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Kairòs, evento di grazia, non lasciamocelo sfuggire! (Antonio Gentili)

 
C’è il rischio reale di non accorgersi delle possibilità che il tempo ci offre.
 
Il mondo greco considerava vertice della saggezza la conoscenza di sé: «Conosci te stesso!». A questa massima se ne può affiancare una seconda, che le è simile e quasi complementare: «Conosci il kairòs!». O forse sarebbe meglio tradurre, riconosci il kairòs, dal momento che si tratta di individuare, nello scorrere cronologico del tempo, inteso quale misura esterna e impersonale, l’apparire kairologico del tempo, ossia la consapevolezza di un’occasione irrepetibile e provvidenziale (questo è il senso del vocabolo greco), che mi è offerta in ordine alla salvezza. «Nel krònos (il tempo) si manifesta il kairòs», sosteneva Aristotile nelle epoche andate. Analogamente nel krònos dei nostri giorni faticosi e sorprendenti, la coscienza umana e cristiana ci invita a cogliere il kairòs, un evento di grazia da non lasciarci assolutamente sfuggire, ma da sfruttare in pienezza.
 

Il mariologo. Così il Rosario è «forza» per vincere il maligno

 
Maggioni spiega l'invito del Papa a pregare Maria per proteggere la Chiesa dalle divisioni. «La missione del diavolo è gettare scompiglio»
 
Il Rosario come “argine” per proteggere la Chiesa dalle divisioni del maligno. Ne è persuaso papa Francesco che lo scorso 29 settembre ha esortato i fedeli di tutto il mondo a pregare per l’intero mese di ottobre con la preghiera mariana che Pio XII aveva definito il “compendio di tutto quanto il Vangelo”. «Da sempre la Chiesa deve misurarsi con divisioni e peccati, anche se oggi assistiamo a modi che suscitano smarrimento poiché uno non se li aspetterebbe. Quando si fanno più evidenti i tentativi diabolici di fare strappi nella veste della Sposa di Cristo, occorre ricorrere alla preghiera, che è sorgente di comunione e di pace.
 

La carità sia senza finzione (Raniero Cantalamessa)

 
“Amerai il prossimo tuo come te stesso” era un comandamento antico, scritto nella legge di Mosè (Lev 19,18) e Gesù stesso lo cita come tale (Lc 10, 27). Come mai dunque Gesù lo chiama il “suo” comandamento e il comandamento “nuovo”? La risposta è che con lui sono cambiati l’oggetto, il soggetto e il motivo dell’amore del prossimo.
 
1. Amerai il prossimo tuo come te stesso.È stato notato un fenomeno curioso. Il fiume Giordano, nel suo corso, forma due mari: il mare di Galilea e il mar Morto, ma mentre il mare di Galilea è un mare brulicante di vita e tra le acque più pescose della terra, il mar Morto è, appunto un mare “morto”, non c’è traccia di vita in esso e intorno ad esso, solo salsedine. Eppure si tratta della stessa acqua del Giordano. La spiegazione, almeno in parte, è questa: il mare di Galilea riceve le acque del Giordano, ma non le trattiene per se, le fa defluire in modo che esse possano irrigare tutta la valle del Giordano. Il mar Morto riceve le acque del Giordano e le trattiene per se, non ha emissari, da esso non esce una goccia d’acqua.
 
 

Perché Gesù guarisce in giorno di sabato (Luciano Manicardi)

 
Tra gli argomenti che giustificano la deroga all’osservanza sabbatica vi si trova quello che afferma che le leggi date da Dio, e anche la legge del sabato, sono state date perché l’uomo viva grazie ad esse e non muoia a causa loro.
 
Il lettore dei vangeli si imbatte più volte in racconti in cui Gesù guarisce persone malate in giorno di sabato: la guarigione di un indemoniato (Mc 1,21-28; Lc 4,31-37); della suocera di Simone (Mc 1,29-31; Lc 4,38- 39); di un uomo dalla mano inaridita (Mc 3,1-6; Mt 12,9-14; Lc 6,6-11); di una donna curva (Lc 13,10-17); di un idropico (Lc 14,1-6); di un infermo alla piscina d Betzaetà (Gv 5,1-18); di un uomo cieco dalla nascita (Gv 9,1-41). Queste guarigioni suscitano obiezioni, diffidenze e anche reazioni e proteste presso farisei e dottori della legge. Perché?

 

 

L'uomo che celebra: il rito e i 'sensi'

 
L'importanza dei sensi e dei riti smentisce tanto l'interiorismo degli uni quanto il presenzialismo degli altri, dato che si fonda su qualcosa di ben più profondo, ossia sulla fede.
 
1. 'Anche' i sensi. La questione sembra molto semplice. L'uomo ha un intelletto e una volontà che appartengono all'anima: con l'intelletto può credere alla rivelazione di Dio e con la volontà può mettere in pratica i suoi comandamenti. Ma l'uomo ha anche cinque sensi che appartengono al corpo: se l'uomo ha un corpo e dei sensi, anche loro devono svolgere un ruolo nell'ambito della fede e per questo motivo ci sono i riti. La logica è quella dell''anche': anche il corpo e i sensi, quindi anche i riti. A dire il vero, secondo molti, sarebbe meglio non compromettersi troppo con i sensi e i riti dato che una sana e profonda spiritualità dovrebbe concentrarsi sull'interiorità.
 
 
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