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La santificazione è una cosa molto importante

Alleluia! La comunione dei santi è una delle benedizioni che Dio ha riservato al Suo popolo e noi ci vogliamo rallegrare nel Signore. “Or l’Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l’intero essere vostro lo spirito, l’anima e il corpo, sia conservato irreprensibile per la venuta del nostro Signore Gesù Cristo.”  (1° Tessalonicesi 5:23 )
 
Il nostro soggetto è “la santificazione” perché questo è l’argomento che viene proposto da questo verso della scrittura. La santificazione è una cosa molto importante. Non possiamo e non dobbiamo trascurarla. Un verso fra tutti, ci dà la dimensione di questa esperienza, “Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore.Se noi desideriamo vedere il Signore, vederlo lungo il corso del nostro pellegrinaggio; se noi desideriamo vedere il Signore, vederLo in quel giorno e vederLo per tutta l’eternità dobbiamo, lungo il cammino cristiano, procacciare la santificazione. Ma per procacciare la santificazione prima di tutto dobbiamo avere un concetto chiaro intorno a quelle risorse spirituali cristiane che sono necessarie per procacciare la santificazione.
 

Rischio di due falsificazioni sulla santità evangelica

 
Nel secondo capitolo della esortazione apostolica Gaudete et exsultate il Papa si sofferma su quelle che definisce «due falsificazioni della santità che potrebbero farci sbagliare strada: lo gnosticismo e il pelagianesimo».
 
Ancora una volta, quindi, il Papa fa riferimento ai nomi di queste due eresie «sorte nei primi secoli cristiani», e che a suo giudizio «continuano ad avere un’allarmante attualità» (35). Per provare a suggerire cosa c’entrano gnosticismo e pelagianesimo in un testo papale sulla chiamata universale alla santità, conviene partire proprio dalla natura della santità, da come la santità viene vissuta e considerata nella Chiesa e nel suo insegnamento. Anche questa esortazione ripete in tanti modi e in tanti passaggi che la santità viene da Dio. È un frutto è un dono della grazia nella vita della Chiesa.
 
 

Espropriare se stessi per seguire lo Spirito: Paolo e la sequela di Cristo

 
Gesù Cristo: da ricco che era si è fatto povero per voi perché voi diventaste  ricchi per mezzo della sua povertà”. Era ricco, si è espropriato per noi! Non sono parole da leggere solamente.
 
L’affermazione di 2Cor 8,9 può essere considerata come limpida premessa della nostra riflessione: “Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era si è fatto povero per voi perché voi diventaste  ricchi per mezzo della sua povertà”. Era ricco, si è espropriato per noi!  Occorre consentire che vengano incontro a noi come vivente epifania del Signore così da  dar vita a profonda intimità con Gesù, modello assoluto di autodonazione. Non è difficile vedere in questa affermazione una viva emozione dell’Apostolo. Anch’egli partecipe di quella grande emozione suscitata dalla grazia pasquale  che attraversò il gruppo cristiano delle origini introducendolo, finalmente, nell’orizzonte umanamente impensabile della identità di Gesù. 
 
 

GAUDETE ET EXSULTATE

 
ESORTAZIONE APOSTOLICA DEL SANTO PADRE FRANCESCO SULLA CHIAMATA ALLA SANTITÀ NEL MONDO CONTEMPORANEO
 
1. «Rallegratevi ed esultate» (Mt 5,12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo: «Cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1).
 
 

INIZIAZIONE CRISTIANA E TEOLOGIA FONDAMENTALE

 
Riflessione sulle tappe della maturità cristiana nella chiesa primitiva (Carlo M. Martini)
 
La chiesa primitiva ha conosciuto diverse tappe della maturazione cristiana? Ha ritenuto cioè che l'iniziazione alla conoscenza del Vangelo e la sua integrazione nella vita non avvenissero in breve tempo, per esempio durante la preparazione al battesimo, ma richiedessero tempi lunghi e momenti successivi di maturazione? Ed è possibile individuare con qualche approssimazione questi diversi momenti, così da determinare se e in quale di essi si possa parlare di una istanza di riflessione sulla esperienza di fede che presenti analogie con alcune istanze tipiche della “teologia fondamentale”?
 
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