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Esempi di fede: Maria, modello e maestra di fede

 
“Se vogliamo capire che cos’è la fede – ha detto Papa Francesco –, dobbiamo narrare il suo percorso, il cammino degli uomini credenti”.
 
Dopo aver meditato su diversi aspetti della fede attraverso la vita di alcune grandi figure dell'Antico Testamento – Abramo, Mosè, Davide, Elia –, continuiamo a percorrere la storia della nostra fede anche attraverso alcuni personaggi del Nuovo Testamento, dove, con Cristo, la Rivelazione raggiunge pienezza e compimento: Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio[1].

 

 
Icona perfetta della fede
 
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge[2]. Nel comportamento di fede della Santissima Vergine si è concentrata tutta la speranza dell'Antico Testamento nell'arrivo del Salvatore: « In Maria, [...] si compie la lunga storia di fede dell'Antico Testamento, con il racconto di tante donne fedeli, a cominciare da Sara; donne che, accanto ai patriarchi, erano il luogo in cui la promessa di Dio si compiva, e la vita nuova sbocciava»[3]. Come Abramo - «nostro padre nella fede»[4] -, che lasciò la sua terra confidando nella promessa di Dio, Maria si abbandona con assoluta fiducia nella parola che l'Angelo le annuncia, diventando in tal modo modello e madre dei credenti. La Madonna, «icona perfetta della fede»[5], credette che nulla fosse impossibile a Dio e fece in modo che il Verbo abitasse tra gli uomini.
 
Nostra Madre è modello di fede. « Per fede Maria accolse la parola dell'Angelo e credette all'annuncio che sarebbe divenuta Madre di Dio nell'obbedienza della sua dedizione (cfr Lc 1, 38). Visitando Elisabetta innalzò il suo canto di lode all'Altissimo per le meraviglie che compiva in quanti si affidano a Lui (cfr Lc 1, 46-55). Con gioia e trepidazione diede alla luce il suo unico Figlio, mantenendo intatta la verginità (cfr Lc 2, 6-7). Confidando in Giuseppe, suo sposo, portò Gesù in Egitto per salvarlo dalla persecuzione di Erode (cfr Mt 2, 13-15). Con la stessa fede seguì il Signore nella sua predicazione e rimase con Lui fin sul Golgota (cfrGv 19, 25-27). Con fede Maria assaporò i frutti della risurrezione di Gesù e, custodendo ogni ricordo nel suo cuore (cfr Lc 2, 19.51), lo trasmise ai Dodici riuniti con lei nel Cenacolo per ricevere lo Spirito Santo (cfr At 1, 14; 2, 1-4)»[6].
 
La Santissima Vergine visse la fede in una esistenza pienamente umana, quella di una donna comune. Non furono risparmiate a Maria, durante la sua vita terrena, né l'esperienza del dolore, né la stanchezza del lavoro, né il chiaroscuro della fede. A quella donna che un giorno proruppe in lodi a Gesù esclamando: Beato il grembo che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte, il Signore risponde: Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano (Lc 11, 27-28). Era l'elogio di sua Madre, del suo fiat (Lc 1, 38), sincero, pieno di dedizione, portato a compimento fino alle ultime conseguenze, che non si sarebbe manifestato in gesti spettacolari, ma nel sacrificio nascosto e silenzioso di ogni giorno[7].
La Santissima Vergine «vive interamente della e nella relazione con il Signore; è in atteggiamento di ascolto, attenta a cogliere i segni di Dio nel cammino del suo popolo; è inserita in una storia di fede e di speranza nelle promesse di Dio, che costituisce il tessuto della sua esistenza»[8].
 
Maestra di fede
Grazie alla fede, Maria penetrò nel Mistero di Dio Uno e Trino come non è stato mai dato a nessuna creatura e, come «madre della nostra fede»[9], ci ha reso partecipi di questa conoscenza. Non riusciremo mai ad approfondire a sufficienza questo ineffabile mistero; non potremo mai ringraziare a sufficienza la Madonna per averci reso così familiare la Trinità Beatissima[10].
La Madonna è maestra di fede. Ogni dimostrazione di fede in una esistenza ha in Santa Maria il suo prototipo: l'impegno con Dio e il saper vivere le circostanze della vita ordinaria alla luce della fede, anche nei momenti di oscurità. Maria ci insegna a essere completamente disponibili al volere divino «anche se è misterioso, anche se spesso non corrisponde al proprio volere ed è una spada che trafigge l'anima, come profeticamente dirà il vecchio Simeone a Maria, al momento in cui Gesù viene presentato al Tempio (cfr Lc 2, 35)»[11]. La sua piena adesione al Dio fedele e alle sue promesse non diminuisce, anche se le parole del Signore sono difficili da intendere e apparentemente impossibili da accogliere.
 
Ecco perché, se la nostra fede è debole, ricorriamo a Maria[12]. Nelle tenebre della Croce, la fede e la docilità della Madonna danno un frutto inatteso. In Giovanni, Cristo affida a sua Madre tutti gli uomini, e specialmente i suoi discepoli: coloro che avrebbero creduto in Lui[13]. La sua maternità si estende a tutto il Corpo Mistico del Signore. Gesù ci dà come madre sua Madre, ci mette sotto la sua tutela, ci offre la sua intercessione. Per questo motivo la Chiesa invita incessantemente i fedeli a ricorrere con particolare devozione a Maria.
La nostra fragilità non è di ostacolo alla grazia. Dio ne tiene conto e per questo ci ha dato una madre. «In questa lotta che i discepoli di Gesù devono affrontare – noi tutti, tutti i discepoli di Gesù dobbiamo affrontare questa lotta – Maria non li lascia soli; la Madre di Cristo e della Chiesa è sempre con noi. Sempre cammina con noi, è con noi [...], ci accompagna, lotta con noi, sostiene i cristiani nel combattimento contro le forze del male»[14].
 
Della scuola della fede, la Madonna è la migliore maestra, perché è rimasta sempre in un atteggiamento di fiducia, di apertura, di visione soprannaturale, qualunque cosa succedesse attorno a Lei. Così ce la presenta il Vangelo: Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore[15]. Cerchiamo anche noi di imitarla, parlando con il Signore, in un dialogo innamorato, di tutto ciò che ci succede, anche degli avvenimenti più minuti. Non dimentichiamo di doverli soppesare, valutare, vedere con occhi di fede, per scoprire la Volontà di Dio[16]. Il suo percorso di fede, anche se in modo diverso, è simile a quello di ognuno di noi: vi sono momenti di luce, ma anche momenti alquanto oscuri riguardo alla Volontà divina: quando ritrovarono Gesù nel Tempio, Maria e Giuseppe non compresero le sue parole[17]. Se, come la Madonna, accogliamo il dono della fede e riponiamo nel Signore tutta la nostra fiducia, vivremo ogni situazione cum gaudio et pace – con la gioia e la pace dei figli di Dio –.
 
Imitare la fede di Maria
 
« Così, in Maria, il cammino di fede dell'Antico Testamento è assunto nella sequela di Gesù e si lascia trasformare da Lui, entrando nello sguardo proprio del Figlio di Dio incarnato»[18]. Nell'Annunciazione la risposta della Madonna riassume la sua fede come impegno, come donazione, come vocazione: Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto[19]. Come Maria Santissima, noi cristiani dobbiamo vivere al cospetto di Dio, pronunciando quel fiat mihi secundum verbum tuum [...] da cui dipende la fedeltà alla vocazione personale, sempre unica e intrasferibile, e che ci rende cooperatori dell'opera di salvezza che Dio realizza in noi e nel mondo intero[20].
Ma, come si può rispondere sempre con una fede ferma come quella di Maria, senza perdere la fiducia in Dio? Imitandola, facendo in modo che nella nostra vita sia presente quel suo atteggiamento di fondo davanti alla vicinanza di Dio: non prova timore o sfiducia, ma «entra in intimo dialogo con la Parola di Dio che le è stata annunciata, non la considera superficialmente, ma si sofferma, la lascia penetrare nella sua mente e nel suo cuore per comprendere ciò che il Signore vuole da lei, il senso dell'annuncio»[21]. Come la Madonna, cerchiamo di raccogliere nel nostro cuore tutto ciò che ci accade, riconoscendo che ogni cosa proviene dalla Volontà di Dio. Maria guarda in profondità, riflette, valuta, e così comprende i differenti avvenimenti grazie alla comprensione che soltanto la fede può dare. Magari fosse questa – con l'aiuto di nostra Madre – la nostra risposta.
 
Imitare Maria, lasciare che ci prenda per mano, contemplare la sua vita, ci porta a suscitare anche in coloro che ci stanno accanto – parenti e amici – una maggiore apertura alla luce della fede: con l'esempio di una vita coerente, con colloqui personali, di amicizia e confidenza, con l'indispensabile dottrina, in modo da rendere più facile per loro l'incontro personale con Cristo attraverso i sacramenti e le pratiche di pietà, durante il lavoro e durante il riposo. Se ci identifichiamo con Maria, se imitiamo le sue virtù, potremo far sì che Cristo nasca, per virtù della grazia, nell'anima di molti che si identificheranno con Lui per opera dello Spirito Santo. Se imitiamo Maria, in qualche modo parteciperemo alla sua maternità spirituale. In silenzio, come la Madonna; senza farlo notare, quasi senza parole, con la testimonianza di un comportamento cristiano, integro e coerente, con la generosità di ripetere senza sosta un fiat che rinnovi costantemente la nostra intimità con Dio[22].
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Guardando Maria, chiediamole di aiutarci a vivere di fede e a riconoscere Gesù presente nella nostra vita: fede che nulla è paragonabile con l'Amore di Dio che ci è stato donato; fede che nulla è impossibile per colui che lavora per Cristo e con Lui nella sua Chiesa; fede che tutti gli uomini possono convertirsi a Dio; fede che malgrado le proprie miserie e le proprie sconfitte possiamo riprenderci completamente con l'aiuto suo e degli altri; fede nei mezzi di santità che Dio ha messo nella sua Opera, nel valore soprannaturale del lavoro e delle piccole cose; fede che possiamo ricondurre questo mondo a Dio se non ci allontaniamo mai da Lui. In definitiva, fede nel fatto che Dio mette ciascuno nelle migliori condizioni – di salute o di malattia, di situazione personale, di ambito lavorativo, ecc. – per riuscire a essere santi, se corrispondiamo con la nostra lotta quotidiana.
Gesù Cristo pone questa condizione: vivere di fede per essere poi capaci di muovere le montagne. Sono tante le cose da rimuovere... nel mondo, ma innanzitutto nel nostro cuore. Tanti ostacoli alla grazia! Fede, quindi; fede operativa, fede disposta al sacrificio, fede umile. La fede ci trasforma in creature onnipotenti: e tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete (Mt 21, 22)[23]. Spinti dalla forza della fede, diciamo a Gesù: Signore, credo! Ma tu aiutami perché possa credere di più e meglio! E rivolgiamo la nostra preghiera anche a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, Maestra di fede: beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore (Lc1, 45)[24]. «Madre, aiuta la nostra fede!»[25].
 
F. Suárez – J. Yániz 
 
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[1] Eb 1, 1-2.