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Tre donne e il Signore

 
Pubblichiamo la prefazione alla terza edizione italiana del libro di Adrienne von Speyr, Tre donne e il Signore (Milano, Jaca Book, 2018, pagine 92, euro 9).
 
È difficile, oggi, immaginare una mistica che sia anche un medico, e non solo un medico particolarmente attento ai malati, ma anche appassionato degli aspetti scientifici e tecnici della sua professione. Una donna che si è sposata due volte, che adora correre in bicicletta e stare con gli amici e che, anche se non è particolarmente interessata alla moda, si ricorda però sempre, da vera donna, come è vestita nelle principali circostanze e lo narra nella sua autobiografia. Forse è per questo che la Chiesa cattolica ritarda nel riconoscere le sue virtù straordinarie, preferisce dimenticarla, o lasciarla riassorbire dal suo amico e compagno di avventure spirituali Hans Urs von Balthasar, il grande teologo che ha capito il suo valore e ne ha accolto l’influenza nelle sue opere. 
 

Una fede per vivere 1. (Romano Penna)

 
La fede in Dio
 
Il termine ‘fede’ è tra quelli abusati, come succede per altri vocaboli come ‘amore, laico, storia’, la cui semantica oscilla tra significati molto diversi e persino contrastanti (si pensi per esempio alla storia d’Italia e alla storia di cappuccetto rosso!). Così si può parlare di fede nel progresso o nelle proprie idee o in se stessi, e di buona fede, per non dire del verbo ‘credere’, che nella parlata corrente può addirittura esprimere una incertezza se non proprio un dubbio. Qui però parliamo di ‘fede’ in senso religioso, sapendo comunque che già il termine ‘religione’ è equivoco, poiché è un latinismo che non ha nessun corrispettivo esatto nelle lingue bibliche, né in greco né in ebraico. Propriamente quindi parliamo di fede come espressione di un rapporto dell’uomo nei confronti di Dio (del Dio d’Israele) e della sua rivelazione avvenuta soprattutto in Gesù Cristo.
 

LA PACE E LA LIBERTÀ NEI TESTI BIBLICI di Bruno Maggioni

 
Che le due concezioni siano in rapporto direi è ovvio, sarà facilissimo capirlo; il mio compito si limita a chiarire quale pace e quale libertà.
 
Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l'ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d'accordo; il disaccordo nasce quando dall'ideale biblico si passa al concreto. Allora immediatamente anche fra cristiani scoppia il disaccordo, quando si scende al concreto.
 
 

Volete andarvene anche voi? (Enzo Bianchi)

 
A conclusione del sesto capitolo del vangelo di Giovanni ·
 
Nella ventunesima domenica del tempo Ordinario nell’anno liturgico b si legge la fine del capitolo sesto del vangelo secondo Giovanni e in questi versetti (cfr. 6, 60-69) ci viene posto davanti tutto l’urto, lo scandalo che le parole di Gesù hanno causato non solo nelle folle dei giudei ma anche tra i suoi discepoli. Questa crisi nelle relazioni tra Gesù e la sua comunità è testimoniata da tutti e quattro i vangeli al momento di una parola decisiva di Pietro che confessava l’identità di Gesù come Messia (cfr. Marco 8, 29 e paralleli) e come inviato dal Padre quale Figlio. Perché questa crisi? Perché le parole di Gesù a volte erano dure e urtavano anche gli orecchi di discepoli che lo seguivano con affetto e attenzione ma non riuscivano ad accettare, ritenendola una pretesa, che Gesù fosse «disceso dal cielo» e che nella carne (basar in ebraico, sárx in greco) di un corpo umano fragile e mortale raccontasse il Dio vivente e vero.
 
 

Celebriamo colei che ha partorito il benefattore

 
La festa della dormizione della Madre di Dio nella tradizione bizantina
 
Tutte le liturgie delle Chiese cristiane hanno un senso catechetico molto evidente. E questo è sottolineato con chiarezza nelle liturgie dell’oriente cristiano: la liturgia è un insegnamento per i fedeli, impregnata com’è di elementi che istruiscono nelle verità della fede. In modo particolare questa catechesi attraverso la liturgia si ritrova nelle celebrazioni della Madre di Dio, di colei che accolse nel suo grembo il Verbo eterno di Dio. È infatti la presenza della Madre di Dio a scandire i diversi momenti dell’anno liturgico delle Chiese di tradizione bizantina: la prima grande festa nel ciclo liturgico è quella dell’8 settembre, quando si celebra la sua nascita, e si chiude con la festa del 15 agosto, la Dormizione della Madre di Dio.
 
 
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