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Silenzio e ascolto della Parola II (Fausto Negri)

2)    DUE SORELLE DI FRONTE AL MAESTRO

8cg 34Il racconto di Luca descrive quello che accade nella casa di Marta, attraverso un quadro simmetrico, che descrive due atteggiamenti diversi e concomitanti. Da una parte Maria, la quale “seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola”: Maria è alla scuola di Gesù; ma l’espressione è particolare. Ascoltare dunque come stare accanto, ma contemporaneamente mettersi ai piedi dell’altro, nella posizione di colui che si mette a servizio… Dall’altra parte abbiamo Marta, la quale “si affaccendava molto nel servirlo”, oppure “era distolta dai molti servizi”, “essere tirato da tutte le parti”. Quindi: ciò che Marta sta facendo, il suo servizio, la strappa da qualcosa e la trascina altrove, in molteplici direzioni, provocando in lei una sorta di lacerazione. Seguendo dunque le indicazioni che il testo ci offre, quando il servizio si allontana dall’ascolto produce paradossalmente un allontanamento della persona dall’altro, e, ancora di più, diventa una lacerazione della persona stessa. Ascoltare diventa il cuore del servire, quello che consente al servizio di “essere con l’altro”.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Marzo 2014 06:33 )

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Chi farà la rivoluzione di Francesco (Raniero La Valle)

 

Cambiare un sistema sociale ed economico ingiusto alla radice

 
62365 157330337624200 3619770 nC’è una questione seria: chi farà la rivoluzione di papa Francesco? Non parlo della rivoluzione nella Chiesa, che papa Francesco chiama «conversione» o anche «permanente riforma» e che, come dice nella Evangelii Gaudium, deve cominciare dalla conversione del papato: questa la deve fare lui e con lui la devono fare i credenti della sua Chiesa. Ma la rivoluzione che papa Francesco invoca per la società, e che lui chiama riforma finanziaria ed etica, per cambiare «un sistema sociale ed economico ingiusto alla radice» (E. G. n. 59) e abbattere la «dittatura dell’economia senza volto né scopo realmente umano», la dobbiamo fare noi, i cittadini, uomini e donne amanti dell’umanità e della giustizia, credenti o non credenti che siamo. La critica al sistema economico dominante in nome dei poveri e degli esclusi Bergoglio l’ha formulata ben prima di diventare papa, insieme a tanti preti e vescovi che per questo, fossero o no partecipi della teologia della liberazione, in Argentina erano chiamati «comunisti».

Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Marzo 2014 20:36 )

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Silenzio a ascolto della Parola I (Fausto Negri)

 

Quando sappiamo fare silenzio dentro di noi, possiamo ascoltare Dio

541136 536375026412752 1801797062 nLa realtà è come noi la vediamo. Ma chi la vede nel modo giusto? Noi – dice il Manzoni – vediamo solo “un pezzo di cielo”. Il solo sguardo giusto è quello di Dio. Allora il problema è “vedere la realtà, noi stessi e gli altri” così come li vede Dio. Come fare? Qualcuno ci è riuscito? La risposta è “sì”. Vi porto la testimonianza di due donne (Hetty Hillesum e Madeleine Delbrêl) che sembrano paradossali ma che dicono come nella nostra natura Dio abbia messo qualcosa della pietra (calcio, silicio…), qualcosa degli animali (cervello rettile, gli istinti) ma anche qualcosa di Sé… Tanto che il nostro cuore non è sazio finché non riposa in Lui. L’essenziale è stare nell’ascolto di ciò che sale da dentro.  Le nostre azioni spesso non sono altro che imitazione, dovere ipotetico o rappresentazione erronea di che cosa deve essere un essere umano. Ma la sola vera certezza che tocca la nostra vita e le nostre azioni può venire solo dalle sorgenti che zampillano nel profondo di noi stessi.  Si è a casa sotto il cielo, si è a casa dovunque su questa terra se si porta tutto in noi stessi.  Spesso mi sono sentita, e ancora mi sento, come una nave che ha preso a bordo un carico prezioso: le funi vengono recise e ora la nave va, libera di navigare dappertutto.  Dobbiamo essere la nostra propria patria (Dal Diario di Etty Hillesum, morta ad Auschwitz il 7 settembre 1943).

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"Il Papa non è un superman... è una persona normale che ride, piange, ha amici..."

 

INTERVISTA INTEGRALE DEL CORRIERE DELLA SERA A PAPA FRANCESCO

Un anno è trascorso da quel semplice «buonasera» che commosse il mondo. L’arco di dodici mesi così intensi — non solo per la vita della Chiesa — fatica a contenere la grande messe di novità e i tanti segni profondi dell’innovazione pastorale di Francesco. Siamo in una saletta di Santa Marta. Una sola finestra dà su un piccolo cortile interno che schiude un minuscolo angolo di cielo azzurro. La giornata è bellissima, primaverile, tiepida. Il Papa sbuca all’improvviso, quasi di scatto, da una porta e ha un viso disteso, sorridente. Guarda divertito i troppi registratori che l’ansia senile di un giornalista ha posto su un tavolino. «Funzionano? Sì? Bene». Il bilancio di un anno? No, i bilanci non gli piacciono. «Li faccio solo ogni quindici giorni, con il mio confessore». Lei, Santo Padre, ogni tanto telefona a chi le chiede aiuto. E qualche volta non le credono. «Sì, è capitato. Quando uno chiama è perché ha voglia di parlare, una domanda da fare, un consiglio da chiedere. Da prete a Buenos Aires era più semplice. E per me resta un’abitudine. Un servizio. Lo sento dentro. Certo, ora non è tanto facile farlo vista la quantità di gente che mi scrive».

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Marzo 2014 10:25 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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