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IL BATTESIMO DAL REGISTRO ALLA VITA (don Tonino Lasconi)


«Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il nome (cristiano), pur compiendo azioni indegne di Dio..." (S. Ignazio d'Antiochia)

«Meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani», ha detto Papa Francesco, facendo come sempre il botto. I media, ovviamente senza preoccuparsi di riferire le parole nel loro contesto, hanno applaudito, perché hanno ritenuto il papa d’accordo con loro quanto ci dicono: “E poi ci vai in chiesa!”; “E poi ci fai il prete”. E fin qui tutto normale. Siamo vaccinati. Meno normali i malumori dei “battezzati” che ritengono papa Francesco imprudente nel denunciare i difetti dei cristiani, perché a noi fanno bene queste scudisciate per ricordarci di tirare fuori il nostro battesimo dai registri parrocchiali e portarlo dentro la vita concreta di ogni giorno.

 

 

LA CONSEGUENZA DELL’INCARNAZIONE

 
Il giorno dell’Epifania abbiamo lasciato Gesù ancora bambino adorato dai Magi che, a partire da quell’incontro, hanno il coraggio di andare per un’altra via…
 
Oggi Gesù adulto al Giordano inizia Lui stesso il cammino per una via altra imprevedibile ed inimmaginabile per ogni uomo religioso…Proprio così, la religione pensa sempre ad un Dio potente e trionfante e invece oggi il Figlio di Dio nella carne dell’uomo, sceglie oggi, come primo atto della sua vita visibile, pubblica, di confondersi con i peccatori, di stare con loro; per l’evangelista Luca tutto avviene nella preghiera di Gesù: è il pregare di Gesù che fa irrompere nel suo cuore la voce piena di gioia del Padre che si compiace proprio perché Lui, il Figlio Amato, è andato a cercare gli altri figli amati e perduti, è entrato nella loro storia, ne ha assunto le fatiche: quella di crescere, di relazionarsi, di amare chi non era amabile, di cercare e comprendere la sua verità, identità e vocazione…
 

DIO NESSUNO LO HA MAI VISTO

 
Terza predica di Avvento 2018 (Padre Raniero Cantalamessa)
 
Santo Padre, Venerabili Padri, fratelli e sorelle, il Dio vivente è la vivente Trinità, abbiamo detto l’ultima volta. Ma noi siamo nel tempo e Dio è nell’eternità. Come superare questa “infinita distanza qualitativa”? Come gettare un ponte su un tale abisso infinito? La risposta è nella solennità del Natale che ci apprestiamo a celebrare: “Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”. Tra noi e Dio – ha scritto il grande teologo bizantino Nicola Cabasilas- si ergevano tre muri di separazione: quello della natura perché Dio è spirito e noi siamo carne, quello del peccato, quello della morte. 
 
 

Il mistero dell'incarnazione (Odo Casel)

 
Per mezzo del mistero, siamo immessi nella totale pienezza della realtà del Salvatore, nella forza della sua incarnazione, nel sangue redentore del suo sacrificio, nella gloria trasfigurante della sua risurrezione.
 
Natale non è una festa dell' umanità nobile, non un abbandono ai ricordi d'infanzia e ai dolci sentimenti di un gioioso amore per gli uomini, nemmeno la festa del 'Bambin Gesù', che ci sorride dal seno di una madre piena di grazia e ci rivela l'amore del Buon Dio - è infinitamente di più. È la presenza vivente e sconvolgente di Dio fra gli uomini. L'eterna maestà del Dio infinito, dinanzi al quale la creatura nella sua nullità è sbigottita e trema, che mai occhio umano ha veduto o può vedere, che una infinita distanza separa da noi - e cui la creatura aspira con tutto il suo desiderio spirituale -, è presente fra noi; ci lascia scorgere il suo volto, e noi riconosciamo nel volto del Signore e Re i tratti del Padre.

 

 

Vita di Charles de Foucauld, la santità quotidiana nel deserto

 
Parla Pierre Sourisseau, autore della biografia definitiva del religioso francese ucciso nel 1916 a Tamanrasset, nel Sahara algerino
 
Per trent’anni Pierre Sourisseau ha studiato il materiale relativo alla vita di Charles de Foucauld. Lettere, diari, articoli di giornale, dispacci militari: se c’era qualcosa da leggere, lui l’ha letto, annotato, considerato in prospettiva storica. Il risultato di tanta dedizione è Charles de Foucauld. 1858-1916, la biografia di “fratel Carlo di Gesù” appena tradotta in italiano dalla comunità delle Discepole del Vangelo e da padre Andrea Mandonico per Effatà (pagine 768, euro 32,00). «Nel suo svolgimento complessivo la vita di Charles de Foucauld è nota da tempo – spiega lo studioso francese, che nei giorni scorsi è stato in Italia per una serie di presentazioni del libro –. Il mio lavoro, svolto in qualità di archivista della postulazione, si è concentrato sulla possibilità di chiarire e approfondire molti dettagli, così da fornire un’interpretazione più aderente alla realtà e depurata di alcuni elementi sensazionali che, con il tempo, erano ormai dati per acquisiti».

 

 
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