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QUALE USO DEL TABLET NELLA LITURGIA?

 
Da qualche tempo, si stanno diffondendo molti sussidi per la celebrazione della liturgia delle ore: app per tablet e cellulari, ma anche pubblicazioni mensili che ne riportano il testo mese per mese.
 
Mi chiedo, però, se questi strumenti possano sostituire il libro «classico», tanto nella preghiera personale quanto in quella comunitaria.   
RISPONDE DON SILVANO SIRBONI. La nostra generazione è inevitabilmente e grosso modo spaccata in due. Circa una metà appartiene all’epoca del cartaceo, l’altra metà è invece cresciuta nell’era digitale. I primi, quand’anche abbiano una qualche confidenza con i nuovi devices, sentono pur sempre un certo disagio. I secondi, invece, non sembrano avere alcuna difficoltà a usare questi strumenti; né sembra faccia loro alcun problema usarli anche nella preghiera. 
 
Due diverse sensibilità culturali che porterebbero a interminabili discussioni senza una soluzione condivisa. Mi pare, tuttavia, che, al punto in cui ci troviamo, bisognerebbe fare una distinzione fondamentale: una cosa è la preghiera privata o anche comunitaria in un piccolo gruppo omogeneo (come sembra il caso riportato da Elisabetta); altra cosa è la preghiera liturgica di un’assemblea che raccoglie sensibilità diverse. Nel primo caso, se ci si rende conto che è possibile pregare altrettanto bene anche posando gli occhi sul display, anziché sul libretto o sul foglietto, cosa impedisce l’uso del tablet? Nell’assemblea liturgica, invece, dove le sensibilità sono diverse e soprattutto dove la ritualità e i simboli hanno un ruolo importantissimo, l’uso del tablet non sembra oggi affatto adatto, specie all’altare o all’ambone.
 
Per il momento certi strumenti dell’era digitale non sembrano idonei alla celebrazione liturgica. Non sono strumenti diabolici: è semplicemente una questione culturale. Possono essere supporti per la preghiera, ma non sono oggetti liturgici. Un domani, in un mondo a dimensioni spaziali, penso che tutto sarà molto diverso e i cristiani dell’anno duemila e... dovranno affrontare altri problemi per rendere un culto altrettanto vero e sincero a «Colui che è, che era e che viene» (Ap 1,8), il Signore della storia e termine ultimo dell’intera umanità.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 05 Febbraio 2018 15:25 )

 

Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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