Home Spiritualità

Spiritualità

"Ne costituì dodici perché stessero con Lui e anche per inviarli in missione... (Giovanni Moioli)..

 
E' molto più importante ciò che il Signore vuole operare in noi apostoli che ciò che noi facciamo per i fedeli...
 
E tutto il Vangelo di Luca (particolarmente sensibile al tema della missione e della evangelizzazione) richiama il primato dell’ascolto, quasi volesse dire: l’evangelizzatore deve prima farsi evangelizzare;l’annunciatore della Parola deve essere un ascoltatore assiduo della Parola. Insomma, la molteplice diakonìa (quella di Marta), la molteplice misericordia (quella del buon samaritano),la molteplice evangelizzazione (quella dei missionari del Signore), per essere adeguata ed efficace, presuppone l’atteggiamento di Maria di Betania «seduta ai piedi di Gesù per ascoltare »: è l’atteggiamento caratteristico del discepolo.
 

LA VITA SPIRITUALE DEL PRETE

 
Omelia molto stimolante di mons. Franco Giulio Brambilla vescovo di Novara (messa crismale 2019)
 
Carissimi, la Messa crismale del Giovedì Santo di quest’anno un po’ tribolato ci fa sof-fermare solo su un aspetto radicale del nostro ministero, nel senso che sta alla sua radice. È l’anno 2019, che chiude questo decennio, un anno che è stato molto tormentato anche nella Chiesa universale. Perciò vi propongo con molta semplicità la domanda: come è la nostra vita spirituale? Per rispondere a questa domanda basta l’inizio del vangelo della Messa crismale: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzioneQuest’unico versetto che vi riporto ci fa concentrare sulla “radice” del nostro ministero: il riposo dello Spirito su di noi e la consacrazione con l’unzione.
 

"disprezzato e reietto dagli uomini..." (padre Raniero Cantalamessa)

 
Oggi, venerdì santo, vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli “scartati” della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere“Disprezzato e reietto dagli uomini,
 
"Uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima”. Sono le parole profetiche di Isaia con cui è iniziata la liturgia odierna della parola. Il racconto della passione che è seguito ha dato un nome e un volto a questo misterioso uomo dei dolori, disprezzato e reietto dagli uomini: il nome e il volto di Gesú di Nazareth. Oggi vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli “scartati” della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere.
 

Lo scritto del Papa emerito. Benedetto XVI: la crisi si vince tornando a Dio

 
Un contributo di idee e riflessione sulla dolorosa piaga degli abusi sui minori pubblicato da una rivista tedesca. «Un mondo senza di Lui è un mondo senza senso». Il grazie all’azione di Francesco
   
Bisogna tornare a Dio per superare la crisi degli abusi. Anche e soprattutto perché «la forza del male nasce dal nostro rifiuto dell’amore di Dio». Sono le note fondamentali di quanto scrive il papa emerito Benedetto XVI in un testo pubblicato dalla rivista tedesca Klerusblatt, diffuso dall’agenzia Cna e in Italia dal Corriere della Sera, in cui egli offre il proprio contributo di idee circa la dolorosa piaga degli abusi sui minori compiuti dai sacerdoti. Lo spunto di partenza è costituito dall’incontro del febbraio scorso promosso da papa Francesco per dare, annota Ratzinger, «un segnale forte» e «rendere di nuovo credibile la Chiesa come luce delle genti e come forza che aiuta nella lotta contro le potenze distruttrici».
 

Dio ha scelto quello che è stolto per il mondo per confondere i forti

 
QUINTA PREDICA, QUARESIMA 19 (padre Ranielo Cantalamessa)
 
Giovanni e Paolo: due sguardi diversi sul misteroNel Nuovo Testamento e nella storia della teologia ci sono cose che non si capiscono se non si tiene conto di un dato fondamentale, e cioè dell’esistenza di due approcci diversi, anche se complementari, al mistero di Cristo: quello di Paolo e quello di Giovanni. Giovanni vede il mistero di Cristo a partire dall’incarnazione. Gesú, Verbo fatto carne, è per lui il supremo rivelatore del Dio vivente, colui fuori del quale nessuno “va al Padre”. La salvezza consiste nel riconoscere che Gesù “è venuto nella carne” (2 Gv 7) e nel credere che egli “è il Figlio di Dio” (1 Gv 5,5); “Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio, non ha la vita” (1 Gv 5,12). Al centro di tutto, come si vede, sta “la persona” di Gesù uomo-Dio.
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 3 di 146