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DON SERGIO NEGRI

  

 

don Sergio Negri

N. a Mantova 10/6/1923   + a Casalpoglio 8/6/2016 

 

Era nato a Mantova nel 1923. Ordinato sacerdote nel 1951. Svolgeva il suo ministero a Casalpoglio dal 1993. Già rettore del Santuario della Comuna per 16 anni e parroco di Rivalta per 13. Aveva 93 anni

Riportiamo il commosso saluto di don Giuseppe Bergamaschi al termine della Messa. “…Muoio sereno, tanto fiducioso nella misericordia divina, perdonando e chiedendo perdono se avessi offeso qualcuno, ma soprattutto affidandomi alla Vergine Santa, Madre di grazia e di misericordia perché interceda il perdono per me, presso il trono del suo Figlio Gesù per le mancanze della mia lunga vita sacerdotale. Arrivederci in Paradiso… Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno fatto del bene, mi hanno voluto bene, mi hanno aiutato in tanti modi, mi sono stati vicino sempre. Dal cielo li ricompenserò come potrò fare”.

In questo pensiero scritto da don Sergio nel suo testamento, c’è tutto don Sergio, la persona del nostro caro Sacerdote. Totalmente fiducioso in Dio, si affida alla Vergine Santa e per questo “muore sereno!”. Dandoci l’arrivederci in Paradiso. Era pronto, voleva essere pronto: per questo chiedeva spesso che lo confessassi, in atteggiamento di profonda umiltà.

È proprio nel momento ultimo, quando la coscienza della morte si rende più palpabile, che emerge la verità di noi stessi, della nostra persona. E davvero don Sergio, nonostante l’ultimo mese di malattia incurabile e dolorosa, è morto in pace, non arrabbiato, non lamentandosi, ma pregando e con l’Ave Maria sulle labbra. Davvero c’è modo e modo di morire, perché c’è modo e modo di vivere!

Il suo ministero pastorale qui a Castel Goffredo dal 1955 al 1958, come poi a Bigarello, a Rivalta sul Mincio, al Santuario della Comuna e poi di nuovo qui a Castel Goffredo e Casalpoglio negli ultimi 23 anni della sua lunga esistenza, (specialmente vicino agli ammalati della clinica Maugeri, della Casa di Riposo Il Gelso, come assistente spirituale della S. Vincenzo che ha sostenuto fin quasi agli ultimi giorni, nei ritiri spirituali per gli anziani, nei pellegrinaggi, nelle confessioni, nella celebrazione delle Messe), il suo ministero è sempre stato impregnato di fede, speranza e carità in Dio, vivendo ed educando chi lo avvicinava ad una forte spiritualità.

Potremmo dire che con lui un tipo di mondo, anche ecclesiale, se ne va, ma la sua spiritualità fondata sui Sacramenti, la preghiera, specie quella mariana, il sacrificio e un conseguente stile di vita essenziale, tutto orientato alla gloria di Dio e al bene profondo degli uomini, questa spiritualità rimane ed è il tesoro che portiamo con noi.

Come delegato dell’Istituto Gesù Sacerdote, di cui faceva parte fin dal 1970, devo aggiungere e testimoniare quanto segue. Negli ultimi anni non aveva più la possibilità di partecipare ai Ritiri e agli Esercizi programmati per i membri dell’Istituto, ma nelle visite fraterne che ho avuto modo di fargli (l’ultima nel mese di marzo con don Ivo Compagnoni) ha sempre manifestato gratitudine per quanto ha ricevuto dall’IGS, dalla spiritualità paolina. Soprattutto grato per gli stimoli avuti per camminare nelle vie della santità, coltivando una forte devozione alla Madonna, annunciando a tutti il Vangelo della salvezza per grazia.

 

don Attilio Rivelli

Don Attilio Rivelli è tornato alla Casa del Padre

 

DON ATTILIO RIVELLI

(N. a  FANO 8/4/1927  + CUCCURANO 11/4/2016)

 

Arrivederci in Paradiso» sono le prime parole del testamento spirituale che don Attilio Rivelli, parroco emerito di Cuccurano tornato alla Casa del Padre lunedì 11 aprile a qualche giorno dal suo 89esimo compleanno, ha voluto lasciare alla comunità che mercoledì 13 aprile ha affollato la chiesa parrocchiale per dargli l’ultimo saluto. C’erano tutti, il vescovo Armando, i sacerdoti, altri sacerdoti membri dell’IGS, il parroco don Marzio che lo ha assistito, con amorevolezza, fino alla fine, i giovani che lui amava tanto e a cui teneva particolarmente, i bambini, le famiglie e quanti lo avevano incrociato nel loro cammino di vita.

Don Attilio ha formato, umanamente e spiritualmente, tante generazioni che mercoledì, commossi, hanno voluto accompagnarlo con la preghiera. «Potrei definire don Attilio – ha affermato il Vescovo – con tre aggettivi: umile, libero e trasparente. Fino alla sua morte è stato un uomo generoso, che ha dato tutto per la Chiesa, per le vocazioni. Fino alla fine in servizio, mai dimissionario e sempre in comunità con gli altri sacerdoti».

Durante l’omelia il Vescovo ha letto il testamento spirituale di don Attilio, un testamento semplice, sobrio, nel suo stile, come è stata tutta la sua vita spesa a servizio del prossimo. Nel testamento don Attilio ringrazia il Signore per le persone che ha messo al suo fianco, chiede perdono e una preghiera, ringrazia le comunità nelle quali ha prestato servizio, il Vescovo e i sacerdoti.

Chiede di escludere dall’omelia ogni riferimento elogiativo alla sua persona ma di dire che ha vissuto ed è morto contentissimo della sua vocazione. Soprattutto ringrazia il Signore per aver professato i Consigli evangelici nell’Istituto Gesù Sacerdote, perché la spiritualità paolina, incentrata in Cristo Parola ed Eucarestia e nella devozione a Maria, Regina degli Apostoli lo ha veramente aiutato a coltivare uno zelo pastorale ed apostolico intenso come quello di san Paolo e del Beato don Alberione. E poi l’invito ai giovani a prendere il suo posto nel servizio al popolo di Dio...

 

 

DON VINCENZO GIUNTA

MONS. VINCENZO GIUNTA

 

 

Nato (5 luglio 1925) e morto (28 aprile 2016) a BELVEDERE MARITTIMO (CS)

 

Monsignor Vincenzo Giunta, decano del clero diocesano, è deceduto in Belvedere Marittimo, dove era nato il 6 luglio 1925 e dove era parroco da circa 30 anni nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Per altri 30 anni era stato parroco in San Donato di Ninea.

Il vescovo Bonanno – durante le esequie – ha tratteggiato la figura del confratello mettendone in evidenza la nobiltà d’animo, lo zelo pastorale e l’amabilità del suo tratto signorile. Pur nella sua veneranda età sapeva mantenere proficui rapporti con i giovani non trascurando gli anziani e i malati, specialmente quelli della Casa

di cura «Cascini», dov’era cappellano e dove è stato negli ultimi mesi della sua esistenza amorevolmente assistito. Su sua indicazione, il vescovo Leonardo Bonanno gli aveva concesso come collaboratore parrocchiale don Alfred Wanyinou, apprezzato presbitero dell’India, che ora succede al compianto don Vincenzo nella

guida della comunità parrocchiale e quale cappellano della Casa di cura «Cascini».

Il compianto monsignore faceva anche parte dell’Istituto “Gesù Sacerdote” di don Alberione, come altri presbiteri diocesani, insieme con il venerato monsignor Domenico Crusco e l’attuale vescovo.

Ha sempre manifestato vivissima gratitudine per il dono che aveva ricevuto tramite don Stefano Lamera di professare i Consigli Evangelici nell’IGS perché veramente sperimentava una grazia particolare nell’attività pastorale sempre molto fervorosa, ma anche nelle molteplici tribolazioni. Soprattutto quando dovette affrontare e aiutare ad affrontare ai parenti la pesante sofferenza per morte prematura di don Vincenzo Ferraro avvenuta il 21 luglio 1960. Era stata una vocazione paolina da lui molto seguita: era stato ordinato sacerdote appena 22 giorni prima. In paese era tutto pronto ed erano tutti in festa per la Celebrazione della sua prima messa. Immaginiamo la sofferenza che ha accompagnato non solo i genitori, ma anche don Giunta per tutto il resto della sua vita.

Prima della benedizione esequiale, parole commosse e filiali sono state rivolte all’assemblea da don Pino Esposito, attuale parroco di San Donato di Ninea, manifestando la gratitudine sua e dei suoi fedeli verso colui che era stato padre, maestro e amico, con il quale rimangono indelebili legami di affetto.

 

DON PIETRO PANI

 

Sac. Pietro Pani

Nato a Nuoro il 6 maggio 1932 † a Jerzu 25 marzo 2016

 

Don Pietrino Pani nacque a Nuoro il 6 maggio 1932 da Giovanni e Francesca Floris.

In questo venerdì santo 2016 ci ha lasciato. E' deceduto all'ospedale di Jerzu dov'era ricoverato. Il Vescovo, il presbiterio insieme ai familiari e tutte le persone che ha aiutato nella fede e nella vita lo affidano a Dio, pregando per la sua risurrezione, con la fiducia che viene dalle bella notizia del Risorto, nostra Pasqua. 

Studiò nel seminario diocesano di Lanusei e in quello regionale di Cuglieri.

Ordinato sacerdote a Tortolì il 15 luglio 1956. Fece le sue prime esperienze pastorali come assistente nel seminario diocesano di Lanusei, quindi come viceparroco nella parrocchia di sant’Elena in Gairo e di sant’Andrea apostolo a Tortolì.

Nel 1967 viene nominato parroco di Santa Marta a Talana, e vi prestò il suo servizio ministeriale fino al 1981, anno in cui fu trasferito alla parrocchia San Giovanni Battista in Ussassai, quindi parroco della parrocchia della Madonna del Monserrato in Girasole (1988) e infine parroco dei Santi Cosma e Damiano in Triei (1993). Nell’estate del 2015 fu accolta la sua richiesta di rinuncia a parroco anche per motivi di salute. Infatti da quel momento le sue condizioni andarono sempre più peggiorando fino a quando il Signore lo chiamò a sé, il 25 marzo del 2016, nel calendario solennità dell’Annunciazione del Signore, festa posticipata al 4 aprile perché quest’anno lo stesso giorno ricorreva il Venerdì Santo.

Entrò a far parte dell’Istituto Gesù Sacerdote nel 1964 con la consacrazione perpetua al quale rimase fedele con vero entusiasmo fino alla fine. Assunse anche lo spirito paolino dell’apostolato delle edizioni non solo col diffondere con vero entusiasmo la stampa paolina, ma anche con lo stilare e diffondere un settimanale di promozione evangelica sotto forma di fotocopie.

Promosse sempre le vocazioni di speciale consacrazione non solo con la preghiera e la direzione spirituale, ma anche indirizzando concretamente verso diversi istituti ragazze e giovani. Coltivò anche con amore l’Associazione “Ancillae Domini”. Sacerdote di preghiera e di disponibilità all’aiuto fraterno nel campo della pastorale parrocchiale. Molti lo ricordano in benedizione.

                                                                                                          don Munuccio

 

 

DON ERMENEGILDO DE MICHELE

Don Ermenegildo  De  Michele

(n.14/06/1923  + 15/1/2016)

 

Don Ermenegildo, da tutti conosciuto e chiamato, don  Gildo, Nasce a Cesa (CE)  il 04/06/1923 – Diocesi di Aversa-

Si è formato spiritualmente e culturalmente presso i Seminari di Aversa e di Salerno,

il 22 giugno 1947 viene ordinato Sacerdote.

Nel  1950 inizia il suo ministero sacerdotale presso le  Forze Arnate  prima nell’esercito e poi nella Marina Militare.

Nel 1954 l’Ordinario Militare  Mons  A. Pintonello  lo vuole suo stretto collaboratore  a Roma, presso l’Ordinariato Militare per l’Italia, come capo della segreteria personale.

Carattere  mite ma chiaro e fermo  nelle sue parole ed azioni; leale collaboratore di tutti gli Ordinari militari  (da Pintonello  a Bonicelli)… fratello maggiore e amico di tutti i cappellani, saggio nei consigli, nobile di animo verso tutti.

Innamorato di Cristo e figlio devoto di Maria SS.ma, rispettoso verso i superiori, ma mai  cortigiano!  Il bene delle anime e la dignità dell’uomo erano  sempre i suoi baluardi… ove impiegava energia e tenacia per difenderle e tutelarle.

Verso la fine degli anni ottanta, dopo la partecipazione ad un corso di Esercizi Spirituali, ad Ariccia, decise di entrare nell’Istituto Gesù Sacerdote della Famiglia Paolina, per dare più energia spirituale al suo Sacerdozio e aprire il suo orizzonte pastorale  all’ attività apostolica.

Nel 1992 fu collocato in congedo assoluto e rientra nella sua amata e mai dimenticata Diocesi di Aversa. Nel silenzio e nella preghiera si dedicava a Licola (Comune di Giugliano in Campania), ai diversamenti abili, non vedenti…prestando il suo servizio sacerdotale con immensa generosità e con donazioni economiche, collaborava a realizzare varie opere parrocchiali, assistenziali e caritative.

Come figlio dell’Istituto Paolino, dal giorno della sua professione, ha sempre partecipato agli annuali esercizi e ai ritiri mensili fino a quanto le forze fisiche glielo hanno permesso, ringraziando vivamente il Signore perché attribuiva anche al "di più" di carica spirituale e pastorale che riceveva dall'Istituto la sua generosa disponibilità a donare beni e se stesso per i poveri e i fratelli più bisognosi.

Nel silenzio  di una fredda giornata del 15 gennaio del 2016, Mons. Gildo rendeva l’anima a Dio.  Alle sue esequie, Mons.Spinillo suo Vescovo, diceva che era certo che continuerà a celebrare e a lodare il Cristo “Sommo Sacerdote” che  ha amato, annunziato, testimoniato con poche chiacchiere…. ma con tanti gesti di carità evangelica ovunque.                                                   

 
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