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LA PREGHIERA E LA VITA (don Angelo Casati)

 
Intuizioni e fraintendimenti. Vorrei difendere la preghiera. Difenderla da troppi fraintendimenti che la soffocano, cominciando col dire che per me è essenzialmente un fatto di presenze.
 
Oggi forse meno di ieri, ma ancora, la preghiera è legata alle parole. E, lasciatemi dire, alle nostre parole. Che immagine vi si risveglia in cuore quando pensate a una donna o un uomo che prega? Uno, una, che dice preghiere, parla a Dio, meno "uno, una che ascolta", ascolta Dio. Veniamo da un'educazione sulla preghiera, ma forse in genere sulla vita, dove la dimensione dell'ascolto è stata meno presente, meno insegnata. E infatti che cosa ci chiedevano, a verifica, i genitori, o le suore e i preti? Ci chiedevano: "Hai detto le preghiere?". Hai "detto"! Pensate, già sarebbe stata grazia se ci avessero chiesto: "Hai parlato con Dio?" Ma grazia delle grazie sarebbe stata se ci avessero chiesto: "Hai ascoltato Dio?", "Sei stato in ascolto?". Il discorso, capite, travalica la preghiera, investe la vita: noi ci entusiasmiamo giustamente per un bambino quando incomincia a parlare e gli insegniamo a parlare. Insegniamo ad ascoltare? Non dovremmo entusiasmarci davanti a un bambino, un figlio che ascolta?

 

 

Essere cristiani? Significa avere un’anima “geneticamente modificata” da Dio.

 
 Alla veglia di Pentecoste Alain Noël, autore e predicatore, fondatore del sito internet monastere-invisible.com, abborda dei punti essenziali alla vita spirituale.
 
«Essere cristiani non è semplicemente aderire a una credenza, a uno stile di vita: è avere l’anima “geneticamente modificata” dall’azione di Dio». Alla veglia di Pentecoste Alain Noël, autore e predicatore, fondatore del sito internet monastere-invisible.com, abborda dei punti essenziali alla vita spirituale. Egli propone delle risposte a numerose questioni fondamentali, e dà consigli molto concreti per permettere al lettore di lasciarsi pilotare dallo Spirito Santo e diventare… nientemeno che un santo.
 

Lo Spirito ci dona il discernimento (Gianfranco Ravasi)

 
E' complessa l’opera di discernimento nei confronti delle scelte da compiere
 
L’effusione dello Spirito Santo nella Pentecoste s’irradia in luce e amore, come attesta la simbologia del fuoco. Abbiamo, così, pensato in questa solennità di interrompere la nostra ormai lunga serie di storie di vocazione e di fermarci su una parola che evoca un’illuminazione spirituale. Se osserviamo il titolo assegnato da papa Francesco al Sinodo dei vescovi di ottobre, notiamo infatti la presenza di un vocabolo che è diventato piuttosto comune nel linguaggio ecclesiale di questi ultimi tempi: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ecco, dunque, il termine che considereremo: «discernimento», che nella Bibbia è da cercare sotto un ventaglio di parole dai molteplici signficati, soprattutto nel linguaggio neotestamentario.
 
 

L’AMICIZIA NEL PRESBITERIO (Mons. Franco Giulio Brambilla)

 
Giornata di Fraternità sacerdotale
 
All’interno di questa ardita costruzione (BASILICA DI RE, VALLE VIGEZZO, NOVARA), innalzata dai nostri padri, per cui merita venire a Re solo per vedere la Basilica – oltre la Madonna evidentemente che è la cosa più importante! – mi piace quest’oggi commentare con voi la prima e la terza lettura della Liturgia della Parola di Dio di ieri (VI Domenica di Pasqua, anno B, At 10, 25-27. 34-35. 44-48; Gv 15, 9-17) proprio nella circostanza degli anniversari e dei riti che celebriamo quest’oggi. Nella prima lettura colpisce questo fatto: come fanno Pietro e gli altri a capire – in questa che viene chiamata la piccola Pentecoste del capitolo 10 del libro degli Atti degli Apostoli – che questi Pagani hanno ricevuto già lo Spirito Santo, pur non avendo ancora ricevuto il battesimo? Come fanno a comprenderlo? 
 

Presentazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco "Gaudete et exsultate" (Giovanni Mazzillo)

 
"Gaudete et exsultate": chiamata alla santità nel mondo contemporaneo
 
La mia presentazione procede per approfondimenti successivi. I livelli  di riflessione si possono ricavare da alcuni concetti fondamentali contenuti nel titolo. 1° livello di riflessione:  il valore della santità per il (più che nel)  mondo contemporaneo, sottolineando le novità del testo del Papa e del mondo attuale, così come sono state recepite dai  media nello slogan «la santità della porta accanto»; 2° livello: le novità sull’origine e la declinazione della santità come sono nel testo e nel pensiero teologico di Papa Francesco e che ruotano intorno alla gioia ed esultanza, temi che aprono l’esortazione e ricompaiono alla fine con queste parole: «Condividere una felicità che il mondo non ci potrà togliere»; 3° livello di riflessione: la chiamata alla santità come chiamata al Regno di Dio e alla sua giustizia, pertanto oltre la giustizia degli scribi e dei farisei e oltre l’amore dei pagani.
 
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