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DON GIOVANNINO PORCU

 
 
 
 
 
DON GIOVANNINO PORCU
 
(Nato a Nuoro 16/09/1934) + 12/05/2017)
 
 
Nato a Nuoro il 16 settembre del 1934 è stato ordinato sacerdote il 15 agosto 1957 da monsignor Giuseppe Melas, ha svolto il suo ministero come viceparroco di Fonni per sei anni, vice parroco al Sacro Cuore di Nuoro per dieci anni (1963-1973) successivamente parroco di San Paolo a Nuoro. Dal 1996 ha diretto l’Ufficio diocesano della Pastorale della Salute.
 
Cari Fedeli e carissimi Sacerdoti, Sia lodato Gesù Cristo!
Sì! Sia lodato Gesù Cristo, e a Lui con la lode in questo momento rivolgiamo ogni nostra preghiera di ringraziamento, di intercessione e di suffragio per il nostro fratello sacerdote Don Giovannino.
Sì! Una Preghiera di ringraziamento, per il dono del sacerdozio alla Sua Chiesa di cui per volontà Sua non può farne a meno; e per il dono del Sacerdote Don Giovannino alla Chiesa di Nuoro. Nei suoi 83 anni di vita ben 60 li ha spesi, da sacerdote, per il Signore nella Chiesa nuorese, al servizio delle comunità di Fonni, del Sacro Cuore a Nuoro e ancora a Nuoro fondando la parrocchia di San Paolo.
Abbiamo ascoltato dagli Atti degli Apostoli le parole di Pietro: “Dio non fa preferenze di persone”! Avrebbe mai scelto me? O don Giovannino? O uno di noi? se avesse guardato con occhi umani, il nostro valore, le nostre origini, la nostra santità o la nostra bontà? Lui il Signore, Gesù Cristo è il Signore di tutti!
Guardando quanto ho conosciuto di Don Giovannino posso chiedermi, ma chi è il sacerdote?
Oggi 13 maggio, primo centenario dell’apparizione della Madonna a Fatima ai tre pastorelli, mi richiama alla mente Don Giovannino, che curando la pastorale della salute per vent’anni in diocesi, seguiva in particolare l’UNITALSI, e raccontava continuamente fino a commuoversi le apparizioni di Lourdes soffermandosi sempre sulla figura di Bernardetta Subiroux.
Ecco, mi piace vedere così, don Giovannino: un prete che racconta il Cristo, che lo testimonia pur con tutti i limiti che può avere. Come un canale trasporta l’acqua, senza inquinarla dalla sorgente a chi ha sete, così il sacerdote trasmette quanto il Signore ha fatto e fa per i suoi figli.
Don Giovannino ha dimostrato, anche con molta generosità, il suo amore per le vocazioni e per il Seminario! A lui affidiamo la nostra preghiera, perché ora che gode della visione beatifica del Suo Gesù, che ha servito qui in terra nei fratelli, possa intercedere per noi e chiedere con noi il dono di vocazioni sacerdotali e di speciale consacrazione.
Il Vangelo ci ha ricordato il discorso di Gesù, che descriveva il giudizio del Figlio dell’uomo, quando verrà nella sua gloria. Certamente porrà don Giovannino alla Sua destra, e noi per questo preghiamo. Lui che per 20 anni, curando in diocesi la pastorale della Salute, ha avvicinato i malati e li ha accompagnati nella loro sofferenza, dando formazione agli stessi operatori nel volontariato del mondo della sofferenza.
Ha vissuto, pur con i limiti che la nostra fragilità umana ci fa sperimentare, le opere di misericordia corporali e spirituali, ponendo in atto nel quotidiano l’immagine del buon Samaritano. Certamente si sentirà dire dal Signore: “Vieni, benedetto del Padre mio, ricevi in eredità il regno preparato per te fina dalla creazione del mondo, perché tutto quello che hai fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’hai fatto a me”.
“Caro don Giovannino, tutti insieme noi ti affidiamo a Colui che ti ha amato, che ti ha liberato dai peccati con il suo sangue, che ti ha fatto sacerdote per il suo Dio e Padre, e con te a lui diamo gloria e potenza nei secoli dei secoli. Amen” (Mons. Mosè Marcia: dall’Omelia del funerale).
 
Caro don Giovannino, a nome dei preti IGS della Sardegna, ma anche d’Italia ti ringrazio fraternamente per la testimonianza di gioia, umiltà e vivo senso di partecipazione alla vita dell’Istituto Gesù Sacerdote di cui facevi parte, finché le forze ti hanno dato la possibilità di muoverti e poi con la preghiera e l’offerta di vita nella malattia: ancora ricordo e mi ha fatto molto bene la tua testimonianza di fede viva e serenità, quando venivo a trovarti a Nuoro, a casa tua. Prega per noi per i preti dell’IGS perché manifestino sempre gioia, pace e zelo apostolico per la salvezza delle anime...  (Don Emilio, Delegato dell’IGS). 
 
 

MONS. TOMMASO TRIDENTE

 
 
 
 
 
Mons. Tommaso Tridente
 
(N. 01/01/1931  + 30/03/2017)
 
 
Mons. Tommaso Tridente, deceduto giovedì 30 marzo 2017, aveva 87 anni di età e 63 di sacerdozio: era stato ordinato sacerdote nel 1954. Dal 1996 era membro dell’Istituto Gesù Sacerdote.
 
Tanti gli incarichi ricoperti da don Tommaso, fino a quando la salute glielo ha consentito: dal rettorato al Seminario Regionale, al parrocato prima al Sacro Cuore poi alla Cattedrale di Molfetta. Don Tommaso aveva anche accompagnato Mons. Salvucci al Concilio Vaticano II.
 
Vicario generale dagli anni di episcopato di Mons. Tonino Bello a Mons. Luigi Martella. In seguito alla morte di Mons. Bello fu Amministratore diocesano fino all'insediamento di Mons. Donato Negro.
 
Per tanti molfettesi che hanno praticato lo scoutismo è stato l’indimenticabile assistente spirituale che li ha guidati dall’infanzia all’adolescenza. Una vita dedicata a generazioni di giovani, sempre col suo sorriso, sempre con la sua parola per tutti. E non faceva mancare mai la sua presenza ai raduni annuali degli ex scout
 
In occasione del suo 60° anniversario di sacerdozio, mons. Mimmo Amato, lo ricordava con queste parole che evidenziamo perché esprimono molto bene l’animo, la dedizione, e il senso di responsabilità nei molteplici e delicati incarichi che mons. Tommaso ha svolto a servizio della Chiesa, onorando il suo sacerdozio e anche l’appartenenza all’Istituto Gesù Sacerdote: «È con grande gioia che la chiesa diocesana celebra il 60° anniversario di sacerdozio di Mons. Tommaso Tridente: col suo ministero presbiterale egli ha segnato la vita della chiesa locale lasciando un'impronta significativa nel tessuto pastorale della comunità. Qui voglio ricordare prima di tutto le qualità del pastore. Don Tommaso è stato parroco presso le comunità del S. Cuore di Gesù e della Cattedrale di Molfetta. Lì egli ha saputo accompagnare il popolo di Dio all'incontro con il Signore. Lo ha fatto con intelligenza pastorale attraverso quei sentieri indicati dal Concilio Vaticano II. 
 
Il secondo tratto è quello del sacerdote educatore, e qui non può che farsi riferimento alla sua presenza nel Seminario Regionale, prima come vice-rettore e poi come Rettore. Generazioni di sacerdoti di tutta la regione Puglia si sono formati alla scuola di don Tommaso. Tanti sono gli attestati di stima, riconoscenza e affetto che ancora oggi i sacerdoti mostrano nei suoi confronti.
 
Infine, è da sottolineare il ministero di Vicario Generale che ha riscosso la fiducia degli ultimi tre vescovi della nostra Diocesi. Chiamato a questo compito delicato durante l'Episcopato del vescovo Tonino Bello, egli accompagnò la Diocesi nel delicato passaggio dopo la morte del venerato pastore, in qualità di Amministratore Diocesano. Mons. Negro e Mons. Martella, poi, hanno rinnovato a lui la fiducia confermandolo in questo incarico. Oggi don Tommaso raggiunge questo traguardo, che non è solo di carattere temporale. Il giubileo sacerdotale è il segno della fedeltà di Dio nei confronti del sacerdote, ma è anche la fedeltà del sacerdote a Dio e alla sua chiamata».
 
Come delegato dell’IGS ho avuto la grazia di incontrare mons. Tommaso più volte e ho ancora impresso nel mio animo il suo sorriso, la sua affabilità e la sua gratitudine al Signore. Sentiva gratitudine vivissima attribuendo al Signore il dono del suo temperamento e animo benevolo e positivo, ma sapeva riconoscere che la presenza di tante persone che gli avevano sempre espresso piena fiducia e i numerosi collaboratori incontrati nel suo lungo ministero avevano contribuito a forgiare il suo animo. Non tralasciava di ringraziare il Signore per la professione dei Consigli Evangelici nell’IGS perché aveva avuto modo di coltivare una spiritualità solida, essenziale, fondata su Cristo Parola ed Eucarestia, sotto la protezione di Maria, Regina degli Apostoli e di san Paolo grande apostolo, evangelizzatore e formatore di anime.
 
 

MONS. SAVERIO FERINA

 

 

 

Mons. Saverio Ferina

(n. 12/03/1925 + 28/11/2016

 

Si è spento all’età di 91 anni, monsignor Saverio Ferina, studioso e direttore dell’archivio storico diocesano. Ferina Saverio era nato a Bisacquino il 12.03.1925 Ha compiuto gli studi presso il Seminario Arcivescovile di Monreale e la licenza in Teologia presso l’Università del Laterano di Roma. Ordinato Sacerdote da S.E. Mons. E. Filippi il 30 aprile 1950, nella cappella dell’Arcivescovado di Monreale. Vicario Cooperatore nella Parrocchia di S. Fara di Cinisi dal 20.05.1950 al 18.03.1952.

Nominato Parroco di S. Rosalia in Montelepre il 01.10.1951. A Montelepre ha curato moltissimo l’istruzione religiosa dei fanciulli e degli adulti, il restauro della Chiesa, la costruzione di due campanili, della casa canonica e catechistica, dell’Istituto Don Bosco e Regina Margherita.

Fu nominato poi Parroco di S. Gioacchino in Partinico. A Partinico per il catechismo ai fanciulli ha comprato e ampliato una vecchia casa, sita in via Medici, in prossimità della Chiesa e ne ha costruita una nuova in via Zito, per i fanciulli della periferia e per tutti un oratorio festivo di oltre 10.000 mq. di terreno, sito in prossimità della via Madonna del Ponte.

Il 01.09.1971 fu nominato canonico della Cattedrale di Monreale e amministratore del Seminario Arcivescovile di Monreale, nonché legale rappresentante e gestore del Ginnasio – Liceo fino al 30.09.1981. In dieci anni di lavoro in Seminario ha curato il restauro di tutti i locali specialmente della Biblioteca e Pinacoteca Torres. L’amministrazione del Seminario è stata condotta in maniera oggettiva chiudendo la contabilità in attivo.

Il 05.11.1980 è stato nominato rettore della Chiesa di Maria SS. Addolorata al Calvario delle Croci di Monreale per un recupero della stessa che da dieci anni si trovava in uno stato di degrado e di profanazione; il sacro edificio mancava di porte finestre, era diventato luogo poco sicuro. I lavori più urgenti furono fatti a spese proprie e con il contributo di alcuni membri della Confraternita del Volto Santo.

Il 01.09.1981 è stato nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale e il 01.10.1981 Direttore dell’Ufficio Amministrativo Diocesano ed Economo della Diocesi. Direttore dell’Archivio Storico della Diocesi il 01.06.2009.

Ha pubblicato numerosi e interessanti saggi:1. La Madonna e Monreale – 1985; 2. Il Catechismo in Siciliano – 1990;  3. Arcidiocesi di Monreale Enti Diocesani- e Parrocchie – 1998; 4. Dottrina Cristiana – 2004;  Il Duomo di Monreale – L’abbraccio di Dio – 2006; 6. La Cattedrale di Monreale – 2007; 7. Duomo di Monreale: Cappella del Crocifisso 2007; 8. Santuario della Madonna del Balzo di Bisacquino 2010.

Tante e convergenti le attestazioni di stima a cominciare da quella del Vescovo di Monreale al funerale, evidenziando come per tutti gli anni della sua vita sacerdotale, è stato fecondo padre spirituale, grande uomo religioso e un modello da seguire, soprattutto oggi, per il suo senso di responsabilità, per la sua onestà, oculatezza, trasparenza nello svolgere i numerosi e delicati incarichi ricevuti. Ha saputo ricercare sempre il bene comune e il vero interesse della Chiesa, della Diocesi, delle anime.

“All’età di 91 anni – afferma Docente Giuseppe Ruggirello, docente presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia e direttore della Biblioteca Ludovico II De Torres  del Seminario arcivescovile di Monreale – porta con sé un tratto importante della storia dell’Arcidiocesi di Monreale, avendo vissuto un appassionato amore per la chiesa diocesana e in particolar modo per il Seminario.

Per questo è indispensabile evidenziare che era membro, dagli anni 1990, dell’Istituto Gesù Sacerdote, fondato da don Giacomo Alberione della Famiglia Paolina. La spiritualità paolina molto solida ed essenziale, incentrata in Cristo Parola ed Eucarestia, punta molto sul senso di responsabilità nello svolgere l’attività apostolica che viene assegnata. Soprattutto nel saper amministrare con oculatezza, trasparenza ed onestà tutti i beni (materiali e spirituali) che abbiamo a disposizione per rendere veramente efficace e feconda la missione. E tra tutti i meriti che si possono attribuire a mons Saverio Ferina, spicca senz’altro questo profondo e continuo senso di responsabilità, la preparazione seria per svolgere al meglio la missione, la valorizzazione di tutti i mezzi per evangelizzare (ha pubblicato molti libri), e l’impegno ad amministrare i beni e ad animare le anime sempre con autorevolezza e fecondità pastorale.

 

DON GIUSEPPE CRISCUOLO

 

 

DON GIUSEPPE  CRISCUOLO

(Nato il  15/12 1935  a Villa di Briano  (CE) + 11/10/2016 ad Aversa)

 

L’ undici ottobre, prima memoria liturgica di San Giovanni XXIII, papa, e anniversario dell’apertura de Concilio Vaticano II, e già memoria liturgica  della Divina Maternità di Maria, faceva ritorno nella Casa del Padre il carissimo confratello Mons. Giuseppe Criscuolo.

Don Peppino così familiarmente chiamato da tutti, nasce il 15 Dicembre 1935  a Villa di Briano  (CE), cittadina  della Diocesi di Aversa ed ivi battezzato nella parrocchia Collegiata di Maria SS. Assunta. Educato cristianamente dalla sua famiglia di sangue ed avviato alla formazione culturale filosofica e teologica nei Seminari di Aversa, Salerno e Posillipo. Viene ordinato Sacerdote il 12 luglio 1959 nella Chiesa Cattedrale di Aversa per le mani del Vescovo Mons. Antonio Teutonico.

Dopo il sacerdozio completa la sua formazione umanistica con la laurea in Lettere e Filosofia all’Università la Sapienza di Roma. Vari e molteplici sono stati i ministeri e gli incarichi ecclesiali affidati alla sua cura sacerdotale: Assistente di varie associazioni e movimenti ecclesiali, segretario particolare del compianto Vescovo Antonio Cece. Docente prima di religione cattolica e poi di lettere nelle scuole di stato; docente  prima  e poi dirigente scolastico della scuola paritaria del Seminario Vescovile di Aversa.

Parroco prima della Parrocchia di S. Andrea in S. Antonio al Seggio e poi della parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo (Madonna di Casaluce) in Aversa; Difensore del Vincolo nel Tribunale Ecclesiastico Diocesano; vice-presidente prima e poi  presidente dell’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero. Terminato il suo incarico di parroco per limite d’età, è nominato Canonico del Capitolo Cattedrale di Aversa.

La sua vita sacerdotale è stata sempre improntata da amore per lo studio, amabilità nelle relazioni umane ed istituzionali con zelante servizio pastorale verso il popolo di Dio; di carattere riservato, egli non faceva mai mancare la sua parola di sostegno e di aiuto a quanti glielo richiedevano, senza mai sconfinare dalla riservatezza e dalla discrezione.

Per un di più di vita e zelo apostolico ha aderito, accogliendo il dono dei voti semplici e perpetui emessi nell’Istituto Gesù Sacerdote della Famiglia Paolina, attualizzando così una consacrazione di vita sacerdotale secolare. Ha partecipato con vivo senso di appartenenza alle iniziative dell’Istituto, esprimendo sempre profonda gratitudine al Signore per il dono ricevuto della spiritualità paolina e di appartenere alla missione di una grande Famiglia. Forte  è stata la sua Devozione alla Madonna; questa l’ha visto impegnato ad ottenere dalla competente autorità ecclesiale, per la sua chiesa parrocchiale, il riconoscimento di Santuario Mariano diocesano dedicato a “Maria Regina della Famiglia”.

Molto si è prodigato per i confratelli in difficoltà, soprattutto i più giovani e quelli che, abbandonato il sacerdozio, avevano difficoltà ad affrontare il nuovo modo di vivere; per rendere fruttuoso il suo sacerdozio ha sempre partecipato, forse più di una volta, agli  annuali Esercizi Spirituali e ai Ritiri programmati dall’ Istituto Gesù Sacerdote e anche dalla Diocesi.

Mi piace terminare questo profilo di don Peppino con quello che i giovani della sua parrocchia nel salutarlo gli dissero: “Grazie per averci insegnato ad amare tutti senza differenza alcuna”.

 

                                                                  (don Clemente Petrillo IGS) 

 

 

DON LUIGI SPIRANDELLI

 

 

DON LUIGI SPIRANDELLI

(n. a Lendinara (RO) 13/3/32 + Lendinara 30/7/2016

 

“Un uomo e un prete mite, umile, e saggio…”. Con queste parole il Vescovo Pierantonio Pavanello ha ricordato don Luigi Spirandelli, il parrocco 84enne che si è spento sabato, dopo 54 anni di servizio pastorale che l'hanno portato ad operare nelle comunità di Crocetta, Beverare, Ramodipalo, Molinella (RO). Proprio i fedeli delle realtà parrocchiali in cui è stato parroco, hanno voluto essere presenti ieri alle esequie del sacerdote per manifestare la loro vivissima gratitudine e il loro grande dolore per la sua scomparsa.

Durante le esequie con la partecipazione di tanti sacerdoti della diocesi di Adria Rovigo è stato ricordato il percorso di fede che don Luigi ha intrapreso, con l'ordinazione sacerdotale nel 24 giugno 1962 e che lo ha portato a essere pastore premuroso, devoto e pienamente dedito nell’animazione pastorale delle comunità di Crocetta, Beverare, Ramodipalo, Molinella, dopo essere stato impegnato tra l'altro anche a Bottrighe e alla cattedrale di Adria.

"La morte di d. Luigi ha colto tutti noi di sorpresa, ma non lui che, da uomo di fede qual era, da tempo si era preparato" ha detto il Vescovo. "Sono arrivato da poco in questa diocesi e l'ho incontrato solo una volta, ma mi è bastata per capire che don Luigi era un uomo ed un prete mite, umile e saggio". Il vescovo ha proseguito affermando: "Ho letto il testamento di don Luigi: è un continuo lodare, benedire, ringraziare il Padre per gli inumerevoli doni ricevuti. Per il dono della vita, dei genitori semplici, poveri, ma ricchi di fede che con tanto amore lo hanno accompagnato, sostenuto, formato. Per il grande dono del Battesimo che lo ha reso figlio di Dio, per il dono del Sacerdozio, per la misericordia e la continua provvidenza del Padre in ogni situazione della sua vita... Anche per il dono ricevuto di professare i Consigli Evangelici, già dal 1976, nell’Istituto Gesù Sacerdote aggregato alla Società San Paolo e alla spiritualità paolina, dalla quale ha ricevuto tante grazie spirituali e pastorali e tanto bene.

 Per questo motivo, come Vangelo, è stato scelto il brano in cui Gesù dice "Ti ringrazio, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perchè così è piaciuto a te. Tutto mi è stato donato dal Padre mio e nessuno conosce chi è il Figlio se non il Padre, nè chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare" (Lc. 10,21-22).

Alla celebrazione animata dalla corale di Ramodipalo e Rasa, e da quella di Molinella, hanno partecipato anche l'amministrazione comunale di Lendinara, le comunità parrocchiali che d. Luigi ha guidato e le Consulte delle frazioni che lo hanno accolto nel suo servizio pastorale.

Non sono mancati alcuni pensieri dalle comunità di  Ramodipalo e Molinella che hanno voluto ringraziare don Luigi per il suo operato. "Pur nella tua naturale riservatezza, sei stato un buon pastore per il tuo popolo" ha ricordato l'attuale parroco don Luciano Schiavo, successore di d. Luigi a Ramodipalo.

Anche la sorella di don Luigi, Suor Angelisa, superiora generale dell'Istituto di nostra Signora del Carmelo è intervenuta. "Don Luigi vi ha voluto tanto bene – ha detto - ma anche voi avete corrisposto al quel bene."

(Dall’articolo del quotidiano LA VOCE DI ROVIGO)

 

 
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