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Pregare con la Parola di Dio. 5 ragioni e 5 suggerimenti (Cristiano Mauri)

 
Cinque premesse e altrettante ragioni per pregare con la Scrittura; Un metodo pratico
 
Inizio con questo una serie di pezzi sul tema della preghiera. Non sarà una trattazione esaustiva da scuola teologica. Per quella esiste già una bibliografia vastissima e plurisecolare. E poi non è il mio mestiere. Indicherò invece, seguendo un approccio pratico e pastorale, dei metodi per pregare semplici, chiari, praticabili e soprattutto fecondi, maturati anzitutto nell’esperienza personale e poi nell’accompagnamento del cammino di altri. Qualcosa, insomma, più vicino a dei libretti delle istruzioni che a dei manuali. Se dunque cerchi uno strumento agile ed efficace che ti aiuti a cominciare, ricominciare o continuare a pregare meglio, senza dover affrontare letture più lunghe di un post, credo che questi articoli possano fare al caso tuo.
Cominciamo con una serie di tre sul «Pregare con la Parola di Dio».

 

 

INCONTRO DEL PAPA CON SACERDOTI, CONSACRATI E SEMINARISTI (Cattedrale di Santiago)

 
"Siamo inviati con la consapevolezza di essere uomini e donne perdonati. E questa è la fonte della nostra gioia. Siamo consacrati, pastori nello stile di Gesù ferito, morto e risorto" 
 
Cari fratelli e sorelle, sono contento di condividere questo incontro con voi. Mi è piaciuto il modo con cui il Cardinal Ezzati vi ha presentato: “Ecco, ecco le consacrate, i consacrati, i presbiteri, i diaconi permanenti, i seminaristi...”. Eccoli. Mi è venuto in mente il giorno della nostra ordinazione o consacrazione quando, dopo la presentazione, abbiamo detto: «Eccomi, Signore, per fare la tua volontà». In questo incontro desideriamo dire al Signore: «Eccoci», per rinnovare il nostro “sì”. Vogliamo rinnovare insieme la risposta alla chiamata che un giorno scosse il nostro cuore. E per fare questo, credo che ci possa aiutare partire dal brano del Vangelo che abbiamo ascoltato e condividere tre momenti di Pietro e della prima comunità: Pietro e la comunità abbattuta, Pietro e la comunità perdonata e Pietro e la comunità trasfigurata. Gioco con questo binomio Pietro-comunità poiché l’esperienza degli apostoli ha sempre questo duplice aspetto, quello personale e quello comunitario. Vanno insieme e non li possiamo separare. Siamo, sì, chiamati individualmente, ma sempre ad esser parte di un gruppo più grande. Non esiste il “selfie vocazionale”, non esiste. La vocazione esige che la foto te la scatti un altro: che possiamo farci? Le cose stanno così.
 
 

Perché la Madonna insiste tanto sulla recita del Rosario?

 
Dopo aver conosciuto questa storia non dubiterete mai più del potere del Rosario
 
San Luigi Grignon de Montfort (1673 –1716), grande apostolo di Maria Santissima, ha scritto: “La Santissima Vergine ha rivelato al beato Alain de la Roche che dopo il Santo Sacrificio della Messa, che è il primo e più vivo memoriale della Passione di Gesù Cristo, non c’era devozione più eccellente e meritevole del Rosario, che è come un secondo memoriale e una rappresentazione della vita e della Passione di Gesù Cristo”. Nel 1945 gli americani lanciarono la bomba atomica su due città giapponesi, Nagasaki e Hiroshima. In quest’ultima, nel raggio di un chilometro e mezzo dal centro dell’esplosione tutto venne raso al suolo, e tutti gli abitanti morirono carbonizzati. La casa parrocchiale, con gli otto gesuiti che vi abitavano, distante appena 800 metri dal luogo dell’esplosione, rimase in piedi, e i religiosi restarono illesi.
 

Gli intellettuali del Novecento affascinati da Cristo (Gianfranco Ravasi)

 
La cultura del XX secolo si è allontanata dalla religione ma ha tenuto alta l’attenzione per la spiritualità: da Russell a Borges, da Wittgenstein a Gould
 
Filosofo, matematico, scrittore (Nobel 1950 della letteratura) ma soprattutto agnostico, tant’e vero che poteva intitolare un suo saggio del 1927 Perché non sono cristiano: sarà proprio Bertrand Russell l’autore nel 1918 di uno scritto sorprendente fin dal titolo, Misticismo e logica. In quelle pagine senza remore o imbarazzi asseriva che «i più grandi filosofi hanno sentito il bisogno sia della scienza sia della mistica». E tentava anche una definizione di questa realtà apparentemente così fluida e allergica a ogni stampo classificatorio: «La mistica è, in sostanza, poco più di una certa intensità e profondità di sentimento nei riguardi di ciò che si pensa a proposito dell’universo». 
 

La vita spirituale del prete (E. Bianchi)

 
Cari fratelli presbiteri nella chiesa di Dio, il vescovo di questa chiesa mi ha chiesto di essere oggi qui tra di voi perché possa offrirvi una riflessione sulla vita spirituale del presbitero.
 
Sono un semplice monaco, «un povero laico», definizione che Pacomio dava di sé al grande Atanasio patriarca di Alessandria, ma ho accettato perché in questi ultimi vent'anni, senza che io l'abbia voluto o scelto, mi sono trovato impegnato sovente - su invito soprattutto dei vescovi di Milano e di Torino, ma anche di varie altre diocesi - nel riflettere su problemi riguardanti il presbitero, oltre che nella predicazione di esercizi spirituali ai presbiteri e nell'accompagnamento spirituale di molti di loro. Cercherò di essere soltanto eco della Parola di Dio e una voce di ciò che ho a lungo ascoltato dal vissuto ecclesiale e presbiterale, e condividerò con voi alcuni pensieri che sulla base della mia esperienza giudico utili, se non addirittura urgenti, per una vita presbiterale vissuta nello Spirito santo e in fedeltà all'Evangelo.
 
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