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La mia rinuncia una scelta libera (Benedetto XVI)

 

“La mia rinuncia è valida. Assurdo speculare sulla mia decisione”.

Benedetto XVI rompe il silenzio che si era imposto un anno fa e spiega, rispondendo a una lettera del vaticanista de La Stampa Andrea Tornielli, il motivo delle sue dimissioni a un anno esatto dalla fine del suo pontificato e dall’inizio della Sede Vacante che sarebbe terminata con la fumata bianca delle 19,06 del 13 marzo 2013 che annunciava l’elezione di Francesco. Dall’ex monastero Mater Ecclesiae dove ha scelto di vivere da “pellegrino” per dedicarsi “ancora di più alla preghiera e alla meditazione”, il Papa emerito ha voluto rispondere alle speculazioni di alcuni media sui motivi delle sue dimissioni e soprattutto sulla loro validità canonica. In modo sintetico ma preciso Ratzinger ha smentito i presunti retroscena segreti della rinuncia e ha chiesto di non caricare di significati impropri alcune scelte compiute, come quella di continuare a indossare l’abito bianco, decisione che forse ha destato maggiore stupore nell’opinione pubblica. “Non c’è il minimo dubbio – scrive oggi Ratzinger – circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino. Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione.

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Opponiamo la mitezza alla prepotenza

 

"Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare intrighi, cordate, chiacchiere, preferenze"
 
216632 535506963166225 1832866492 n«Gesù camminava davanti a loro…» (Mc 10,32):  Anche in questo momento Gesù cammina davanti a noi. Lui è sempre davanti a noi. Lui ci precede e ci apre la via… E questa è la nostra fiducia e la nostra gioia: essere suoi discepoli, stare con Lui, camminare dietro a Lui, seguirlo… Quando con i Cardinali abbiamo concelebrato insieme la prima santa Messa nella Cappella Sistina, “camminare” è stata la prima parola che il Signore ci ha proposto: camminare, e poi costruire e confessare.  Oggi ritorna quella parola, ma come un atto, come l’azione di Gesù che continua: «Gesù camminava…» . Questo ci colpisce nei Vangeli: Gesù cammina molto, e istruisce i suoi lungo il cammino. Questo è importante. Gesù non è venuto ad insegnare una filosofia, un’ideologia… ma una “via”, una strada da percorrere con Lui, e la strada si impara facendola, camminando. Sì, cari Fratelli, questa è la nostra gioia: camminare con Gesù.  E questo non è facile, non è comodo, perché la strada che Gesù sceglie è la via della croce.

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La creazione: opera trinitaria (Enzo Bianchi)

 

La salvaguardia del creato (2)


spighe di granoNel simbolo niceno-costantinopolitano, luogo privilegiato della fede apostolica e cattolica, la chiesa confessa: «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili». Questo primo articolo di fede proclama che la creazione non è opera né del caso né della necessità: essa è frutto della volontà di Dio che ha creato il mondo per amore e nella libertà: come recita il Catechismo della chiesa cattolica, «il mondo trae origine dalla libera volontà di Dio, il quale ha voluto far partecipare le creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bontà». Certamente l’ebraico dell’Antico Testamento non conosce termini che corrispondano ai nostri «cosmo», «mondo», «natura», «ambiente», ma ricorre all’espressione «cielo e terra» (cf. Gen 1,1; 2,4; Sal 115,15; 121,2, ecc.), oppure all’espressione «tutto», «il tutto» (kol, ha-kol: Sal 8,7; 103,19; Ger 10,16, ecc.).  Mai l’universo è considerato come una realtà a sé stante, ma sempre in rapporto con Dio – dunque è creazione voluta e fatta dal Creatore, Dio – e sempre anche in relazione con l’uomo. Nel Nuovo Testamento raramente si usa kósmos per indicare il mondo in sé, l’universo (cf. At 17,24), ma si preferisce ricorrere ad altre formule, per esempio all’espressione «tutte le cose» (pánta, tà pánta: Gv 1,3; Rm 11,36; 1Cor 8,6, ecc.).

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Coltivare desideri di verità e di bene (J. E. BIFET)

 

Nella vita e nella storia ci sono sempre errori e mali, ma sono presenti anche tanti bagliori di verità e di bene

1003077 763749620304928 1931876915 nMalgrado i chiaroscuri, le nuvole  e i temporali, la storia umana è anche bella. Non sempre è la storia che viene narrata nei libri, ma quella di tante vite anonime di altrettanti ricercatori e agenti della verità , del bene e della bellezza. In ogni epidemia e in ogni degradazione culturale si trovano persone che offrono la vita per i fratelli. In ogni sopruso e in ogni guerra ci sono fratelli che rischiano tutto per coloro che soffrono. In ogni biblioteca e laboratorio ci sono tracce di persone che hanno ricercato sinceramente la verità e il bene. Ogni essere umano è una storia  d’amore. Ci sono sempre stati errori e mali, e continueranno a essercene. Ma sono sempre stati più numerosi i bagliori della verità e la ricerca appassionata di un bene definitivo, trascendente e duraturo. E’ bella la verità che appare nelle creature. Queste, per il fatto che sono passeggere o contingenti, lasciano intravedere l’infinita verità di un Creatore infinitamente buono. A questa verità non si arriva mai del tutto  in questa vita. Le scienze e le arti, ognuna a modo suo, ricercano la bellezza di questa verità che dà senso alla nostra vita passeggera. Se l’uomo smettesse di cercare, la vita non avrebbe più senso. La ricerca è già un incontro, anche se non ancora definitivo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Febbraio 2014 06:50 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro