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Spiritualità

Un’autentica singolarità religiosa

 
Pubblichiamo, quasi per intero, la prefazione dell’allora cardinale arcivescovo di Milano, Montini, al volume di Dora Lucciardi Itala Mela  nella sua esperienza e nei suoi scritti (Roma, Editrice Studium, 1963).
 
Itala Mela presenta, nella sua esperienza e nei suoi scritti, elementi religiosi di particolare valore, per la singolarità, per l’intensità, per il contenuto dottrinale, per le componenti morali che vi si intrecciano, per la semplicità e la sincerità con cui si raccomandano. Non potremo negare a Itala Mela le caratteristiche di un’autentica singolarità religiosa. Diremo straordinaria la sua spiritualità? La potremo dire mistica? Non tocca a noi classificarla; dicano i competenti, dicano i lettori, se sanno e se vogliono. Ma che Itala Mela abbia vissuto, inizialmente, fugacemente almeno, alcuno di quei momenti in cui l’anima, non più per via di ragionamenti e tanto meno per via di commozioni sentimentali, avverte la Presenza, sente la Realtà del Dio vivente, ce lo dice lei stessa, con quel riserbo e con quel candore di chi vorrebbe sfuggire dal guardarsi allo specchio e dal parlare di sé, ma di chi deve pur rendere, con timidezza, quasi con disagio, testimonianza alla verità, e vorrebbe insieme che quelle verità restasse geloso segreto. 
 
 

L’enigma della zizzania (Enzo Bianchi)

 
 
In un libro di Vincenzo Bertolone su don Puglisi 
 
La parabola della zizzania, evocata da monsignor Bertolone fin dal titolo, non è solo una tra le più enigmatiche del Vangelo, ma anche una tra le più sommessamente scandalose. È significativo che lo stesso san Paolo riprenda l’Antico testamento per impartire ai Corinti un insegnamento di tendenza manifestamente contrapposta: «Togliete il malvagio di mezzo a voi!» (1 Corinzi, 5, 13; cfr. Deuteronomio, 13, 6). Nel corso dei secoli, la Chiesa giungerà perfino a fare appello a questa parabola per giustificare l’esatto contrario di quanto indicato: condannare a morte eretici e nemici della Chiesa.
 

No alla banalità del nulla (Luigino Bruni)

 
Come potevo allora unirmi a questo selvaggio idolatra nell’adorazione del suo pezzo di legno? Ma che cos’è adorare? Credi davvero, Ismaele, che il magnanimo Dio del cielo e della terra - pagani e tutti quanti inclusi - possa mai essere geloso di un insignificante pezzo di legno nero? Impossibile! Allora, che cos’è adorare? (Herman Melville, Moby Dick)
 
La profezia è una radicale critica delle religioni e dei culti. Di ogni religione e di ogni culto, che hanno una intrinseca tendenza a trasformarsi in pratiche idolatriche. Anche e soprattutto della rivelazione biblica, una critica sistematica e tremenda, per evitare che la parola biblica diventi una semplice religione - una fede che diventa solo religione è già culto idolatrico. La Bibbia è molto più di un libro sacro di una religione, anche perché ha accolto e custodito nel suo seno i libri dei profeti, che, insieme a Giobbe e Qohelet, le hanno impedito di diventare un oggetto idolatrico. I profeti, allora, svuotando il mondo religioso dagli idoli, cercano di liberarci il paesaggio dai nostri manufatti religiosi per crearci un ambiente nel quale, forse, possiamo ascoltare solo una nuda voce. Sono i grandi liberatori dagli dèi che riempiono la terra e le nostre anime. Il primo passaggio necessario che sta di fronte a chi inizia un cammino di fede è allora l’a-teismo, la liberazione dai tanti totem e feticci che riempiono la nostra esistenza.
 
 

DISCORSO DI PAPA FRANCESCO AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA CONGREGAZIONE PER IL CLERO

 
Ecco quello che vorrei dire ai sacerdoti giovani: voi siete scelti, siete cari al Signore! Dio vi guarda con tenerezza di Padre e, dopo avere fatto innamorare il vostro cuore, non lascerà vacillare i vostri passi. 
 
Signori Cardinali, Cari fratelli e sorelle, rivolgo a tutti voi un cordiale saluto e vi esprimo la mia gratitudine per il vostro generoso impegno a servizio dei sacerdoti e della loro formazione. Ringrazio di cuore il Cardinale Beniamino Stella per le sue parole e per il tanto lavoro che sta facendo. Mi rallegro di poter dialogare con voi sul grande dono del ministero ordinato, a pochi mesi dalla promulgazione della nuova Ratio Fundamentalis. Questo Documento parla di una formazione integrale, capace cioè di includere tutti gli aspetti della vita; e così indica la via per formare il discepolo missionario. Una strada affascinante e insieme esigente. Riflettendo su questi due aspetti – il fascino della chiamata e le esigenze impegnative che essa comporta – ho pensato in particolare ai giovani preti, che vivono la gioia degli inizi del ministero e, insieme, ne avvertono il peso.
 
 

LO SPIRITO SANTO SORGENTE INESAURIBILE DI DONI (Angelo Amato)

 
«Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni..." 
 
1. Lo Spirito è «Persona-dono». L'esistenza cristiana è intimamente segnata dalla «nube dello Spirito» (cf. Mt 17,5). È lo Spirito che porta i fedeli alla loro piena configurazione a Cristo. Ma, in cosa consiste, concretamente, la presenza dello Spirito Santo e qual è il significato dei suoi doni? La risposta è semplice: la vita cristiana, per svilupparsi e giungere a maturazione, esige una assistenza speciale dello Spirito santo e dei suoi doni. Il mistero profondo dello Spirito è quello di essere «dono»: «Si può dire che nello Spirito santo la vita intima del Dio uno e trino si fa tutta dono, scambio di reciproco amore tra le divine Persone, e che per lo Spirito santo Dio «esiste» a modo di dono. È lo Spirito Santo l'espressione personale di un tale donarsi, di questo essere amore. È Persona-amore. È Persona-dono» (Dominum et Vivificantem, n. 10).
 
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