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Spiritualità

Non fatevi una idea troppo alta di voi stessi

 
L'UMILTA' CRISTIANA (terza predica di quaresima 2018 di padre Raniero Cantalamessa)
 
L’esortazione alla carità che abbiamo raccolto dalla bocca dell’Apostolo, nella precedente meditazione, è racchiusa tra due brevi esortazioni all’umiltà che si richiamano con evidenza tra di loro, in modo da formare una specie di cornice al discorso sulla carità. Lette di seguito, omettendo ciò che vi è di mezzo, le due esortazioni suonano così: “Non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione. [...] Non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi” (Rm 12, 3.16). 
 
 

La Carità non abbia finzioni: l'amore cristiano

 
SECONDA PREDICA DI QUARESIMA  2018 DI PADRE RANIELO CANTALAMESSA: L' AMORE CRISTIANO
 
1. Alle fonti della santità cristiana. Insieme con l’universale chiamata alla santità”, il Concilio Vaticano II ha dato anche precise indicazioni su che cosa si intende per santità, in che cosa essa consiste. Nella Lumen gentium si legge:“Il Signore Gesù, maestro e modello divino di ogni perfezione, a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli di qualsiasi condizione ha predicato quella santità di vita, di cui egli stesso è autore e perfezionatore: «Siate dunque perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste» (Mt 5,48). Mandò infatti a tutti lo Spirito Santo, che li muova internamente ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze (cfr Mc 12,30), e ad amarsi a vicenda come Cristo ha amato loro (cfr. Gv 13,34; 15,12).
 
 

Il prete che ha insegnato al Papa a predicare

 
Don Alessandro Pronzato: autore dei libri che Francesco ha regalato a Fidel Castro ci racconta la sua vita, passata a “inquietare i parrucconi”
 
«Chi conosce il Vangelo finisce col perdere la sicurezza. Soltanto chi lo ignora può ostentare una certa sicurezza». Sembrano parole di papa Francesco, invece sono tratte da Vangeli scomodi, uno dei libri che il Pontefice ha regalato a Fidel Castro durante la recente visita a Cuba. E, sfogliandone le pagine, lo stile pare proprio quello delle omelie di Santa Marta. Forse il suo autore ha suggerito al Papa come predicare?
 
 

Ascoltare e dire nei libri liturgici (Silvano Sirboni)

 
Oggi, se le parole dei testi liturgici non sono comprensibili; se l'intonazione della frase non è corretta nel rispetto della punteggiatura e dei sintagmi, non solo il messaggio diventa difficile da capire, ma una simile presa di parola si trasforma in una cattiva testimonianza...
 
1. Ascoltare: primo atteggiamento del credenti Tutti i 73 libri che costituiscono la Bibbia sono, per così dire, tenuti insieme da un unico e ricorrente imperativo divino: «Ascolta, Israele» (cfr. Dt 4,6; 9; 20 e 27). «Ascoltate la mia voce» (Ger 7,23). «Chi ascolta la mia parola ha la vita eterna» (Gv 5,24). «Chi è da Dio ascolta le mie parole» (Gv 8, 47). «Beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia» (Ap 1,3). L'ascolto della parola di Dio è il primo e fondamentale atteggiamento di ogni vero credente. Di conseguenza l'ascolto non può non essere anche il primo e fondamentale atteggiamento che caratterizza il culto cristiano; in particolare la celebrazione liturgica quale luogo privilegiato dell'incontro fra Dio e il suo popolo. Ascolto che trova la sua massima espressione nella liturgia della Parola durante la messa allorquando «tutti devono ascoltare con venerazione le letture della parola di Dio» (OGMR 29).
 

“NON CONFORMATEVI ALLA MENTALITÀ DI QUESTO MONDO” (ROM 12, 2)

 
Prima predica di Quaresima 2018 di padre Raniero Cantalamessa
 
“Non conformatevi a questo mondo, ma trasformatevi rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rom 12, 2). In una società in cui ognuno si sente investito del compito di trasformare il mondo e la Chiesa, cade questa parola di Dio che invita a trasformare se stessi. “Non conformatevi a questo mondo”: dopo queste parole ci saremmo aspettati di sentirci dire: “ma trasformatelo!”; invece ci si dice: “ma trasformatevi!”. Trasformate, sì, il mondo, ma il mondo che è dentro di voi, prima di credere di poter trasformare il mondo che è fuori di voi. Sarà questa parola di Dio, tratta dalla Lettera ai Romani, che ci introdurrà quest’anno nello spirito della Quaresima.
 
 
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