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Il "Vangelo" di San Paolo di Bruno Forte

 
Un uomo “toccato” da Dio in una maniera così profonda, da vivere il resto dei suoi giorni mosso dall’unico desiderio di comunicare agli altri l’esperienza di amore gratuito e liberante fatta nell’incontro col Signore Gesù sulla via di Damasco: tale fu Paolo.
 
Il Suo Vangelo - la buona novella cioè da Lui annunciata al mondo...  1. Il Vangelo di Paolo. Un uomo “toccato” da Dio in una maniera così profonda, da vivere il resto dei suoi giorni mosso dall’unico desiderio di comunicare agli altri l’esperienza di amore gratuito e liberante fatta nell’incontro col Signore Gesù sulla via di Damasco: tale fu Paolo. Il Suo Vangelo - la buona novella cioè da Lui annunciata al mondo - è tutto radicato in quell’esperienza straordinaria: afferrato da Cristo, può dire a tutti, che mentre eravamo ancora peccatori, il Figlio di Dio è morto per noi, facendo sue la nostra fragilità, la nostra colpa, la nostra morte; risorgendo da morte per la potenza dello Spirito effusa su di Lui dal Padre, ci ha portati con sé in Dio, rendendoci partecipi della vita che viene dall’alto.
 
 

Il genio di san Paolo (Juan Manuel de Prada)

 
Riflettiamo su uno dei tratti più distintivi e geniali di san Paolo, l'impulso di universalismo che presto sarebbe divenuto un elemento costitutivo della fede in Gesù Cristo.
 
Un universalismo che, oltre a dare compimento alla missione che Gesù aveva affidato ai suoi discepoli, avrebbe definito l'orientamento innovatore del cristianesimo come religione che incorpora nel suo patrimonio culturale la sapienza pagana. Questa assimilazione culturale trasforma il cristianesimo, fin dai suoi inizi, in una religione diversa da qualsiasi altra: poiché mentre le altre religioni stabiliscono che la loro identità si deve costituire negando l'eredità culturale che le precede, il cristianesimo comprese, grazie al genio paolino, che la vocazione universale della nuova fede esigeva di introdursi nelle strutture culturali, amministrative e giuridiche della sua epoca; non per sincretizzarsi con esse ma per trasformarle radicalmente dal di dentro.
 
 

Donne della Scrittura

 
«Tutti gli incontri di Gesù nascono dal suo amore gratuito» scrive Nuria Calduch-Benages nell’introduzione al libro da lei curato.
 
Donne dei Vangeli (Milano, Vita e Pensiero, 2018, pagine 110, euro 12) in libreria dal prossimo 21 giugno, che raccoglie testi comparsi sul mensile dell’Osservatore Romano «donne chiesa mondo». I capitoli sono scritti da bibliste di diverse confessioni religiose provenienti da Europa, Africa, America e ciascuno è dedicato a una figura femminile narrata nei vangeli. «La gratuità — continua Calduch, biblista che insegna alla Pontificia università Gregoriana — si manifesta nella preferenza che Gesù sente per i poveri, i piccoli e gli emarginati per tanti motivi (stranieri, ammalati, handicappati, peccatori, pubblicani, prostitute...). Tutte le nostre protagoniste appartengono, in un certo qual modo, a questa categoria di vittime della società, sia per il loro sesso, la loro malattia, il loro mestiere, religione o nazionalità».
 

LA PREGHIERA E LA VITA (don Angelo Casati)

 
Intuizioni e fraintendimenti. Vorrei difendere la preghiera. Difenderla da troppi fraintendimenti che la soffocano, cominciando col dire che per me è essenzialmente un fatto di presenze.
 
Oggi forse meno di ieri, ma ancora, la preghiera è legata alle parole. E, lasciatemi dire, alle nostre parole. Che immagine vi si risveglia in cuore quando pensate a una donna o un uomo che prega? Uno, una, che dice preghiere, parla a Dio, meno "uno, una che ascolta", ascolta Dio. Veniamo da un'educazione sulla preghiera, ma forse in genere sulla vita, dove la dimensione dell'ascolto è stata meno presente, meno insegnata. E infatti che cosa ci chiedevano, a verifica, i genitori, o le suore e i preti? Ci chiedevano: "Hai detto le preghiere?". Hai "detto"! Pensate, già sarebbe stata grazia se ci avessero chiesto: "Hai parlato con Dio?" Ma grazia delle grazie sarebbe stata se ci avessero chiesto: "Hai ascoltato Dio?", "Sei stato in ascolto?". Il discorso, capite, travalica la preghiera, investe la vita: noi ci entusiasmiamo giustamente per un bambino quando incomincia a parlare e gli insegniamo a parlare. Insegniamo ad ascoltare? Non dovremmo entusiasmarci davanti a un bambino, un figlio che ascolta?

 

 

Essere cristiani? Significa avere un’anima “geneticamente modificata” da Dio.

 
 Alla veglia di Pentecoste Alain Noël, autore e predicatore, fondatore del sito internet monastere-invisible.com, abborda dei punti essenziali alla vita spirituale.
 
«Essere cristiani non è semplicemente aderire a una credenza, a uno stile di vita: è avere l’anima “geneticamente modificata” dall’azione di Dio». Alla veglia di Pentecoste Alain Noël, autore e predicatore, fondatore del sito internet monastere-invisible.com, abborda dei punti essenziali alla vita spirituale. Egli propone delle risposte a numerose questioni fondamentali, e dà consigli molto concreti per permettere al lettore di lasciarsi pilotare dallo Spirito Santo e diventare… nientemeno che un santo.
 
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