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Omelie, il nemico è l'astrattezza (Raniero Cantalamessa)

 

La predicazione cristiana è comunicazione di esistenza e non tanto di dottrina astratta

1896762 660658210638799 1537222144 nLa predicazione alla Casa pontificia mi diede subito l’occasione di rendermi conto di quanto gli anni di studio all’università fossero stati preziosi. Essi mi avevano, per così dire, fornito una chiave con cui potevo ora aprire i magazzini della grazia e distribuirne i tesori (le Scritture, le intuizioni dei Padri della Chiesa, i grandi autori sacri e profani) al popolo di Dio. Non più ad alcuni pochi fortunati studenti, ma a un numero molto maggiore di beneficiari. Ero semplicemente passato dallo studiare ciò che avevano realizzato i Padri della Chiesa a fare io stesso quello che essi avevano fatto: formare, cioè, la fede e popolo, e non semplicemente scrivere gli uni per rispondere agli altri, in volumi metà testo e metà note. Quando mi capita l’occasione di parlare ai giovani e ai seminaristi dico loro: non seguite il mio esempio (a meno di una chiamata chiara a fare altrimenti), non lasciate gli studi; applicatevi più che potete. Un giorno tutto quello che avrete appreso e digerito lo distillerete per gli altri che ve ne saranno grati.

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Paolo ad Atene (Romano Penna)

Paolo ad Atene: dove la fede incontrò la piazza
 

san paoloAd Atene Paolo giunse per la prima volta verso l’estate del 50, giusto nella metà esatta del secolo I, a vent’anni dalla morte di Gesù. Egli proveniva dalla Macedonia e aveva già soggiornato in varie città (Filippi, Tessalonica, Berea), suscitandovi piccole comunità cristiane, frutto del suo primo viaggio missionario in Europa. Ma una città come Atene, con il suo glorioso passato politico e culturale, doveva costituire qualcosa di nuovo e affascinante.  Qui Paolo stabilì due punti di attività missionaria: la sinagoga e l’agorà (la «pubblica piazza»). L’Areòpago era fuori dalle sue intenzioni, e l’intervento al suo interno fu occasionale. Egli infatti mirava di preferenza a un contatto non tanto selettivo quanto di tipo generale e per così dire misto, come risulterà soprattutto a Corinto.

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Legge e Vangelo 2 (Romano Penna)

Da Gesù a Paolo

26668 1402994967395 811683 nAll’interno del complesso fenomeno del giudaismo del secondo Tempio c’è anche un movimento particolare messo in piedi da un certo Gesù di Nazareth, all’inizio un illustre ignoto, uno che quando ritorna al suo paese dopo 30 anni non viene praticamente riconosciuto e i compaesani si stupiscono del suo parlare perché prima non si era mai fatto notare (cfr. Mc 6,1-6). Il fatto resta qualcosa di straordinario! Egli si farà notare solo negli ultimi 3 anni della sua vita, ma nei lunghi decenni precedenti vissuti nel villaggio di Nazareth non aveva mai attirato l’attenzione: questo è sorprendente…Però quando poi si allontanò da casa e iniziò il suo movimento, chiamiamolo così, prese degli atteggiamenti davvero originali, che suscitarono l’interesse di molti. In ogni caso, arrivare al piano del Gesù storico non è cosa facile. Voi sapete che i testi evangelici sono posteriori di decenni alla vita terrena di Gesù, e quindi si pone sempre il problema di sapere se quella parola o quel gesto che leggiamo in quel dato vangelo come attribuiti a lui, davvero ci riferiscano il pensiero e il volto del Gesù terreno o se invece non siano qualcosa che di aggiunto dalla comunità posteriore.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Giugno 2014 20:30 )

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La missione dello Spirito Santo è di generare armonia

"La missione dello Spirito è quella di generare la pace nei differenti contesti e tra soggetti diversi" (Papa Francesco)

554629 393229284060661 1288896203 nNel Vangelo abbiamo ascoltato la promessa di Gesù ai discepoli: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre» (Gv 14,16). Il primo Paraclito è Gesù stesso; l’«altro» è lo Spirito Santo. Qui ci troviamo non lontano dal luogo in cui lo Spirito Santo discese con potenza su Gesù di Nazareth, dopo che Giovanni lo ebbe battezzato nel fiume Giordano (cfr Mt 3,16), e oggi mi recherò li. Dunque il Vangelo di questa domenica, e anche questo luogo nel quale grazie a Dio mi trovo pellegrino, ci invitano a meditare sullo Spirito Santo, su ciò che Egli compie in Cristo e in noi, e che possiamo riassumere in questo modo: lo Spirito compie tre azioni: prepara, unge e invia.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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