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"Il Papa non è un superman... è una persona normale che ride, piange, ha amici..."

 

INTERVISTA INTEGRALE DEL CORRIERE DELLA SERA A PAPA FRANCESCO

Un anno è trascorso da quel semplice «buonasera» che commosse il mondo. L’arco di dodici mesi così intensi — non solo per la vita della Chiesa — fatica a contenere la grande messe di novità e i tanti segni profondi dell’innovazione pastorale di Francesco. Siamo in una saletta di Santa Marta. Una sola finestra dà su un piccolo cortile interno che schiude un minuscolo angolo di cielo azzurro. La giornata è bellissima, primaverile, tiepida. Il Papa sbuca all’improvviso, quasi di scatto, da una porta e ha un viso disteso, sorridente. Guarda divertito i troppi registratori che l’ansia senile di un giornalista ha posto su un tavolino. «Funzionano? Sì? Bene». Il bilancio di un anno? No, i bilanci non gli piacciono. «Li faccio solo ogni quindici giorni, con il mio confessore». Lei, Santo Padre, ogni tanto telefona a chi le chiede aiuto. E qualche volta non le credono. «Sì, è capitato. Quando uno chiama è perché ha voglia di parlare, una domanda da fare, un consiglio da chiedere. Da prete a Buenos Aires era più semplice. E per me resta un’abitudine. Un servizio. Lo sento dentro. Certo, ora non è tanto facile farlo vista la quantità di gente che mi scrive».

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Marzo 2014 10:25 )

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Quaresima: tempo di salvezza da non lasciarsi sfuggire

 

Vivere è cambiare: il cambiamento fa parte della vita autentica (mons Arturo Aiello vescovo di Teano)

riconciliazioneCarissimi fratelli e sorelle, carissimi giovani, dopo che le singole comunità parrocchiali, in mattinata o in serata, si sono messe in cammino, adesso con questa celebrazione corale, vogliamo iniziare per tutti, solennemente, questo cammino di grazia. Il vostro Vescovo innanzi tutto vi dice (ciascuno lo senta detto a se stesso personalmente, singolarmente): buon viaggio, buona Quaresima, approfitta della grazia. Abbiamo appena ascoltato Paolo che ha detto alla sua comunità: Noi siamo come gli ambasciatori di Cristo. Gli ambasciatori venivano inviati nell’antichità per portare una notizia, per promulgare una legge o anche per annunziare una grazia, un’amnistia. Questa sera il vostro Vescovo, in comunione, in coralità con il presbiterio, vi annuncia un’amnistia. È una notizia gioiosa che l’ambasciatore vi porta e che bisogna raccogliere, perché un’amnistia, per rendere contenti, dev’essere conosciuta; non basta che sia promulgata dal re, con il suo sigillo, all’interno del suo palazzo, nella sua corte, ma ha bisogno d’essere conosciuta. Noi – dice Paolo – siamo come gli ambasciatori di Cristo e voi vivete un tempo speciale, un tempo di salvezza: non ve lo lasciate sfuggire. Sono queste, più o meno, le parole dell’apostolo, che calzano perfettamente per noi questa sera, per me e per ciascuno di noi: non lasciarti sfuggire questa grazia, questa amnistia che viene pronunciata sulla tua vita, sul tuo passato, da cui in maniera simbolica, ti sei distaccato gettando il ramoscello secco nella vasca. Dio è misericordia e ti concede la possibilità di ravvederti, ti dà la possibilità di riscrivere in maniera nuova e bella, di riscrivere “in bella” la tua esistenza.

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Quaresima: è l'ora del risveglio (Enzo Bianchi)

 

La prima funzione della quaresima è il risveglio della coscienza

555313 648408781844081 1147700344 nSi avvicina il tempo della quaresima, tempo dei quaranta giorni precedenti la Pasqua, tempo da viversi come penitenziale, impegnati nel rinnovamento della conversione, tempo che la Chiesa vive e celebra dalla metà del IV secolo d.C. La quaresima – che la Chiesa con audacia chiama 'sacramento' (annua quadragesimalis exercitia sa¬cramenti: colletta della I domenica di Quaresima), cioè realtà che si vive per partecipare al mistero – è un tempo 'forte', contrassegnato da un intenso impegno spirituale, per radunare tutte le energie in vista di un mutamento del nostro pensare, parlare e operare, di un ritorno al Signore dal quale ci allontaniamo, cedendo costantemente al male che ci seduce.  La prima funzione della quaresima è il risveglio della nostra coscienza: ciascuno di noi è un peccatore, cade ogni giorno in peccato e perciò deve confessarsi creatura fragile, sovente incapace di rispondere al Signore vivendo secondo la sua volontà. Il cristiano non può sentirsi giusto, non può ritenersi sano, altrimenti si impedisce l’incontro e la comunione con Gesù Cristo il Signore, venuto per i peccatori e per i malati, non per quanti si reputano non bisognosi di lui (cf. Mc 2,17 e par.).

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Se vuoi la pace accetta i tuoi limiti (Anselm Grum)

 

"La libertà dell'uomo non è assoluta" (Intervista ad Anselm Grün)

1511232 10151982157299550 1506147488 nSi è appena conclusa la preghiera di mezzogiorno all’abbazia benedettina di Münsterschwarzach, ventidue chilometri da Würzburg, Baviera settentrionale, Franconia per la gente del posto. Capelli fluenti ormai scappati dalla fronte, la lunga barba incanutita, Anselm Grün, 69 anni, ha scritto trecento libri sulla psiche e sullo spirito, vendendo in tutto il mondo 20 milioni di copie. Sta preparando un nuovo volume sulle ferite psicologiche dell’infanzia insieme con Walter Kohl, figlio del cancelliere dell’Unificazione tedesca, uno che dovrebbe intendersene.  Padre Grün, ho l’iPhone, una bella automobile, una bella ragazza. Se non li avessi, il mio comandamento sarebbe di procurarmeli. Perché dovrei interessarmi alla religione? «La religione dà un senso alla vita. L’uomo desidera il successo, il denaro, ma queste cose, se pur si realizzano, non ci danno la soddisfazione sperata, restiamo senza pace. La religione risponde al richiamo dell’anima: è il desiderio di una vita buona».  Molti «maestri spirituali» ci spingono a guardare dentro di noi, svalutando la realtà esteriore.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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