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Dio nelle città · Le meditazioni conclusive dell’abate Gianni ·

 
Pronti a vivere in mezzo alle città degli uomini e stare dalla parte dei più deboli, senza paura dei «poteri forti», per costruire «la città di Dio» nonostante la storia ci proponga sanguinarie violenze, come la strage in Nuova Zelanda.
 
Perché l’unico «metro» per misurare ogni passo è la parola di Dio, ha suggerito dom Gianni venerdì mattina, 15 marzo, nell’ultima meditazione degli esercizi spirituali proposti al Papa e alla Curia romana nella Casa Divin Maestro ad Ariccia. Proprio per entrare subito nel cuore della quotidianità della città degli uomini — che è fatta anche, come scrive lucidamente e poeticamente Mario Luzi, di «infamia, di sangue, di indifferenza» — il predicatore ha ricordato il giorno di terrore vissuto in Nuova Zelanda, con il grave atto di violenza contro due moschee che ha causato la morte di almeno 49 persone. 
 
 

Lo Spirito Santo in noi ci divinizza (Michelina Tenace)

 
Pnêuma (in greco), ruah (in ebraico), spirito, è l'organo della comunione con il trascendente. Se già è difficile parlare della Santissima Trinità, quanto più dello Spirito Santo in sé.
 
La teologia della divinizzazione porta come parola chiave l'"essere divino": il riferimento incluso nella parola è Dio. Non qualsiasi dio, ma il Dio Tri-Uno. La divinizzazione parte da una teo-logia che è contemplazione e confessione di fede nella Trinità. Dio è il Padre: la divinizzazione sviluppa la dottrina della creazione dell'uomo ad immagine; Dio è il Figlio: la divinizzazione sviluppa il legame tra incarnazione e redenzione; Dio è lo Spirito Santo: la divinizzazione approfondisce l'aspetto dinamico, storico, escatologico, personalizzante della relazione tra uomo e Dio nella vita del cristiano inserito nella Chiesa.
 

Misericordia non sacrificio (padre Raniero Cantalamessa)

 
L’amore che Dio dà all’uomo per salvarlo ·
 
È un «piccolo trattato sulla divina e sulla umana misericordia» il volume Il volto della misericordia (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2018, pagine 187, euro 9,90) scritto dal predicatore della Casa pontificia. Il libro è dedicato a Papa Francesco «che ha messo la misericordia al centro della vita e della riflessione della Chiesa». Pubblichiamo il capitolo dedicato alla conversione di Matteo. C’è qualcosa di commovente nella chiamata di Matteo il pubblicano (Matteo, 9, 9-13). È una pagina autobiografica, la storia dell’incontro con Cristo che cambiò la sua vita. «Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì». Il Caravaggio ci ha lasciato una tela famosa su questa scena.
 

IL BATTESIMO DAL REGISTRO ALLA VITA (don Tonino Lasconi)


«Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il nome (cristiano), pur compiendo azioni indegne di Dio..." (S. Ignazio d'Antiochia)

«Meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani», ha detto Papa Francesco, facendo come sempre il botto. I media, ovviamente senza preoccuparsi di riferire le parole nel loro contesto, hanno applaudito, perché hanno ritenuto il papa d’accordo con loro quanto ci dicono: “E poi ci vai in chiesa!”; “E poi ci fai il prete”. E fin qui tutto normale. Siamo vaccinati. Meno normali i malumori dei “battezzati” che ritengono papa Francesco imprudente nel denunciare i difetti dei cristiani, perché a noi fanno bene queste scudisciate per ricordarci di tirare fuori il nostro battesimo dai registri parrocchiali e portarlo dentro la vita concreta di ogni giorno.

 

 

LA CONSEGUENZA DELL’INCARNAZIONE

 
Il giorno dell’Epifania abbiamo lasciato Gesù ancora bambino adorato dai Magi che, a partire da quell’incontro, hanno il coraggio di andare per un’altra via…
 
Oggi Gesù adulto al Giordano inizia Lui stesso il cammino per una via altra imprevedibile ed inimmaginabile per ogni uomo religioso…Proprio così, la religione pensa sempre ad un Dio potente e trionfante e invece oggi il Figlio di Dio nella carne dell’uomo, sceglie oggi, come primo atto della sua vita visibile, pubblica, di confondersi con i peccatori, di stare con loro; per l’evangelista Luca tutto avviene nella preghiera di Gesù: è il pregare di Gesù che fa irrompere nel suo cuore la voce piena di gioia del Padre che si compiace proprio perché Lui, il Figlio Amato, è andato a cercare gli altri figli amati e perduti, è entrato nella loro storia, ne ha assunto le fatiche: quella di crescere, di relazionarsi, di amare chi non era amabile, di cercare e comprendere la sua verità, identità e vocazione…
 
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