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La fraternità sacerdotale dono di grazia per i sacerdoti e testimonianza efficace per il popolo di Dio

"...la comunione incarna e manifesta l'essenza stessa del mistero della Chiesa..." (NMI n.42)

008Il tema della comunione, che è stato al centro dell’ecclesiologia del Concilio Vaticano II, chiamata per l’appunto “ecclesiologia di comunione”, sta ritornando in tutta la sua forza. È soprattutto la lettera apostolica Novo Millennio Ineunte di Giovanni Paolo II che ripropone questa dimensione così importante della vita della Chiesa: “... la comunione incarna e manifesta l’essenza stessa del mistero della Chiesa...” (n. 42). “ Occorre dunque fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la sfida che ci sta davanti nel millennio, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo... Prima di programmare iniziative concrete, occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell’altare...” (n. 43). Qui è chiara l’allusione al seminario, in cui la formazione alla fraternità sacerdotale deve avere un’attenzione tutta particolare. Anzi, la capacità di autentica fraternità, insieme allo spirito di preghiera, all’assimilazione profonda della dottrina della fede e al carisma del celibato è uno dei requisiti fondamentali per verificare l’idoneità dei candidati al sacerdozio.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 06 Luglio 2014 06:19 )

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"I comunisti ci hanno derubato la bandiera dei poveri"

 

"Il Vangelo si rivolge indistintamente ai poveri e ai ricchi, a tutti" (Intervista a Papa Francesco)

534944 10150767867088798 510309795 nL'appuntamento è a Santa Marta, di pomeriggio. Una veloce verifica e uno svizzero mi fa accomodare in un piccolo salottino. Sei poltroncine verdi di velluto un po' liso, un tavolino di legno, un televisore di quelli antichi, col pancione. Tutto in ordine perfetto, il marmo tirato a lucido, qualche quadro. Potrebbe essere una sala d'aspetto parrocchiale, una di quelle dove si va per chiedere un consiglio, o per fare i documenti matrimoniali.  Francesco entra sorridendo: «Finalmente! Io la leggo e ora la conosco». Arrossisco. «Io invece la conosco e ora la ascolto». Ride. Ride di gusto, il Papa, come farà altre volte nel corso di un'ora e passa di conversazione a ruota libera.  Roma con i suoi mali di megalopoli, l'epoca di cambiamenti che indeboliscono la politica; la fatica nel difendere il bene comune; la riappropriazione da parte della Chiesa dei temi della povertà e della condivisione («Marx non ha inventato nulla»), lo sgomento di fronte al degrado delle periferie dell'anima, scivoloso abisso morale in cui si abusa dell'infanzia, si tollera l'accattonaggio, il lavoro minorile e, non ultimo, lo sfruttamento di baby prostitute nemmeno quindicenni.

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"Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio" (Bruna Costacurta)

La proposta liberante del Regno di Dio e il mistero dell'indurimento del cuore

images 44Al centro della nostra riflessione di oggi c’è l’ascolto della parola di Dio come momento fondamentale, indispensabile della formazione della persona che consente poi la trasmissione della fede, ma avendo Maria come punto di riferimento per riflettere su questo elemento dell’ascolto, che è ciò che costituisce il credente e che permette la formazione della persona. Dunque l’ascolto con tutte le sue implicazioni. Abbiamo preso come punto di partenza la frase di Gesù, che viene riportata da Luca al cap.11,28, in risposta ad un’esclamazione di una donna. Gesù risponde: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono”. Gesù, secondo questo episodio che viene riportato da Luca, stava predicando, in risposta a dei discorsi fortemente provocatori che alcuni avevano fatto, dopo aver assistito alla cacciata di un demonio, il famoso demonio sordo-muto. Davanti a questo episodio, a questo intervento di Gesù nei confronti di ciò che dice disordine, alterazione del progetto di Dio, male, davanti a questo intervento di Gesù che si presenta come colui che opera la vittoria sul male, che ha potestà di vincere, alcuni invece reagiscono provocando Gesù, accusandolo di fare questo non perché portatore di una forza di bene, ma perché invece in qualche modo coinvolto nel male stesso.

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Gli Apostoli Pietro e Paolo, Alberione e la Famiglia Paolina (Elena Bosetti)

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“Guai a me se non predicassi il Vangelo” (1Cor 9,16), ma in comunione “per non correre invano” (Gal 2,2)

PietroePaolo2Cosa dice alla Famiglia Paolina di oggi il fascino che l’apostolo Paolo ha esercitato su don Giacomo Alberione? Cosa significa e comporta per la nostra spiritualità apostolica? E come entrare a nostra volta in questo fascino, come lasciarci coinvolgere dai sentimenti del beato Giacomo Alberione? Parlo di fascino perché a mio avviso si tratta di un singolare incanto, che rapisce il cuore prima ancora della mente. Non si può certo dire che il nostro fondatore fosse un romantico… ma indubbiamente rimase affascinato dall’amore di Paolo per Gesù Cristo. Che cosa lo avvinceva di san Paolo? Direi il mistico e l’apostolo in massimo grado e in modo reversibile: Paolo mistico e dunque apostolo,apostolo perché mistico. Articolo questa riflessione in tre passaggi seguendo il racconto di Paolo nella lettera ai Galati. Lo schema che vorrei sviluppare è il seguente: 1) Conquistato da Gesù Cristo, Paolo vive di Lui: è tutto preso dalla passione di comunicare il Vangelo. 2) Paolo non si considera però un libero battitore, né intende “correre invano” nella predicazione del Vangelo. A tale scopo sale due volte a Gerusalemme per incontrare Cefa. La prima volta passa con lui 15 giorni (Gal 1,18): è più che una visita di cortesia! Vi ritorna una seconda volta con Barnaba dopo 14 anni e partecipa all’assemblea di Gerusalemme, il primo concilio della Chiesa.  3) Il riconoscimento del ministero di Pietro non impedisce in alcun modo l’evangelica franchezza: Paolo ad Antiochia contesta apertamente Cefa, perché “aveva torto” (Gal 2,11-14).

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Giugno 2014 17:30 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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