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Per una fede matura nel mondo digitale

 

PER UNA FEDE MATURA NEL MONDO DIGITALE
Padre Antonio Spadaro, sj

immagine don Alberione1.    La rete è un ambiente

Internet è una realtà che ormai fa parte della vita quotidiana. Se fino a qualche tempo fa la Rete era legata all’immagine di qualcosa di «freddo», di tecnico, che richiedeva competenze specifiche, oggi è un luogo da frequentare per stare in contatto con gli amici che abitano lontano, per leggere le notizie, per comprare un libro o prenotare un viaggio, per condividere interessi e idee. E questo anche in mobilità grazie a quelli che una volta si chiamavano «cellulari» e che oggi sono veri e propri computer da tasca.
Ma che cos’è internet? Internet non è come la rete idrica, o quella del gas. Non è un insieme di cavi, fili, modem e computer. Sarebbe errato identificare la “realtà” e l’esperienza di internet alla infrastruttura tecnologica che la rende possibile. Sarebbe come dire, per fare un esempio, che il “focolare domestico” (home) si possa ridurre all’edificio abitativo (house) di una famiglia.
Internet è innanzitutto una esperienza. Finché si ragionerà in termini strumentali non si capirà nulla della Rete e del suo significato. La Rete “è” una esperienza, cioè l’esperienza che quei cavi rendono possibile così come le pareti domestiche rendono possibile l’esperienza del «sentirsi a casa». Internet dunque è uno spazio di esperienza che sempre di più sta diventando parte integrante, in maniera fluida, della vita quotidiana: un nuovo contesto esistenziale.

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Tappe della vita di un prete...

 

Tappe della vita di un prete…

Comunicazione di Don Angelo De’ Donatis al Consiglio presbiterale della Diocesi dii Roma

(Mons. Angelo De Donatis, già padre Spirituale al Pontificio Seminario Romano Maggiore,
ora Parroco alla Basilica di San Marco in Piazza Venezia in Roma)

gruppo monteberico1.

La prima tappa, quella della purificazione del cuore, è tendenzialmente senza limiti di tempo, ma arriva ad un assestamento intorno ai trentacinque-quarant’anni. E’ certamente il periodo delle scelte decisive della vita, come quella di abbracciare il celibato, di diventare prete e di accogliere in obbedienza la missione che ci viene affidata dal vescovo, ma tutto questo si incontra/scontra con le dinamiche di crescita della personalità. Al cuore di questa tappa c’è quindi l’incontro credente con il Signore Gesù e la tensione trasformativa che l’azione dello Spirito Santo, lo Spirito cristificatore, realizza in noi. In fondo il compito di questo periodo della vita è diventare persone libere centrando l’esistenza nell’unico asse che la sorregge, la relazione vivificante e trasformante con Dio, e solidificare tale “assetto” in modo tale che, nei disordini e confusioni che accompagnano questa fase, si ritorni sempre a tale relazione.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 12 Gennaio 2013 18:42 )

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"Avere un cuore grande come il mare"

 

Sviluppo della “missione paolina” in un mondo che cambia


“Avere un cuore più largo dei mari…”

Don Giacomo AlberioneNel 1908 Don Giacomo Alberione, giovane sacerdote, teneva ai seminaristi di Alba lezioni di storia ecclesiastica. Racconta che invitava i chierici a considerare lo stato religioso del mondo: «Come si trova il mondo dopo 1900 anni dacché è venuto Gesù Cristo?». Com’era sua abitudine, faceva parlare i numeri: quanti uomini ancora non conoscono Gesù Cristo, quanti sono fuori della Chiesa cattolica, quanti sono cattolici ma non sono praticanti… La sua parola doveva essere così “infiammata” (come annotava il Giaccardo) che ad un certo punto «impressionati, i chierici, si sono alzati in piedi per chiedermi: che cosa dobbiamo fare per ottenere la salvezza a tante anime? Ce lo dica!» .
Era invece nella piena maturità quando, nel 1960, dopo aver dato vita alla Famiglia Paolina nelle sue dieci istituzioni, Don Giacomo Alberione convocò i fratelli della prima ora ad Ariccia per un mese di esercizi spirituali. In quella circostanza tanto solenne egli invitò ancora una volta i suoi figli a guardare oltre, ad allargare il cuore verso quanti ancora attendevano il buon annuncio della salvezza, esattamente nello spirito di san Paolo:
«Nel mondo vi sono quasi tre miliardi di uomini; divisi in continenti, suddivisi in nazioni, famiglie. Avere un cuore più largo dei mari e degli oceani. Sono 1.800.000.000 di pagani, senza alcuna religione o atei. Che tutti si amino come figli di Dio e fratelli nostri, creati per il paradiso, che sono nostri compagni di viaggio verso l’eternità, insidiati da astuti e pericolosi nemici. […] Amare tutti, pensare a tutti, operare con lo spirito del Vangelo che è universalità e misericordia. “Venite ad me omnes”. Così com’è lo spirito di San Paolo Apostolo, sempre teso verso i popoli che non ebbero ancora la luce di Gesù Cristo» .

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Dicembre 2012 20:43 )

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Dimensioni della vera fede

 LA “FEDE ADULTA”

don Carlo Molari

 Il primo dato che voglio sottolineare è proprio questo: la vita di fede è un processo con dei cambiamenti profondi. Poi è urgente, proprio necessario, modificare le proprie immagini di Dio, il proprio modo di sviluppare il rapporto con Dio, tenere lo sguardo fisso su Gesù. Tutto questo deve continuamente modificarsi proprio perché la fede è un divenire, è ordinato al nostro divenire figli di Dio, a raggiungere la nostra maturità personale. Quindi non possono restare sempre gli stessi i modelli, le idee, il modo anche pratico, concreto di agire.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Novembre 2012 21:38 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro