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"Avere un cuore grande come il mare"

 

Sviluppo della “missione paolina” in un mondo che cambia


“Avere un cuore più largo dei mari…”

Don Giacomo AlberioneNel 1908 Don Giacomo Alberione, giovane sacerdote, teneva ai seminaristi di Alba lezioni di storia ecclesiastica. Racconta che invitava i chierici a considerare lo stato religioso del mondo: «Come si trova il mondo dopo 1900 anni dacché è venuto Gesù Cristo?». Com’era sua abitudine, faceva parlare i numeri: quanti uomini ancora non conoscono Gesù Cristo, quanti sono fuori della Chiesa cattolica, quanti sono cattolici ma non sono praticanti… La sua parola doveva essere così “infiammata” (come annotava il Giaccardo) che ad un certo punto «impressionati, i chierici, si sono alzati in piedi per chiedermi: che cosa dobbiamo fare per ottenere la salvezza a tante anime? Ce lo dica!» .
Era invece nella piena maturità quando, nel 1960, dopo aver dato vita alla Famiglia Paolina nelle sue dieci istituzioni, Don Giacomo Alberione convocò i fratelli della prima ora ad Ariccia per un mese di esercizi spirituali. In quella circostanza tanto solenne egli invitò ancora una volta i suoi figli a guardare oltre, ad allargare il cuore verso quanti ancora attendevano il buon annuncio della salvezza, esattamente nello spirito di san Paolo:
«Nel mondo vi sono quasi tre miliardi di uomini; divisi in continenti, suddivisi in nazioni, famiglie. Avere un cuore più largo dei mari e degli oceani. Sono 1.800.000.000 di pagani, senza alcuna religione o atei. Che tutti si amino come figli di Dio e fratelli nostri, creati per il paradiso, che sono nostri compagni di viaggio verso l’eternità, insidiati da astuti e pericolosi nemici. […] Amare tutti, pensare a tutti, operare con lo spirito del Vangelo che è universalità e misericordia. “Venite ad me omnes”. Così com’è lo spirito di San Paolo Apostolo, sempre teso verso i popoli che non ebbero ancora la luce di Gesù Cristo» .

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Dicembre 2012 20:43 )

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Dimensioni della vera fede

 LA “FEDE ADULTA”

don Carlo Molari

 Il primo dato che voglio sottolineare è proprio questo: la vita di fede è un processo con dei cambiamenti profondi. Poi è urgente, proprio necessario, modificare le proprie immagini di Dio, il proprio modo di sviluppare il rapporto con Dio, tenere lo sguardo fisso su Gesù. Tutto questo deve continuamente modificarsi proprio perché la fede è un divenire, è ordinato al nostro divenire figli di Dio, a raggiungere la nostra maturità personale. Quindi non possono restare sempre gli stessi i modelli, le idee, il modo anche pratico, concreto di agire.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Novembre 2012 21:38 )

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Le varie interpretazioni del Vaticano II

CHIESA DI TUTTI, CHIESA DEI POVERI

Le varie interpretazioni del Vaticano II

Carlo Molari

imagesPer esaminare le varie ermeneutiche piuttosto che gli autori o i modelli di ermeneutica da essi seguiti considero i cinque tipi di novità che il Concilio Vaticano II ha introdotto e le diverse valutazioni date nei loro confronti (B).

Premetto cinque brevi osservazioni sulla intenzione pastorale e su alcuni presupposti per una fedele ermeneutica del Concilio (A).

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Novembre 2012 21:40 )

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Una spiritualità del presbitero oggi

PresbiteroDue parole ai preti d'oggi

I presbiteri sono chiamati a superare la semplice "cura animarum" per una pastorale sbilanciata per la missione. Il ascolto continuo della vita e della Parola. Oggi non fanno problema le ragioni teologiche del ministero quanto la sua configurazione pastorale. Quale atteggiamento adottare verso "i giovani che fanno i preti"?

In tempi di grandi cambiamenti e di intensa ricerca di rinnovamento nella chiesa è naturale che l'attenzione debba andare anche sul presbitero, tanto più che l'ultima nota dei vescovi italiani, che dà ulteriore concretezza agli orientamenti pastorali per gli anni 2001-2010, ha individuato nella parrocchia uno degli snodi più importanti e decisivi della progettualità pastorale. Parlare di parrocchia non significa esaurire il discorso pastorale, ma per lo meno indicare un ambito determinante di esso; e nella parrocchia, soprattutto in Italia, la figura del presbitero è determinante.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Settembre 2012 11:43 )

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