Home Spiritualità

Spiritualità

Ode all’inquietudine

 
La forza del cristianesimo secondo Marion Muller-Colard ·
 
Prospettiva piuttosto inedita, quella messa in luce dall’ultimo libro di Marion Muller-Colard, L’inquietudine (Cinisello Balsamo, Edizioni San Paolo, 2018, pagine 109, euro 12), primo tradotto in italiano, vincitore del Premio miglior libro di spiritualità 2017 in Francia. Poetico, intuitivo, introspettivo, originale frutto di una narrazione spirituale che scaturisce dal fluire della vita in cui divino e umano continuamente s’intersecano. Prospettiva che si inserisce a pieno titolo nel solco di quella teologia al femminile ancora in fieri al cui centro è posta l’incarnazione. Se fulcro della vita cristiana è accogliere il divino nell’umano, non c’è altra via che lasciare ogni certezza e cedere al sorprendente, al meraviglioso.
 
 

Immaginare Dio nella postmodernità (Armando Matteo)

 
In questo tempo caratterizzato da un mutamento di scenario culturale e religioso rapido e repentino, quale immagine di Dio la chiesa intende trasmettere all'uomo d'oggi?
 
E quale immagine la chiesa è chiamata a dare di se stessa, perché la fede non diventi un "simulacro"? La chiesa deve attivare il dialogo al proprio interno e una prassi di ospitalità verso l'esterno. «A volte sembra possibile immaginare che non tutti stiamo vivendo nello stesso periodo storico. Alcuni è come se stessero ancora vivendo nel tempo del concilio di Trento, altri in quello del concilio Vaticano I. Alcuni hanno bene assimilato il concilio Vaticano II, altri molto meno; altri ancora sono decisamente proiettati nel terzo millennio. Non siamo tutti veri contemporanei, e questo ha sempre rappresentato un grande fardello per la chiesa e richiede moltissima pazienza e discernimento». Ha pienamente ragione il card. Martini, quando, con le parole ricordate, accenna a una questione fondamentale del nostro essere credenti di questo tempo: non siamo tutti veri contemporanei.
 

L’umiltà di Dio · Secondo John Henry Newman

 
«L’eterno Verbo, il Figlio unigenito del Padre, si è spogliato della sua gloria, è sceso su questa terra per esaltarci al cielo". 
 
Come si potrebbe descrivere il nucleo centrale della nostra fede? Con il beato John Henry Newman (1801-1890) possiamo affermare: «L’eterno Verbo, il Figlio unigenito del Padre, si è spogliato della sua gloria, è sceso su questa terra per esaltarci al cielo. Sebbene Dio, si è fatto uomo; sebbene Signore dell’universo, si è fatto servo; sebbene ricco, si è fatto povero per noi, perché noi diventiamo ricchi per mezzo della sua povertà (cfr. 2 Corinzi, 8, 9)». Queste riflessioni si ispirano a un discorso su «Il mistero della divina condiscendenza», tenuto da Newman, poco dopo la sua conversione, per cattolici e altri credenti.
 

Kairòs, evento di grazia, non lasciamocelo sfuggire! (Antonio Gentili)

 
C’è il rischio reale di non accorgersi delle possibilità che il tempo ci offre.
 
Il mondo greco considerava vertice della saggezza la conoscenza di sé: «Conosci te stesso!». A questa massima se ne può affiancare una seconda, che le è simile e quasi complementare: «Conosci il kairòs!». O forse sarebbe meglio tradurre, riconosci il kairòs, dal momento che si tratta di individuare, nello scorrere cronologico del tempo, inteso quale misura esterna e impersonale, l’apparire kairologico del tempo, ossia la consapevolezza di un’occasione irrepetibile e provvidenziale (questo è il senso del vocabolo greco), che mi è offerta in ordine alla salvezza. «Nel krònos (il tempo) si manifesta il kairòs», sosteneva Aristotile nelle epoche andate. Analogamente nel krònos dei nostri giorni faticosi e sorprendenti, la coscienza umana e cristiana ci invita a cogliere il kairòs, un evento di grazia da non lasciarci assolutamente sfuggire, ma da sfruttare in pienezza.
 

Il mariologo. Così il Rosario è «forza» per vincere il maligno

 
Maggioni spiega l'invito del Papa a pregare Maria per proteggere la Chiesa dalle divisioni. «La missione del diavolo è gettare scompiglio»
 
Il Rosario come “argine” per proteggere la Chiesa dalle divisioni del maligno. Ne è persuaso papa Francesco che lo scorso 29 settembre ha esortato i fedeli di tutto il mondo a pregare per l’intero mese di ottobre con la preghiera mariana che Pio XII aveva definito il “compendio di tutto quanto il Vangelo”. «Da sempre la Chiesa deve misurarsi con divisioni e peccati, anche se oggi assistiamo a modi che suscitano smarrimento poiché uno non se li aspetterebbe. Quando si fanno più evidenti i tentativi diabolici di fare strappi nella veste della Sposa di Cristo, occorre ricorrere alla preghiera, che è sorgente di comunione e di pace.
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 140