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Spiritualità

Affinità tra Cristo e cristiano (Hans Urs Von Balthasar

 
Come si uniscono le cose inconciliabili?
 
Il nome di cristiano viene da Cristo. La sua essenza sta e cade con l’essenza di Cristo. Ciò è chiaro. Ma ora sorge minacciosa la domanda: quale affinità essenziale, quale tipo di comunione può esistere tra Cristo ed il cristiano? Un primo ed insuperabile enunciato per chiunque crede veramente all’essenza ed all’opera di Cristo dice: Cristo è Figlio unico del Padre, l’unico mediatore tra Dio e l’uomo, l’unico Redentore che in croce ha soddisfatto per tutti, la ‘primizia’ anche dei risorgenti dai morti, che, secondo Paolo, detiene il primato in tutto (Col. 1,1-9). Ciò che egli è, ciò che si effettua per mezzo suo, è circoscritto nella più completa solitudine della sua dignità divino-umana.
 

Riconoscere l’opera di Dio

 
Il discernimento in un libro del gesuita Pietro Schiavone ·
 
«Non prestate fede a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio» (1 Giovanni, 4, 1). Non ogni spirito proviene da Dio, ammonisce san Giovanni. Laddove l’uomo si incammina verso il cuore della rivelazione divina, non di rado si scopre di essere agitato e provato da vari spiriti. È perciò necessario individuare l’origine degli spiriti che ci muovono. Vi sono, insegna una lunga tradizione che risale all’Antico Testamento, fondamentalmente due spiriti: lo spirito di Dio e lo spirito del serpente (cfr. Genesi, 3), lo spirito di Cristo e lo spirito dell’anticristo, lo spirito dell’«umile servizio» da una parte, lo spirito di «onore del mondo» e «immenso orgoglio» dall’altra.
 

Alla scuola di San Francesco di Sales: vivere serenamente

 
Una spiritualità basata sulla bontà di Dio e la convinzione che la pace del cuore si trova solo nella conformità alla sua volontà.
 
Le circostanze della vita sono il luogo dove noi troviamo Dio. Di qui il consiglio di accettare con amore la situazione in cui ci troviamo. Vivere serenamente si può. Per riuscirvi possono essere certamente di aiuto le scienze umane, che però, per quanto utili e raccomandate, da sole non bastano. La vera “ricetta” ce la offrono soprattutto i santi, nel senso che sono essi a indicarci dove sta la vera sorgente della pace del cuore: ossia in Dio. Uno di questi santi è senza dubbio san Francesco di Sales (1567-1622), un uomo che possedeva una personalità meravigliosamente equilibrata e integrata, unita a una profonda spiritualità. Oltre a una grande santità di vita egli era dotato anche di un fine intuito psicologico che fece di lui un ricercato direttore spirituale.
 
 

Specchio di una cultura

 
Come è difficile morire nella nostra società!
 
Noi ormai siamo abituati al fatto che si nasce sempre meno, che la sterilità crescente, unita all’aumento dell’età delle donne che cercano di concepire un figlio, hanno reso difficile la procreazione. Avere un figlio per molte donne sta diventando un percorso a ostacoli, richiede cure ormonali, rapporti a scadenze prefissate, se non addirittura il passaggio all’ingegneria procreativa. Abbiamo capito che è difficile nascere, ma se stiamo bene attenti e guardiamo intorno a noi, per molti — almeno nei Paesi cosiddetti avanzati — è diventato difficile anche morire. Ce lo rivela un sintomo palese, che finora non si era mai presentato con tanta urgenza e forza: la richiesta di eutanasia.
 

Osea 2. L'amore sino alla fine (Bruna Costacurta)

 
Leggendo il testo di Osea 2 ci troviamo davanti ad un amore che, da parte dell'uomo, non è segno di nulla, anzi è segno di infedeltà, e da parte di Dio manifesta, nel momento della crisi, la vera capacità dell'amore.
 
Il progetto di Dio sulla coppia viene disatteso dall'uomo e la coppia conosce l'elemento dell'infedeltà. Non faccio questo discorso soltanto per convincerci di una cosa ovvia, cioè che l'uomo non è poi così capace di amare per sempre come sembra; ma per vederlo da un altro punto di vista, come una specie di appello provocatorio su quello che deve essere l'amore che si rivela proprio nel momento in cui viene messo in crisi. Il Nuovo Testamento, nel discorso che porta a compimento la Rivelazione sull'uomo, dice che la coppia, lo sposo e la sposa, diventano segni dell'amore che Cristo ha per la sua Chiesa, segno dell'amore che Dio ha per gli uomini. La coppia dovrebbe amare come Dio ama, perché deve essere segno dell'amore di Dio. 
 
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