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Non alla fede abitudinaria: Cristo con noi anche nelle difficoltà

 

Abbiamo tra noi credenti tante cose in comune, soprattutto ne abbiamo una: il desiderio di Dio.

internetQuesto desiderio è evocato dalla parole del Salmista: «Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?» (Sal 42,2-3). Quanto è importante mantenere vivo questo desiderio, questo anelito ad incontrare il Signore e fare esperienza di Lui, del suo amore, della sua misericordia! Se viene a mancare la sete del Dio vivente, la fede rischia di diventare abitudinaria, rischia di spegnersi, come un fuoco che non viene ravvivato: rischia di diventare rancida, senza senso.

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La forza della grazia (Gerhard Muller)

 

La forza della grazia: La testimonianza della Scrittura (1)


luce1-300x225Dopo l’annuncio di un sinodo straordinario che si terrà nell’ottobre  del 2014 sulla pastorale della famiglia, si sono succeduti interventi diversi, in particolare circa la questione dei fedeli divorziati risposati. Per approfondire con serenità il tema, che è sempre più urgente, dell’accompagnamento pastorale di questi fedeli in coerenza con la dottrina cattolica, pubblichiamo un ampio contributo dell’arcivescovo prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Lo studio della problematica dei fedeli che hanno contratto un nuovo legame civile dopo un divorzio non è nuovo ed è sempre stato condotto con grande serietà dalla Chiesa con l’intento di aiutare le persone coinvolte, dal momento che il matrimonio è un sacramento che raggiunge in maniera particolarmente profonda la realtà personale, sociale e storica dell’uomo. Dato il crescente numero di persone coinvolte nei Paesi di antica tradizione cristiana si tratta di un problema pastorale di vasta portata. Oggi i credenti si chiedono molto seriamente: non può la Chiesa consentire, a determinate condizioni, l’accesso ai sacramenti per i fedeli divorziati risposati? Rispetto a tale questione la Chiesa ha le mani legate per sempre? I teologi hanno davvero considerato tutte le implicazioni e le conseguenze in merito a questa materia? Tali questioni devono essere trattate in conformità con la dottrina cattolica sul matrimonio.

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Con Maria "lungo la strada" della fede evangelica

 

A una lettura attenta troviamo anche nel Vangelo di Marco il cammino di fede che ha caratterizzato Maria, la Madre di Gesù.

pastarchives 100 75A prima vista sembrano inesistenti, nel Vangelo secondo Marco, i riferimenti mariani che caratterizzano il racconto degli altri evangelisti. Pensiamo solamente ai cosiddetti "vangeli dell’infanzia di Gesù", racchiusi nei capitoli 1-2 del Vangelo secondo Matteo e secondo Luca, dove la figura di Maria é centrale. Oppure pensiamo al ruolo particolare di Maria – la "Donna" – nel racconto delle nozze di Cana (Gv 2,1-12) e ai piedi della Croce di Gesù (Gv 19,25-27), come appare nel "vangelo spirituale", quello secondo Giovanni. A una lettura più attenta, però, troviamo anche nel Vangelo secondo Marco il cammino di fede che ha caratterizzato la stessa Madre di Gesù, che Marco non ha esitato a collocare "lungo la strada" del compimento della volontà di Dio, percorsa dal Figlio Gesù e dai discepoli.È quanto possiamo scoprire nell’episodio narrato in Marco 3,20-21.31-35: «Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo, poiché dicevano: "È fuori di sé"...

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Dicembre 2013 21:18 )

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Il problema dei passi biblici dove Dio si manifesta adirato e sdegnato... (Enzo Bianchi)

La violenza e Dio

Nelle sante Scritture ci sono parole dure, espressioni che ai nostri orecchi suonano sgradevoli, testimonianze su sentimenti dei credenti ma anche di Dio che ci urtano e qualche volta forse ci scandalizzano. Le Scritture non allettano, raramente seducono, anzi spesso contestano le nostre certezze religiose fino a contraddirle. È vero, numerosi sono i passi delle Scritture in cui Dio appare nella collera, irato, sdegnato fino a punire con la rovina, la morte e l’annientamento chi contraddice la sua volontà e la sua legge, e non pochi sono i passi in cui Dio stesso, il nostro Dio, ordina l’uccisione, lo sterminio di uomini… Nel II secolo d.C., quando ormai si imponeva una Chiesa fatta di gojim, di pagani passati alla fede in Gesù Cristo, Marcione, di fronte a queste difficoltà presentate soprattutto dall’Antico Testamento alla fede dei credenti, rigettò il Dio e le Scritture dell’Antico Testamento e cercò di vedere nel Dio di Gesù Cristo un Dio nuovo. Naturalmente il suo tentativo di epurare le Scritture non poté fermarsi all’Antico Testamento, ma continuò nella discriminazione dei libri del Nuovo Testamento. Una logica che mai può essere arrestata quando si intraprende la via marcionita…

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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