Home Spiritualità

Spiritualità

Il no di Giobbe ai teologi

 
Obbedienza e tutela della libertà interiore (di Jean-François Noël)
 
L’obbedienza è stata anzitutto un giardino, dove la nostra infanzia è stata protetta dalle preoccupazioni della vita adulta. Primo giardino, dove si costruisce, al riparo, la gioia di stare con se stessi. «È così che mi sono ricordata di un tempo in cui sono stata felice nell’obbedienza, un tempo d’infanzia, persino della più tenera infanzia, in cui l’obbedienza mi sembrava una fatto evidente e si obbediva con allegria (...) Perché questa sensazione ancora così pregnante di spirito libero, caracollante, frettoloso e sereno allo stesso tempo, come al riparo dall’inquietudine. Perché obbedire era poter guardare in faccia e senza complicazioni quelli con cui vivevo, genitori, istitutori, e così via, e ritornare poi con il cuore leggero alle mie piccole cose, senza dubbio microscopiche, amiche molto importanti ai miei occhi», scrive Françoise Corre (Les Jardins oubliés de l’Obéissance).
 

Lo Spirito Santo ci introduce al mistero della Risurrezione di Cristo

 
Quarta predica di Quaresima 2017 (padre Raniero Cantalamessa)
 
Abbiamo riflettuto nelle prime due meditazioni di Quaresima sullo Spirito Santo che ci introduce alla piena verità sulla persona di Cristo, facendocelo proclamare Signore e vero Dio. Nell’ultima meditazione siamo passati dall’essere all’agire di Cristo, dalla sua persona al suo operato, e in particolare sul mistero della sua morte redentrice. Oggi ci proponiamo di meditare sul mistero della sua e della nostra risurrezione. San Paolo attribuisce apertamente la risurrezione di Gesú da morte all’opera dello Spirito Santo. Dice che Cristo “è stato costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti” (Rom 1,4). In Cristo è diventata realtà la grande profezia di Ezechiele sullo Spirito che entra nelle ossa aride, le risuscita dalle loro tombe e fa di una moltitudine di morti “un esercito grande, sterminato” di risorti alla vita e alla speranza (cf. Ez 37, 1-14).
 

Anne-Marie Pelletier: nella mia Via Crucis risuona il dolore del mondo

 
Le meditazioni del Venerdì Santo affidate alla biblista francese: la scelta conferma l'attenzione di papa Francesco verso l'universo femminile. «Dare spazio alle donne fa bene alla Chiesa»
 
Sono state preparate dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier, docente di Sacra Scrittura ed Ermeneutica biblica, le meditazioni che saranno lette il prossimo 14 aprile, Venerdì Santo, durante il rito della Via Crucis presieduto da Papa Francesco al Colosseo. La biblista francese Anne-Marie Pelletier, docente di Sacra Scrittura ed ermeneutica biblica allo Studio della facoltà “Notre Dame” del Seminario parigino, non sa perché papa Francesco ha affidato proprio a lei le meditazioni che il 14 aprile scandiranno le stazioni della Via Crucis al Colosseo. «Non ho cercato di indagare...», si schermisce, ricordando di essere stata invitata a Roma in diverse occasioni: «Sono stata uditrice al Sinodo dei vescovi del 2001 e ho partecipato a un simposio organizzato dal Pontificio Consiglio della cultura. In ogni caso, è sembrato giusto quest’anno assegnare a una donna laica un compito riservato finora a sacerdoti e religiosi», afferma.

 

 

MARIA, DONNA DELLA PASQUA

 
Per essere cristiani più “pasquali” e più credibili, bisognerebbe che ci rivolgessimo a Maria, che è modello della vita pasquale.
 
 
Federico Nietzche, parlando di cristiani nel suo Zarathustra, afferma: «Canti migliori dovrebbero cantarmi, perché io impari a credere al loro Redentore. Un’aria più da salvati dovrebbero avere i suoi discepoli». È questa una delle sfide più forti per i cristiani d’oggi, che si dimenticano facilmente di aver accolto e di dover annunciare una «lieta notizia», che fanno fatica a vivere con convinzione e originalità la loro dignità segnata dalla gioia pasquale. Per essere cristiani più “pasquali” e più credibili, bisognerebbe che ci rivolgessimo a Maria, che è modello della vita pasquale. Il suo canto del Magnificat è paragonabile all’exsultet che la Chiesa intona nella notte di Pasqua.
 

Lo Spirito Santo ci introduce nel mistero della passione di Cristo

 
Terza meditazione di padre Raniero Cantalamesssa (Quaresima 17)
 
Nelle due precedenti meditazioni abbiamo cercato di mostrare come lo Spirito Santo ci introduce alla “piena verità” sulla persona di Cristo, facendocelo conoscere come “Signore” e come “Dio vero da Dio vero”. Nelle rimanenti meditazioni la nostra attenzione, dalla persona, si sposta sull’operato di Cristo, dall’essere all’agire. Cercheremo di mostrare come lo Spirito Santo illumina il mistero pasquale, e in primo luogo, nella presente meditazione, il mistero della sua e della nostra morte. Appena reso pubblico il programma di queste prediche di Quaresima, in una intervista per l’Osservatore Romano, mi è stata rivolta la domanda: “Quanto spazio per l’attualità ci sarà nelle sue meditazioni?” Ho risposto: se si intende “attualità” nel senso di riferimenti a situazioni o eventi in atto, temo che ci sia ben poco di attuale nelle prossime prediche di Quaresima.
 
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 10 di 120