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Cristo Re, identikit della festa che chiude l'anno liturgico

 
È la solennità che celebra la regalità di Cristo, Signore del tempo e della storia, inizio e fine di tutte le cose e al quale tutti gli uomini e le altre creature sono soggetti. Fu introdotta da papa Pio XI, con l’enciclica “Quas primas” dell’11 dicembre 1925, a coronamento del Giubileo che si celebrava in quell’anno
 
È poco noto e, forse, un po’ dimenticato. Non appena elevato al soglio pontificio, nel 1922, Pio XI condannò in primo luogo esplicitamente il liberalismo “cattolico” nella sua enciclica “Ubi arcano Dei”. Egli comprese, però, che una disapprovazione in un’enciclica non sarebbe valsa a molto, visto che il popolo cristiano non leggeva i messaggi papali. Il Pontefice pensò allora che il miglior modo di istruirlo fosse quello di utilizzare la liturgia. Di qui l’origine della “Quas primas”, nella quale egli dimostrava che la regalità di Cristo implicava (ed implica) necessariamente il dovere per i cattolici di fare quanto in loro potere per tendere verso l’ideale dello Stato cattolico: “Accelerare e affrettare questo ritorno [alla regalità sociale di Cristo] coll’azione e coll’opera loro, sarebbe dovere dei cattolici”.
 

È argento il nome dell'Arca (Luigino Bruni)

 
Rabbi Schmelke disse: "Il povero dà al ricco più che il ricco non dia al povero. E più che il povero del ricco, è il ricco che ha bisogno del povero" (Martin Buber, Storie e leggende chassidiche)
 
La fiducia nell’onestà delle gente che ci circonda è una risorsa essenziale di ogni economia e società. Quando l’ipotesi di onestà degli altri – che i giuristi chiamano buona fede – ispira i nostri rapporti, l’economia migliora insieme al nostro benessere. Senza questa premessa di onestà sono la diffidenza e il pessimismo antropologico a infestare i nostri luoghi di lavoro e di vita. Nessun management può essere sussidiario – affidare cioè la responsabilità delle scelte a chi si trova più vicino al lavoro da svolgere – se non siamo capaci di pensare bene degli altri fino a evidente (e reiterata) prova contraria. La benevolenza, pensare bene degli altri, è la radice della fiducia. Valorizza i lavoratori, li fa sentire stimati, rafforza la fiducia nelle organizzazioni e quindi migliora l’efficacia e l’efficienza della gestione.
 

La conversione dura tutta la vita

 
Esperienza religiosa e impegno intellettuale ·
 
Nel 1850, quando a John Henry Newman mostrarono la lettera di una donna entusiasta che parlava di lui come di un santo, egli si schernì: «Non c’è nulla del santo in me. Non ho alcuna tendenza a essere santo». Ma ora la Chiesa cattolica ha deciso diversamente e domenica 13 ottobre, a Roma, Papa Francesco alla fine lo dichiarerà santo. I santi sono modelli di vita cristiana. Questo non significa che sono perfetti. È consolante ricordare le parole di Papa Benedetto durante un’udienza del mercoledì del 2007. I santi, ha osservato, «non sono “caduti dal cielo”. Sono uomini come noi, con problemi anche complicati. La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato». Newman stesso sapeva essere troppo suscettibile, irascibile e implacabile. Naturalmente è conosciuto anche come scrittore, studioso, predicatore, insegnante, pastore, pago della compagnia di se stesso, ma anche amico devoto. In che modo, però, era santo?
 

Vivere nel Tempo, toccare l'Eterno (Card. Ravasi)

 
È divenuto quasi un luogo comune – quando si parla del tempo – citare una battuta delle Confessioni di sant’Agostino (che al tema ha dedicato proprio in quel libro pagine acute e interessanti): «Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più!».
 
È per questo che si sono moltiplicate all’infinito le definizioni di questa realtà che scandisce la storia esterna a noi ma che batte intimamente anche dentro di noi: illuminante è al riguardo la distinzione greca tra chrónos, che è il tempo 'cronologico', convenzionale, esterno a noi, e kairós, cioè il tempo esistenziale, personale, colmo di eventi, emozioni e pensieri (un’ora di una noiosa conferenza e un’ora con la persona amata hanno un identico chrónos ma un ben diverso kairós!). 
 
 

L’unione tra l’uomo e Dio · Per la festa dell’Assunzione di Maria ·

 
Maria memoria viva della presenza di Gesù sulla terra
 
Il mistero della Glorificazione di Maria in anima e corpo in cielo è stato l’ultimo dogma mariano proclamato solennemente — nella data relativamente recente del primo novembre 1950, per opera di Pio XII — ma la certezza che il corpo di Maria, la Madre di Gesù, non sperimentò la corruzione e perciò gode in pienezza, come prima creatura e anticipo del nostro destino, dei frutti della Risurrezione di suo Figlio nella totalità della sua umanità, è antichissima e risale agli inizi del cristianesimo.
 
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