa profittare di tanta misericordia, e possa conchiudere al fine: «Vivo io, ma non più io, bensì vive in me Cristo».

S. Paolo Apostolo, Padre mio e fedelissimo discepolo di Gesù, corroborami: desidero impegnarmi e sopra-impegnarmi finché si formi Gesù Cristo in me.

 


San Paolo in camminoA San Paolo

1. [Conversione] Ti benedico, o Gesù, per la grande misericordia concessa a san Paolo nel mutarlo da fiero persecutore in ardente apostolo della Chiesa. E tu, o grande santo, ottienimi un cuore docile alla grazia, la conversione dal mio difetto principale e una piena configurazione a Gesù Cristo.

O Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: abbi pietà di noi.

Regina degli Apostoli: prega per noi.

San Paolo apostolo: prega per noi.

2. [Verginità - celibato] Ti benedico, o Gesù, per aver eletto l’apostolo Paolo a modello e predicatore della santa verginità. E tu, o san Paolo, caro mio padre, custodisci la mia mente, il mio cuore, i miei sensi, perché possa conoscere, amare, servire soltanto Gesù, e conservare alla sua gloria tutte le mie forze.

O Gesù Maestro, ecc.

3. [Obbedienza] Ti benedico, o Gesù, per aver dato per mezzo di san Paolo esempi ed insegnamenti di perfetta obbedienza. E tu, o grande santo, ottienimi umile docilità a tutti i miei superiori, sicuro che nell’obbedienza troverò la vittoria contro i miei nemici.

O Gesù Maestro, ecc.

4. [Povertà] Ti benedico, o Gesù, per avermi insegnato con le opere e con le parole di san Paolo il vero spirito di povertà. E tu, o grande santo, ottienimi lo spirito evangelico della povertà, affinché, dopo averti imitato in vita, possa esserti compagno nella gloria in cielo.

O Gesù Maestro, ecc.

5. [Zelo apostolico] Ti benedico, o Gesù, per aver dato a san Paolo un cuore tanto pieno di amore a Dio e alla Chiesa, e di aver salvato per il suo zelo tante anime. E tu, o nostro amico, ottienimi vivo desiderio di esercitare l’apostolato della comunicazione sociale, della preghiera, dell’esempio, delle opere e della parola, perché possa meritare il premio promesso ai buoni apostoli.

O Gesù Maestro, ecc.

 

 

San PaoloA San Paolo Apostolo

O santo Apostolo, che con la tua dottrina e la tua carità hai ammaestrato il mondo intero, volgi benigno lo sguardo sopra di noi, tuoi figli e discepoli.

Tutto aspettiamo dalla tua preghiera presso il Maestro divino e presso Maria, Regina degli Apostoli.

Fa’, o Dottore delle genti, che viviamo di fede, che ci salviamo per la speranza, che sola regni in noi la carità. Ottienici, o Vaso di elezione, docile corrispondenza alla grazia divina, affinché essa in noi non rimanga infruttuosa.

Fa’ che possiamo sempre meglio conoscerti, amarti, imitarti; che siamo le membra vive della Chiesa, corpo mistico di Gesù Cristo. Suscita molti e santi apostoli. Passi sul mondo il caldo soffio della vera carità. Fa’ che tutti conoscano e glorifichino Iddio e il Maestro divino, Via e Verità e Vita.

E tu, o Signore Gesù, che conosci come non abbiamo fiducia alcuna nelle nostre forze, per la tua misericordia, concedici di essere difesi contro ogni cosa avversa dalla potente intercessione di San Paolo, nostro maestro e padre.

 

 

Gesù MaestroSegreto di riuscita

Gesù Maestro, accetta il patto che ti presentiamo per le mani di Maria, Regina degli Apostoli, e del nostro padre san Paolo.

Noi dobbiamo corrispondere a tutta la tua altissima volontà, arrivare al grado di perfezione e gloria celeste cui ci hai destinati, e santamente esercitare l’apostolato delle edizioni. Ma ci vediamo debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto: nello spirito, nella scienza, nell’apo­stolato, nella povertà. Tu invece sei la Via e la Verità e la Vita, la Risurrezione, il nostro unico e sommo Bene. Confidiamo solo in te che hai detto: «Qualunque cosa chiederete al Padre in nome mio, voi l’avrete».

Per parte nostra, promettiamo e ci obblighiamo: a cercare in ogni cosa e con pieno cuore, nella vita e nell’apo­stolato, solo e sempre, la tua gloria e la pace degli uomini. E contiamo che da parte tua voglia darci spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene. Moltiplica, secondo la immensa tua bontà e le esigenze della nostra vocazione speciale, i frutti del nostro lavoro spirituale, del nostro studio, del nostro apostolato, della nostra povertà. Non dubitiamo di te, ma temiamo la nostra incostanza e debolezza.

Perciò, o Maestro buono, per la intercessione della nostra Madre Maria, trattaci con la misericordia usata con l’apo­stolo Paolo: sicché fedeli nell’imitare questo nostro padre in terra, possiamo essergli compagni nella gloria in cielo.

 

 

VocazionePer conoscere la propria vocazione

Padre Celeste, io credo alla tua sapienza ed al tuo amore. Credo che mi hai creato per il Paradiso, mi hai segnata la via per giungervi e che là mi aspetti per il premio del servo fedele [cf. Mt 25,21]. Dammi luce e mostrami questa via; concedimi la forza di seguirla con generosa corrispondenza.

Te ne prego, per Gesù Cristo tuo Figlio e per Maria mia Regina e Madre, perché in morte possa anch’io dire con S. Paolo: «Ho percorsa la mia strada, e so che mi attende la corona dei giusti» [cf. 2Tm 4,7-8].

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Maggio 2011 17:54 )

 

L’essenza dello spirito paolino


L’essenza dello spirito paolino nelle parole del Fondatore
San Paolo



La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di San Paolo, sotto lo sguardo della Regina Apostolorum.

In essa non vi sono molte particolarità, né divozioni singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo-Maestro e nella Chiesa. Lo spirito di San Paolo si rileva dalla sua vita, dalle sue lettere, dal suo apostolato. Egli è sempre vivo nella Dogmatica, nella Morale, nel culto, nell’organizzazione della Chiesa.

Segreto di grandezza è modellarsi su Dio, vivendo in Cristo. Perciò sempre [sia] chiaro il pensiero di vivere ed operare nella Chiesa e per la Chiesa; di inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva, Cristo-Eucaristia; di pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di San Paolo.

 

Perciò fondamentali articoli delle Costituzioni sono:

«La pietà venga specialmente e di continuo nutrita con lo studio di Gesù Cristo Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita; in modo che tutti sul Suo divino esempio crescano in sapienza, in grazia e virtù, venerando Dio con profonda religione in spirito e verità, e amandolo sinceramente con la mente, con la volontà, col cuore e con le opere».

«Nell’apprendere e nell’insegnare le varie materie, bisogna far sì che gli studi siano sempre ordinati e coltivati in modo tale che Gesù Cristo nostro Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita, sia da noi sempre più intimamente conosciuto e Cristo si formi pienamente nella mente, nella volontà e nel cuore; così diventeremo esperti maestri delle anime, perché prima siamo stati umili e diligenti discepoli di Cristo».

«La dottrina che si deve comunicare nelle edizioni, è quella che riguarda la fede, i costumi ed il culto, ricavata dalle pure fonti della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa».

Tutto l’uomo in Gesù Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto: natura, grazia, vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato sulle quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà.

 

(Don Alberione, Abundantes divitiae gratiae suae, nn. 94-100)

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Maggio 2011 17:52 )

 

L’essenza dello spirito paolino

L’essenza dello spirito paolino nelle parole del Fondatore

 La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di San Paolo, sotto lo sguardo della Regina Apostolorum.

In essa non vi sono molte particolarità, né divozioni singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo-Maestro e nella Chiesa. Lo spirito di San Paolo si rileva dalla sua vita, dalle sue lettere, dal suo apostolato. Egli è sempre vivo nella Dogmatica, nella Morale, nel culto, nell’organizzazione della Chiesa.

Segreto di grandezza è modellarsi su Dio, vivendo in Cristo. Perciò sempre [sia] chiaro il pensiero di vivere ed operare nella Chiesa e per la Chiesa; di inserirsi come olivi selvatici nella vitale oliva, Cristo-Eucaristia; di pensare e nutrirsi di ogni frase del Vangelo, secondo lo spirito di San Paolo.

Perciò fondamentali articoli delle Costituzioni sono:

«La pietà venga specialmente e di continuo nutrita con lo studio di Gesù Cristo Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita; in modo che tutti sul Suo divino esempio crescano in sapienza, in grazia e virtù, venerando Dio con profonda religione in spirito e verità, e amandolo sinceramente con la mente, con la volontà, col cuore e con le opere».

«Nell’apprendere e nell’insegnare le varie materie, bisogna far sì che gli studi siano sempre ordinati e coltivati in modo tale che Gesù Cristo nostro Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita, sia da noi sempre più intimamente conosciuto e Cristo si formi pienamente nella mente, nella volontà e nel cuore; così diventeremo esperti maestri delle anime, perché prima siamo stati umili e diligenti discepoli di Cristo».

«La dottrina che si deve comunicare nelle edizioni, è quella che riguarda la fede, i costumi ed il culto, ricavata dalle pure fonti della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero della Chiesa».

Tutto l’uomo in Gesù Cristo, per un totale amore a Dio: intelligenza, volontà, cuore, forze fisiche. Tutto: natura, grazia, vocazione, per l’apostolato. Carro che corre poggiato sulle quattro ruote: santità, studio, apostolato, povertà.

 

(Don Alberione, Abundantes divitiae gratiae suae, nn. 94-100)

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Maggio 2011 17:43 )

 

Il Nostro Istituto Gesù Sacerdote

 

L’Istituto Gesù Sacerdote (IGS)

gruppo montebericoha avuto inizio nel 1958, per opera del Beato Giacomo Alberione, fondatore della  Famiglia  Paolina,  ed  è  stato  approvato  dalla Santa Sede l’8 aprile 1960.

Si ispira agli insegnamenti dei Sommi Pontefici e in modo particolare al Concilio (Perfectae caritatis, n.11; cfr. anche Pastores dabo vobis, n. 81).

«Vogliamo  incoraggiare  il  folto  gruppo  di  sacerdoti che, consacrati a Cristo nel sacerdozio ministeriale e desiderando di unirsi a Lui con ulteriore vincolo di donazione,  abbracciano  la  professione  dei  consigli evangelici valorizzando il carisma di Istituti secolari… Ammiriamo in loro, ancora una volta, l’azione dello Spirito,  instancabile  nel  suscitare  l’ansia  di  sempre maggiore perfezione»(Paolo VI).

«Una preziosa funzione svolgono gli Istituti secolari clericali, i cui sacerdoti appartenenti al presbiterio dio-cesano, si consacrano a Cristo mediante la pratica dei Consigli evangelici secondo uno specifico carisma» (Giovanni Paolo II)


Il Beato Don Giacomo Alberione presenta così

l’Istituto “Gesù Sacerdote”: «È per il clero diocesano. Tanti sacerdoti sentono vivo il bisogno di una spiritualità più profonda, di una famiglia spirituale a cui appartenere, di una vita più impegnata nella perfezione, abbracciando i consigli evangelici. E cercano questo, pur restando al loro posto di ministero in Diocesi, per la vita spirituale con il grande dono della professione e per l’apostolato. Il primo e principale apostolato è quello assegnato dall’Ordinario diocesano. I membri dell’Istituto:

a) lo accetteranno volentieri, in spirito d’ubbidienza;
b) lo compiranno con generosa dedizione, seguendo l’indirizzo e i desideri del Vescovo;
c) lo lasceranno, anche con sacrificio, pur accettandone altro meno gradito, se l’Ordinario lo giudica conveniente.

Può essere che tale ufficio assorba tutte le energie e richieda tutto il tempo. In tale caso basterà che si compia e si faccia fruttare al massimo, usando a tale fine quei mezzi ed iniziative che sono suggerite oggi, curando un sano aggiornamento. I membri dell’IGS avranno una particolare attenzione circa l’uso dei mezzi di comunicazione sociale per l’evan-gelizzazione. Si sentiranno in debito del Vangelo verso tutti, verso i “dotti”, e verso gli “ignoranti”, come lo è stato san Paolo. I preti IGS, uniti alla Famiglia Paolina, sentiranno come loro parrocchia il mondo».


L’Istituto Gesù Sacerdote è un ramo della Famiglia Paolina che è così formata:

- Società San Paolo (SSP)
- Figlie di San Paolo (FSP)
- Pie Discepole del Divin Maestro (PDDM)
- Suore di Gesù Buon Pastore (SJBP)
- Suore Apostoline (AP)
- Istituto Gesù Sacerdote (IGS)
- Istituto Santa Famiglia (ISF)
- Istituto San Gabriele Arcangelo (ISGA)
- Istituto Maria Santissima Annunziata(IMSA)
- Unione Cooperatori Paolini


TESTIMONIANZE DI PRETI IGS:  

"Per il valore intrinseco dei voti semplici di obbedienza, di castità e di povertà Per una maggiore efficacia nel ministero pastorale; per un legame di collaborazione filiale col mio Vescovo. Per la grandezza del carisma della Famiglia paolina: centralità cristologica della spiritualità, universalità del “cuore” di san Paolo. Per l’attualità e l’urgenza dell’apostolato paolino nel mondo d’oggi: tutto Gesù Cristo, a tutti gli uomini, con tutti i mezzi, particolarmente con i mezzi della comunicazione sociale”.
(Mons. Bernardo Antonini)

«Io ritengo una benedizione l’appartenere all’IGS, per-ché ci ha dato la grazia della comunicazione. In questa sfida che c’è per annunciare la verità, per annunciare il Vangelo, i vecchi progetti, i vecchi modi non erano più adeguati a un mondo che si trasformava in continua-zione. Nell’IGS abbiamo avuto questa grazia di maestri capaci di trasmettere la verità a questo mondo, a que-sto secolo, a questi gravi e improvvisi drammatici cam-biamenti che si sono verificati nella storia».
(Mons. Antonio Cerrone)

«L’appartenenza all’IGS, di cui faccio parte da parec-chio tempo, ha un significato profondo in quanto che dà a me la possibilità non solo di vivere molto meglio il mio sacerdozio con una consacrazione totale, ma mi ha dato la possibilità, secondo il carisma fondante del Beato don Alberione, di risultare un pochettino l’anima del nostro presbiterio, di cui faccio parte e quindi por-tare e donare ad altri sacerdoti questo carisma che spinge ad una vita presbiterale veramente coerente e alla nuova evangelizzazione». (Mons. Alfredo De Girolamo)

 

 

 

 


 

 

SEDE DELL'ISTITUTO “GESÙ SACERDOTE”
Casa "Don Stefano Lamera"
Circonvallazione Appia, 162
00179 Roma

18 dicembre 1971

 

 

Casa Don Stefano LameraOggi, o Maria Madre e Regina dei Sacerdoti, mi fai un dono della «Casa per i Sacerdoti». Oggi infatti si firma il contratto per l’acquisto della casa che dovrà essere il centro, il cuore dell’Istituto “Gesù Sacerdote” e insieme un suo mezzo per compiere ed esprimere la sua missione nella Chiesa per i Maestri delle anime!
O Maria, rinnovo oggi nel giorno della sua nascita la sua consacrazione, la sua offerta a Te, o Madre e Regina degli Apostoli.

Sia davvero questa casa il “Cenacolo” della Pentecoste, dove tu siedi Regina per ottenere a tutti i Maestri delle anime che qui converranno una nuova Pentecoste.
La Casa sia veramente:

Casa di santità sacerdotale;

Casa di unione, di fraternità sacerdotale;
Casa di “aggiornamento” vero per tutti i Maestri delle anime
Doni alla Chiesa:
Pastori santi
Pastori uniti «ut credat mundus quia tu me misisti»
Pastori nuovi per tempi nuovi nello spirito di San Paolo.
Salvare gli uomini di oggi con i mezzi di oggi.

 

San Giuseppe, tu sei il custode di questa casa; il provveditore, il difensore. Tue sono le chiavi di casa.

Maria, Madre e Regina degli Apostoli, sii tu la Regina della Casa come nel Cenacolo alle Pie Donne e agli Apostoli.

Lo Spirito Santo inviato da Te, o Gesù Sacerdote, riempia tutta la Casa, la vivifichi, la santifichi.

La renda un tuo Dono vivo e vivificante, santo e santificante.

 

Tutto per la gloria del Padre.

 

Per l’avvento di Gesù Maestro.

Per la santità e gloria della Chiesa.

Per la santificazione e consolazione dei Maestri delle anime.

Per una vera fraternità tra i Sacerdoti.

Per un’intelligenza e visione più soprannaturale del Sacerdozio.

Per un sentire più divino di ogni prete nei confronti dei consacrati.

Per il vero culto della Parola di Dio in tutti i Maestri delle anime.

 

Sac. Stefano Lamera

 

 

 

 

 

 
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