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Non si può dialogare se non partendo dalla propria identità

Discorso di Papa Francesco ai sacerdoti della Diocesi di Caserta (sabato 26 luglio 2014):
 
images 93(Mons. D’Alise, Vescovo di Caserta) Santità, non ho preparato niente di scritto perché ho capito subito che Lei vuole un rapporto intimo e profondo con i sacerdoti. Quindi io Le dico: benvenuto. Questa è la nostra Chiesa, i sacerdoti e poi andremo a vedere il resto della Chiesa, mentre celebreremo l’Eucaristia. Per me questo momento è importante, perché sono due mesi che sono qui, e incominciare questo episcopato con la Sua presenza e la Sua benedizione per me è una grazia nella grazia. E adesso aspettiamo la Sua parola. Sapendo che Lei desidera un dialogo, i sacerdoti hanno anche preparato per Lei delle domande. (Santo Padre) Ho preparato un discorso, ma lo consegnerò al Vescovo. Grazie tante dell’accoglienza. Grazie. Sono contento e mi sento un po’ colpevole di avere combinato tanti problemi nel giorno della festa patronale. Ma io non sapevo. E quando ho chiamato il Vescovo per dirgli che volevo venire a fare una visita privata, qui, ad un amico, il pastore Traettino, lui mi ha detto: “Ah, proprio il giorno della festa patronale!”.  E subito ho pensato: “Il giorno dopo sui giornali ci sarà: nella festa patronale di Caserta il Papa è andato dai protestanti”. Bel titolo, eh? E così abbiamo sistemato la cosa, un po’ in fretta, ma, mi ha aiutato tanto il Vescovo, e anche la gente della Segreteria di Stato. Ho detto al Sostituto, quando l’ho chiamato: “Ma, per favore, toglimi la corda dal collo”. E l’ha fatto bene. Grazie per le vostre domande che farete, possiamo incominciare; si fanno le domande e io vedo se possiamo accorparne due o tre, altrimenti rispondo ad ognuna.

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Il Padre della consolazione: 2Cor 1,1-11 (Franco Manzi)

"Autobiografia teologica di Paolo"

san paoloL’«autobiografia» diventa «teologia», discorso credibile su Dio, nel senso che l’esperienza ministeriale di Paolo può costituire un luogo privilegiato della manifestazione del Dio di Gesù Cristo. A ragione, la seconda lettera ai Corinzi può essere ritenuta la lettera più personale e autobiografica di Paolo. Ma essa è anche uno scritto di alto livello teologico. Anzi, per molte sue pagine, si potrebbe parlare di «autobiografia teologica»: la vita di Paolo fa qui un tutt’uno con la sua fede e con la sua riflessione teologica. Più radicalmente ancora: per la 2Cor, l’esistenza di Paolo, in quanto è messa totalmente a servizio del vangelo, diventa rivelazione trasparente ed efficace della potenza salvifica del Signore, che a sua volta è il contenuto stesso del vangelo predicato dall’apostolo. Dunque, l’«autobiografia» diventa «teologia», discorso credibile su Dio, nel senso che l’esperienza ministeriale di Paolo, che in questo scritto epistolare è presentata con fierezza specialmente nelle sue concrete esperienze di debolezza e di difficoltà, può costituire un luogo privilegiato della manifestazione del Dio di Gesù Cristo (cf. 12,9; 13,4). Ed è proprio questo volto del «Padre della misericordia e Dio di ogni consolazione» (1,3) che traspare fin dalle prime parole della lettera.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 26 Luglio 2014 10:46 )

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"Primerear", ovvero PRENDERE L'INIZIATIVA (Mons N. Galantino)

Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia   

Dopo i numeri  e la loro interpretazione ... «Primerear»
 
don emilio a lourdesNel libro dell'Apocalisse è riportato lo strano e contraddittorio effetto provocato dalla lettura di un piccolo libro. «Mi avvicinai all'angelo - si legge in Ap, 10,9 - e lo pregai di darmi il piccolo libro. Egli mi disse:"... ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». Come persona mediamente attenta a quello che avviene sul nostro territorio, la lettura del Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia, di primo acchito, ha provocato in me una sorta di benessere; in genere, infatti, sono sempre contento quando posso essere aiutato da studi seri e non faziosi a leggere quello che avviene dentro e fuori dalle realtà con le quali ho a che fare.  Man mano però che, leggendo, dai numeri e dalle percentuali passavo alla interpretazione di quei dati, l'amarezza di cui parla l'Apocalisse ha preso anche me. Indipendentemente dal ruolo che una persona occupa, certe constatazioni non fanno piacere, o comunque non lasciano indifferenti. L'amarezza però, lo sappiamo, può essere attutita o neutralizzata del tutto con qualche zolletta di zucchero o - se quell'amarezza si accompagna ad attenta consapevolezza - può anche essere inizio fecondo di percorsi davvero virtuosi.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Luglio 2014 04:35 )

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La fede si rinnova nella partecipazione (Aldo Maria Valli)

 

La realtà sociale italiana è complessa e sorprendente

images 1E quando si guarda ai fenomeni religiosi lo è al massimo grado, specie per quanto riguarda le nuove generazioni. Recentissime inchieste fra i giovani segnalano tendenze interessanti e inaspettate. È il caso dell’indagine Giovani e fede. Identità, appartenenza e pratica religiosa, realizzata dagli oratori delle diocesi lombarde con il contributo dell’Ipsos e presentata nell’ambito del convegno regionale di pastorale giovanile del 2013.  Rivolgendo l’attenzione in particolare alla fascia tra i venti e i trent’anni dei giovani della Lombardia (l’11 per cento della popolazione residente nella regione), si può osservare un fenomeno rilevato anche altrove che qui appare più accentuato: c’è una radicalizzazione delle due posizioni estreme, ovvero da un lato i non credenti e dall’altro i cattolici impegnati.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 19 Luglio 2014 10:37 )

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