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Opponiamo la mitezza alla prepotenza

 

"Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare intrighi, cordate, chiacchiere, preferenze"
 
216632 535506963166225 1832866492 n«Gesù camminava davanti a loro…» (Mc 10,32):  Anche in questo momento Gesù cammina davanti a noi. Lui è sempre davanti a noi. Lui ci precede e ci apre la via… E questa è la nostra fiducia e la nostra gioia: essere suoi discepoli, stare con Lui, camminare dietro a Lui, seguirlo… Quando con i Cardinali abbiamo concelebrato insieme la prima santa Messa nella Cappella Sistina, “camminare” è stata la prima parola che il Signore ci ha proposto: camminare, e poi costruire e confessare.  Oggi ritorna quella parola, ma come un atto, come l’azione di Gesù che continua: «Gesù camminava…» . Questo ci colpisce nei Vangeli: Gesù cammina molto, e istruisce i suoi lungo il cammino. Questo è importante. Gesù non è venuto ad insegnare una filosofia, un’ideologia… ma una “via”, una strada da percorrere con Lui, e la strada si impara facendola, camminando. Sì, cari Fratelli, questa è la nostra gioia: camminare con Gesù.  E questo non è facile, non è comodo, perché la strada che Gesù sceglie è la via della croce.

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La creazione: opera trinitaria (Enzo Bianchi)

 

La salvaguardia del creato (2)


spighe di granoNel simbolo niceno-costantinopolitano, luogo privilegiato della fede apostolica e cattolica, la chiesa confessa: «Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili». Questo primo articolo di fede proclama che la creazione non è opera né del caso né della necessità: essa è frutto della volontà di Dio che ha creato il mondo per amore e nella libertà: come recita il Catechismo della chiesa cattolica, «il mondo trae origine dalla libera volontà di Dio, il quale ha voluto far partecipare le creature al suo essere, alla sua saggezza e alla sua bontà». Certamente l’ebraico dell’Antico Testamento non conosce termini che corrispondano ai nostri «cosmo», «mondo», «natura», «ambiente», ma ricorre all’espressione «cielo e terra» (cf. Gen 1,1; 2,4; Sal 115,15; 121,2, ecc.), oppure all’espressione «tutto», «il tutto» (kol, ha-kol: Sal 8,7; 103,19; Ger 10,16, ecc.).  Mai l’universo è considerato come una realtà a sé stante, ma sempre in rapporto con Dio – dunque è creazione voluta e fatta dal Creatore, Dio – e sempre anche in relazione con l’uomo. Nel Nuovo Testamento raramente si usa kósmos per indicare il mondo in sé, l’universo (cf. At 17,24), ma si preferisce ricorrere ad altre formule, per esempio all’espressione «tutte le cose» (pánta, tà pánta: Gv 1,3; Rm 11,36; 1Cor 8,6, ecc.).

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Coltivare desideri di verità e di bene (J. E. BIFET)

 

Nella vita e nella storia ci sono sempre errori e mali, ma sono presenti anche tanti bagliori di verità e di bene

1003077 763749620304928 1931876915 nMalgrado i chiaroscuri, le nuvole  e i temporali, la storia umana è anche bella. Non sempre è la storia che viene narrata nei libri, ma quella di tante vite anonime di altrettanti ricercatori e agenti della verità , del bene e della bellezza. In ogni epidemia e in ogni degradazione culturale si trovano persone che offrono la vita per i fratelli. In ogni sopruso e in ogni guerra ci sono fratelli che rischiano tutto per coloro che soffrono. In ogni biblioteca e laboratorio ci sono tracce di persone che hanno ricercato sinceramente la verità e il bene. Ogni essere umano è una storia  d’amore. Ci sono sempre stati errori e mali, e continueranno a essercene. Ma sono sempre stati più numerosi i bagliori della verità e la ricerca appassionata di un bene definitivo, trascendente e duraturo. E’ bella la verità che appare nelle creature. Queste, per il fatto che sono passeggere o contingenti, lasciano intravedere l’infinita verità di un Creatore infinitamente buono. A questa verità non si arriva mai del tutto  in questa vita. Le scienze e le arti, ognuna a modo suo, ricercano la bellezza di questa verità che dà senso alla nostra vita passeggera. Se l’uomo smettesse di cercare, la vita non avrebbe più senso. La ricerca è già un incontro, anche se non ancora definitivo.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Febbraio 2014 06:50 )

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"E' la povertà a scrivere la mia vita" (Mons. Galantino, nuovo segr. CEI)

 

Mons Galantino arriva dalla periferia e dice che a convertirlo sono state le persone

Il vescovo che Papa Francesco ha portato al vertice della Cei si considera innanzitutto un pastore. In ascolto della parola di Dio. Ad ascoltarlo (Intervista di Annachiara Valle su Famiglia Cristiana) non si direbbe che monsignor Nunzio Galantino sia segretario generale della Cei da meno di due mesi. Si muove sicuro cercando di evitare le “trappole” di cui è disseminato il terreno. «Voi giornalisti», dice tra il serio e il divertito, «ascoltate poco e scrivete spesso tesi già preconfezionate. E poi siete contraddittori: se noi vescovi ci esprimiamo all’unanimità dite che non siamo democratici, se abbiamo opinioni diverse, scrivete che siamo divisi». Però è vero che, per esempio, sulla riforma dello Statuto chiesta da papa Francesco sembrate un po’ in disaccordo. Non è così? «Credo che siano sfuggite alcune questioni: intanto che il Consiglio permanente di gennaio è stato soltanto la prima delle tappe che dovranno portare l’Assemblea dei vescovi a fare la sua proposta di nuovo Statuto al Papa. Quindi non tutto si è chiuso con il 31 gennaio, come molti hanno scritto. C’è stato un primo confronto che ha avuto un percorso molto interessante perché, attraverso le Conferenze episcopali regionali, sono stati consultati tutti i vescovi italiani. Ci sono state posizioni molto diverse. Però, torno a dire, se ci fossimo espressi tutti nello stesso modo allora saremmo state persone che mancano di fantasia, che sono appiattite. Invece ci sono state, grazie a Dio, proposte diverse. Le sedici Conferenze episcopali regionali si sono espresse perché hanno voglia di fare le cose per bene».

Ultimo aggiornamento ( Martedì 18 Febbraio 2014 15:10 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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