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Osea 2. L'amore sino alla fine (Bruna Costacurta)

 
Leggendo il testo di Osea 2 ci troviamo davanti ad un amore che, da parte dell'uomo, non è segno di nulla, anzi è segno di infedeltà, e da parte di Dio manifesta, nel momento della crisi, la vera capacità dell'amore.
 
Il progetto di Dio sulla coppia viene disatteso dall'uomo e la coppia conosce l'elemento dell'infedeltà. Non faccio questo discorso soltanto per convincerci di una cosa ovvia, cioè che l'uomo non è poi così capace di amare per sempre come sembra; ma per vederlo da un altro punto di vista, come una specie di appello provocatorio su quello che deve essere l'amore che si rivela proprio nel momento in cui viene messo in crisi. Il Nuovo Testamento, nel discorso che porta a compimento la Rivelazione sull'uomo, dice che la coppia, lo sposo e la sposa, diventano segni dell'amore che Cristo ha per la sua Chiesa, segno dell'amore che Dio ha per gli uomini. La coppia dovrebbe amare come Dio ama, perché deve essere segno dell'amore di Dio. 
 

Sara e Agar: Promessa di Dio e lacerazioni umane (di MASSIMO GRILLI)

 
La storia di Sara e Agar risponde all’intento di ripensare la vita religiosa a partire dall’umano, senza tuttavia dimenticare che siamo "affidati a una Promessa".
 
Sara e Agar sono due donne diverse: una libera e l’altra schiava, una figlia d’Israele e l’altra egiziana, una impossibilitata a generare (paradossalmente è la libera, figlia di Israele) e l’altra con il potere di procreare figli e figlie. Due donne che vivono in una situazione lacerata da divisioni e sperimentano queste lacerazioni sulla propria pelle. È, in fondo, la storia di due donne vittime dell’ingiustizia della società e della cultura, da cui una è più colpita dell’altra; ma è anche la storia di un Dio "che vede" e che di fronte all’ingiustizia fa sempre una scelta di campo, abbattendo i muri di separazione. La storia è raccontata nei capitoli 16,1-15 e 21,8-19 della Genesi. 
 

Il Cristiano e il mondo (Hans Urs Von Balthasar)

 
Tendenza al "mondo mondano"
 
Qui sta veramente il vertice ed il centro del mutamento. Qui deve aver luogo il rivolgimento decisivo, liberatore; la Chiesa, eliminando una sterile tendenza di autoconservazione, nel suo aprirsi ed irrompere nel mondo deve destarsi alla sua vera essenza, e con ciò deve anche dimostrare che cosa sia veramente il cristiano. Per far risaltare nettamente questo pensiero lo si puntella da tutte le parti con la storia e lo si rafforza per via di contrapposizioni. Anzitutto una volta (cosi si dice) non c’era un mondo mondano, ma semplicemente un cosmo, sentito nel suo complesso come religioso o, come taluni addirittura dicono, un cosmo ‘divinizzato’: sotto l’egida di una illusione in qualche modo religiosa-primitiva l’uomo avrebbe sentito vicina e presente la divinità dovunque nella natura; questa illusione sarebbe stata brutalmente distrutta nel mondo moderno tecnico e meccanizzato che domina la natura, il mondo sarebbe ‘sdivinizzato’ e totalmente ‘umanizzato’, ed in questo mondo freddo, disincantato, il cristiano sarebbe invitato ad entrare senza paura e senza riserva.
 

A VELE SPIEGATE (don Angelo Casati)

 
Paura. ma non a proposito dei viaggi dell'estate mi è venuto in mente questo strano congiungimento, bensì a proposito del viaggio della vita. Che è uscire da se stessi per scoprire nuovi orizzonti di vita...
 
Vorrei chiamarla paura da viaggio. "Incredibile congiungimento" potrebbe obiettare qualcuno: paura-viaggio. E storcere il naso al solo nominarlo. Può apparire un assurdo: i viaggi si desiderano, si mettono in programma con mesi e mesi di anticipo, ci si svena per i viaggi e poi c'è il rito di declamarli al ritorno, e, più esotici sono, più gusto a declamarli. Può sembrare strano congiungere viaggio e paura, strano o raro congiungimento! Eppure oggi una dimensione, se pure piccola, di paura o di apprensione affiora anche alla partenza di questi viaggi: niente è più così sicuro, così garantito! Si sprecano ormai le tutele assicurative. Ma non a proposito dei viaggi dell'estate mi venne alla mente questo strano congiungimento, bensì a proposito del viaggio della vita. Che è uscire, viaggio.
 
 

Regno di Dio e Chiesa (Giuseppe Florio)

 
Una volta il regno di Dio non era neanche un tema considerato nella catechesi e nelle nostre chiese. Nel Concilio Vaticano II se ne è dibattuto molto e al concilio è stata fatta una distinzione esplicita tra regno di Dio e Chiesa.
 
Negli ultimi decenni, la ricerca biblica ha approfondito molto gli aspetti di originalità annunciati da Gesù di Nazareth a proposito del regno di Dio. Vi ricordate nel primo e secondo incontro ho insistito molto tra la differenza della concezione del regno di Dio che aveva il Battista, il quale richiamava a una concezione abbastanza diffusa al tempo di Gesù e come invece Gesù di Nazareth, vi ricordate, non abbia continuato sulla stessa linea. Il regno di Dio, tema a volte dimenticato nella Chiesa, è stato l’annuncio principale di Gesù di Nazareth, lo dicono anche i numeri: nei quattro vangeli l’espressione regno di Dio viene citata centoventi volte, novanta di queste citazioni sono in bocca a Gesù. Il Vangelo che più di tutti ha insistito su questo tema è il vangelo di Matteo cioè della chiesa della tradizione giudaico-cristiana. E’ un tipico tema del cristianesimo, non avete una cosa simile nell’Islam, ancor meno nel buddismo.
 
 
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