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"... a chi gli chiede il mantello gli da' anche la tunica..."

 

Siamo i soliti "fessi". Quelli che "al dunque" non si tirano mai indietro... (Tonino Lasconi)

148869 415248138540163 1792084883 n"Se uno porge l'altra guancia, e se uno, a chi gli chiede il mantello dà anche la tunica, non rischia di passare per fesso?". "Sì, è così. Rischia di essere preso per fesso". "E allora?". "Allora gli può essere utile pregare con queste parole: Gesù, noi siamo i “soliti fessi”. Quelli che “al dunque”  non si tirano mai indietro. Quelli che trovano mai la scusa per dire “Non sono potuto venire”. Quelli che: “Ormai ci siamo impegnati, non possiamo tirarci indietro”. Quelli che si ritrovano “sempre gli stessi”  a lavorare e a sgobbare. Quelli che devono inghiottire amari bocconi perché gli altri, oltre a non lavorare, ti prendono anche in giro,e magari, quando è tutto finito, dicono pure che siamo stati noi a voler fare da soli.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 06 Aprile 2014 10:37 )

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Mai cedere al male

 

"... la cultura della vita è più forte della cultura della morte" (Suore Trappiste in Siria)

563638 428999400517637 41284365 nSono ormai tre anni di terribile guerra molto violenta in Siria. Tre anni lunghi, duri, che equivalgono a dieci o quindici, per la morte e la distruzione che hanno causato. Tre anni che non segnano la fine, ma solo, purtroppo, un anniversario, una tappa. Il cammino del popolo siriano verso la pace è ancora lungo.  Eppure, la stessa durata di questo conflitto, per assurdo che possa sembrare, sta diventando un’opportunità di vita. Quando le cose accadono in fretta, in tempi brevi, non abbiamo molta occasione di riflettere. Un attimo, e sono già storia. Viene già un’altra guerra, uno scandalo, uno tsunami.. Per ciò che è successo, accettiamo le spiegazioni di chi ha il potere di darle, un altro tassello si aggiunge alla nostra visione delle cose, un altro luogo comune.  Questa volta però non ha funzionato: col tempo, notizie, immagini, voci contrastanti sono ormai dilagate. E finalmente i nostri giudizi sono un po’ più consapevoli, un po’ più cauti. E se mai in tutto questo c’è una primavera, allora è adesso: dopo tanta morte, la vita urge, preme, e tanti siriani cominciano a dire " basta".

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Dimenticarsi per trovare gioia (M. Ledrus)

 

Una persona sarà gioiosa solo quando in tutte le sue relazioni cerca di rendere felici gli altri

images 86Per  la  gioia,  come  per  l’amicizia,  l’uomo  che  vuole  acquistarla  mediante  una  ricerca affannosa, la perde, e non la troverà proprio perché è tanto ripiegato su se stesso e preoccupato dei suoi interessi, che non pensa più al bene altrui, cioè non si indirizza più a un altro per renderlo felice. In altre parole, non considera più l’altro come una persona, ma in qualche modo come uno strumento  che  gli  può  servire  per  i  propri  scopi,  più  o  meno  elevati.  D’altra  parte,  l’uomo – l’esperienza ce lo insegna –non può sentirsi a lungo felice da solo, perché la gioia tende ad una felicità con-gli-altri, ad un essere felici-insieme. L’uomo  infatti  è  strutturalmente  relazione,  cioè  è  per  la  sua  essenza  stessa  un  essere indirizzato-verso-l’altro: questo dato fondamentale fa sì che sarà un uomo gioioso solo l’uomo che in tutte le sue relazioni cerca di rendere felici gli altri. Evidentemente, la gioia raggiungerà il suo culmine, dove si rivela come il frutto di un reciproco amore disinteressato. È quindi una regola fondamentale che non si può essere sereni e gioiosi interiormente, se non si aiutano gli altri ad esserlo; ciò in pratica significa che bisogna essere più attenti a rendere sereni gli altri che a procurare gioia a noi stessi.

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Gesù il maestro di strada

 

Nei suoi tre anni di vita pubblica Gesù si presenta come l’uomo che ama uscire dalla rassicurante sicurezza della casa, per affrontare l’imprevisto della strada.

images 90Non mancano certamente i momenti in cui Gesù accetta di fermarsi in una casa, soprattutto per un momento di convivialità, come succede nell’incontro con Levi o per un discernimento comunitario con i suoi discepoli, ma egli ama esercitare la sua missione di maestro facendo della strada il luogo privilegiato del suo insegnamento. Volendo affrontare questo rapporto di Gesù con la strada ho pensato di scegliere il Vangelo di Marco, come riferimento principale. In effetti il Gesù, che affiora dal vangelo di Marco è un Gesù, che si ferma in una casa lo stretto necessario, mentre egli preferisce affrontare la strada per cercare l’incontro con ogni creatura umana. In fondo anche negli altri Vangeli emerge questo stretto rapporto tra Gesù e la strada.  Nel Vangelo di Giovanni è lo stesso Gesù a definirsi come strada: Io sono la via (la strada), la verità e la vita” (Gv 14,6), mentre in quello di Luca a partire da Lc 9,51 Gesù è il pellegrino deciso a compiere il suo viaggio fino a Gerusalemme.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 31 Marzo 2014 05:02 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro