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DON GIANFRANCO CALEFFI

 

DON GIANFRANCO CALEFFI

(N. a Luzzara (RE) il 25/4/1941 - + Guastalla 29/9/2018)

 

Era nato a Luzzara (RE) il 25 aprile 1941 e aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 31 ottobre 1966. Il primo ruolo pastorale lo vide impegnato come vicario cooperatore prima a Fabbrico (1966-1969) poi per oltre un decennio a Reggiolo, dove rimase fino al 1980. In quell’anno don Gianfranco venne nominato parroco a Pieve Saliceto, incarico ricoperto fino al 1992. Seguì un breve periodo (1991-1992) in cui don Caleffi esercitò le funzioni di vicario parrocchiale a Boretto, prima di entrarvi come parroco, dal 1992 al 2016, quando la parrocchia di Boretto è stata chiamata a far parte dell’unità pastorale con Brescello e Lentigione sotto la guida di don Evandro Gherardi. Nel frattempo il sacerdote è stato delegato diocesano della Federazione Italiana Esercizi Spirituali (1995-2009) e dal 1993 assistente diocesano dei Cursillos di cristianità.

Al compimento del settantacinquesimo anno di età il presbitero aveva rimesso prontamente il suo mandato di parroco a Boretto nelle mani del Vescovo, esprimendo nel contempo il desiderio di continuare il suo ministero sacerdotale, già segnato dalla grave patologia che lo ha condotto alla morte, in mezzo ai sofferenti; disponibilità accolta da monsignor Camisasca, che lo nominò appunto cappellano dell’Ospedale di Guastalla. Da malato tra i malati, don Caleffi ha così esercitato il ministero della visitazione e della consolazione in modo più profondo, facendosi amare da tanti.

E’ significativo evidenziare che, ai suoi funerali, presieduti dal Vescovo Massimo Camisasca, i rappresentanti delle varie comunità dove ha prestato servizio sacerdotale (Boretto, Pieve Saliceto e Reggiolo…), insieme a tanti altri cittadini di tutta la bassa e sacerdoti della Diocesi, hanno fornito ricordi personali e toccanti su don Gianfranco. Da tutti descritto come molto riservato e schivo ma allo stesso tempo acuto e sempre presente, dotato di un’ironia particolare, liberante, stimolante e mai offensiva.
Apparentemente sobrio nell’incontro personale, don Gianfranco era in realtà un uomo di grande attenzione verso tutti. Da parroco, al centro delle sue preoccupazioni pastorali erano l’oratorio e la celebrazione liturgica, mentre la sua spiritualità è sempre stata connotata da una vivida devozione alla Madonna.

La sua profonda spiritualità e la piena dedizione al ministero pastorale era stata fortemente influenzata, come lui stesso confidava, dall’aver professato i Consigli Evangelici, fin dal 1990, nell’Istituto Gesù Sacerdote voluto fortemente dal Beato don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina. La spiritualità paolina ha il suo centro in Gesù Cristo Divino Maestro Via, Verità e Vita: “viverlo e darlo al mondo di oggi con i mezzi di oggi”; si ispira e prende forza dalla mistica apostolica e dallo zelo di Paolo straordinario evangelizzatore, sotto la protezione di Maria Regina degli Apostoli.

Possiamo comprendere e ammirare ancora meglio, allora, la grande devozione di don Gianfranco alla Madonna, il suo zelo apostolico, la sua umiltà, silenziosità, capacità di accoglienza e di attenzione verso tutti. Atteggiamenti evangelico-paolini fasciati da sagge e molteplici iniziative pastorali per raggiungere i cuori di tutti i fedeli con tutti i mezzi.