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Nei tempi di Dio e degli uomini- Nel segno di Maria

 
Maria è dall’eternità nel pensiero e nel sogno di Dio. Prima che il mondo fosse lei era predestinata a vivere il mistero di Cristo e a partecipare, in un modo singolarmente vicino, alla sua missione messianica.
 
Dal non-tempo della predestinazione alla storia della salvezza:  L’altro verso di questa predestinazione (il primo e più importante!) è la predestinazione di Cristo alla Vergine perché, in quanto Figlio essenziale, è «il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù» (1 Tm 2,5). Egli è stato predestinato a nascere da lei ad opera dello Spirito e questa decisione del Padre comporta per Maria una sublimazione così alta e così vasta che la sua glorificazione ridonda sull’intera famiglia di Adamo, di cui lei è la figlia migliore. Maria ricevendo il Figlio di Dio nel suo seno, lo ha accolto dentro il tempo degli uomini.
 

L’amore più che un sentimento è una direzione

 
«L'amore non come sentimento ma come decisione che cambia la vita"
 
L’amore muove tutto, permette di fermarsi a meditare su quelle scelte e decisioni che, a seconda delle circostanze, non consentono particolari margini di recupero. Da questa prima osservazione si comprende in maniera più precisa il motivo che ha spinto Luigi Maria Epicoco, del clero dell’Aquila, ad intitolare L’amore che decide – Due meditazioni in un tempo di indecisioni il suo ultimo libro (Todi, Tau editrice, 2018, pagine 70, euro 7,00). Avere affrontato una tematica così impegnativa nella brevità di un tascabile è senz’altro un merito, oltre che un elemento di successo.
 

La idolatria, antitesi del Dio vivente...

 
TERZA PREDICA DI QUARESIMA 19 DI PADRE RANIERO CANTALAMESSA
 
Ogni mattina, al risveglio, noi facciamo un’esperienza singolare, alla quale non facciamo quasi mai caso. Durante la notte, le cose intorno a noi esistevano, erano come le avevamo lasciate la sera prima: il letto, la finestra, la stanza. Forse fuori già splende il sole, ma non lo vediamo perché abbiamo gli occhi chiusi e le tendine abbassate. Solo adesso, al risveglio, le cose cominciano o tornano ad esistere per me, perché ne prendo coscienza, mi accorgo di esse. Prima era come se esse non esistessero, come se io stesso non esistessi. Avviene la stessa cosa con Dio. Lui c’è sempre; “in lui ci muoviamo, respiriamo e siamo”, diceva Paolo agli ateniesi (Atti 17, 28); ma di solito ciò avviene come nel sonno, senza che ce ne rendiamo conto.
 
 

Rientra in te stesso (II predica di Quaresima 19 di padre Raniero Cantalamessa)

 
Sant’Agostino ha lanciato un appello che a distanza di tanti secoli conserva intatta la sua attualità: “In teipsum redi. In interiore homine habitat veritas”: “Rientra in te stesso. Nell’uomo interiore abita la verità” .
 
In un discorso al popolo, con insistenza ancora maggiore, esorta: “Rientrate nel vostro cuore! Dove volete andare lontano da voi? Andando lontano vi perderete. Perché vi mettete su strade deserte? Rientrate dal vostro vagabondaggio che vi ha portato fuori strada; ritornate al Signore. Egli è pronto. Prima rientra nel tuo cuore, tu che sei diventato estraneo a te stesso, a forza di vagabondare fuori: non conosci te stesso, e cerchi colui che ti ha creato! Torna, torna al cuore, distaccati dal corpo… Rientra nel cuore: lì esamina quel che forse percepisci di Dio, perché lì si trova l’immagine di Dio; nell’interiorità dell’uomo abita Cristo, nella tua interiorità tu vieni rinnovato secondo l’immagine di Dio” .
 

"Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"

 
Continuando la riflessione iniziata in Avvento sul versetto del salmo: “L’anima mia ha sete del Dio vivente” (Sal 42, 2), in questa prima predica quaresimale vorrei meditare con voi sulla condizione essenziale per “vedere” Dio.
 
Secondo Gesú, essa è la purezza di cuore: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5, 8), dice in una delle sue beatitudini. Sappiamo che puro e purezza hanno nella Bibbia, come del resto nel linguaggio comune, una gamma vastissima di significati. Il Vangelo insiste su due ambiti in particolare: la rettitudine delle intenzioni e la purezza dei costumi. Alla purezza delle intenzioni si oppone l’ipocrisia, alla purezza dei costumi l’abuso della sessualità. Nell’ambito morale, con la parola “purezza” si designa comunemente un certo comportamento nella sfera della sessualità, improntato al rispetto della volontà del Creatore e della finalità intrinseca della stessa sessualità.
 
 
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