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Conservate nel cuore la gioia di essere preti (Papa Francesco)

 

"Conservate nel cuore la gioia di essere preti"

DSC00571Durante l'incontro con il clero romano, papa Francesco ricorda che il miglior antidoto alle fatiche della vita sacerdotale è l'incontro con Cristo nel Tabernacolo. Una giornata importante nel pontificato di papa Francesco: stamattina, nella basilica di San Giovanni in Laterano, il Santo Padre ha incontrato per la prima volta i sacerdoti della Diocesi di Roma. Dopo aver pronunciato un breve discorso introduttivo, il Papa ha ascoltato le domande dei parroci, vicari parrocchiali, diaconi, cappellani ed altri rappresentanti del clero romani, accorsi a San Giovanni in Laterano. Si è trattato di un incontro privato, in cui Bergoglio ha esortato i sacerdoti romani a svolgere “una pastorale creativa” e a dimostrare “grande accoglienza e disponibilità”.Papa Francesco ha inoltre raccomandato di “conservare sempre nel cuore la gioia di essere preti” e ha detto di “sentirsi prete” lui stesso, pur essendo divenuto il successore di Pietro.

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La fede cristiana genuina (Romano Penna)

 

Il termine "FEDE" è tra quelli più abusati come succede per altri vocaboli come "amore"

Introd Teologia EAD Il semplice termine "fede" è tra quelli abusati, come succede per altri vocaboli italiani quali "amore", "laico", "storia", la cui semantica oscilla tra significati molto diversi e persino contrastanti. Per esempio, si parla della storia d'Italia e della storia di Cappuccetto rosso! Almeno gli inglesi distinguono tra history e story. Si può dunque discorrere di martiri che muoiono «per la fede» e anche di attestazioni ufficiali concluse con la formula «in fede». Inoltre, si può parlare di buona fede e di fede nel progresso o nelle proprie idee o in sé stessi, e persino nelle stelle o negli oroscopi, per non dire del fideismo che della fede è solo una contraffazione. Quanto poi al verbo credere, nella parlata corrente può addirittura esprimere incertezza, se non proprio un dubbio, dando persino origine a parole come "credulone" sinonimo di citrullo. Il concetto di certezza ha una sua varia gradazione, poiché la certezza matematica non corrisponde propriamente alla certezza storica. Del resto, stando al celebre assioma del filosofo Karl Popper, è scientifico solo ciò che si presta alla sua falsificabilità. Ma un atto di amore non sta sul piano della scienza, anzi ad essa si contrappone come la libertà alla necessità!.

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La pace ci chiede molto di più della guerra: siamo disposti ad accettarlo?

 

Le preghiere, il digiuno di oggi e le responsabilità di domani

DSC00529Stiamo vivendo tutti con particolare partecipazione queste ore. L'appello rivolto domenica scorsa da Papa Francesco per una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria (ma anche negli altri posti dimenticati nel mondo dove si muore a causa della guerra) ha fatto breccia nel cuore di molti. Ci ha dato «qualcosa da fare» in una situazione in cui abbiamo sperimentato troppo a lungo un'impotenza che - alla fine - ha generato indifferenza. Proprio per questo - però - dobbiamo anche porci una domanda di fondo: per che cosa preghiamo oggi quando invochiamo da Dio il dono della pace? In occasioni come questa corriamo sempre infatti un grosso rischio: quello di pensare alla preghiera come qualcosa di fondamentalmente magico, un momento per invocare dall'alto un intervento di Dio che da solo risolva una situazione ingarbugliata in cui il mondo si è andato a cacciare. Una parentesi che ci permetta di tornare poi domani - con grande tranquillità - a farci gli affari nostri.

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La pace, dono di Dio e profezia dei cristiani (Enzo Bianchi)

 

Rimanere nella Parola per ricomprendere lo shalom, la pace evangelica
 
P1030368Il mio contributo, certo del primato dell'Evangelo, va alle fonti, alla parola di Dio, per rileggere e ricomprendere lo shalom, la pace evangelica. Per arrivare ad una visione cristiana della pace si possono percorrere due vie: la prima è quella di fare un discorso primario, diretto, senza mediazioni, un discorso che nasce solo dall'ascolto della Parola; l'altra via è quella di aprire un discorso che tenga conto dei dati biblici ma che, volendosi capace di ricezione anche da uomini non cristiani, si apra alla sapienza umanistica, cerchi un dialogo, un confronto con essi. Questa seconda via è quanto mai necessaria e urgente ed io non penso affatto a minimizzarla, tuttavia in questa occasione preferirei fermarmi alla prima possibilità, sia perché credo sia primaria ed essenziale per percorrere poi la seconda, sia perché è innanzi tutto a livello biblico che si registra una scarsità di contributi sulla pace anche nel periodo (gli anni sessanta) che vide una fecondità di interventi su questo tema; inoltre non vorrei che restassero delle diffidenze nei confronti dell'annuncio di pace biblico, soprattutto per quel che riguarda l'Antico Testamento, purtroppo così sovente ritenuto, nella storia della chiesa, fonte di teologia della guerra, almeno di quella detta «Guerra Santa». Occorre subito fare una precisazione sul linguaggio biblico perché purtroppo il nostro termine «pace» nel linguaggio corrente risulta molto depauperato rispetto ai termini shalom dell'Antico e eirene del Nuovo Testamento.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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