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"Primerear", ovvero PRENDERE L'INIZIATIVA (Mons N. Galantino)

Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia   

Dopo i numeri  e la loro interpretazione ... «Primerear»
 
don emilio a lourdesNel libro dell'Apocalisse è riportato lo strano e contraddittorio effetto provocato dalla lettura di un piccolo libro. «Mi avvicinai all'angelo - si legge in Ap, 10,9 - e lo pregai di darmi il piccolo libro. Egli mi disse:"... ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». Come persona mediamente attenta a quello che avviene sul nostro territorio, la lettura del Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia, di primo acchito, ha provocato in me una sorta di benessere; in genere, infatti, sono sempre contento quando posso essere aiutato da studi seri e non faziosi a leggere quello che avviene dentro e fuori dalle realtà con le quali ho a che fare.  Man mano però che, leggendo, dai numeri e dalle percentuali passavo alla interpretazione di quei dati, l'amarezza di cui parla l'Apocalisse ha preso anche me. Indipendentemente dal ruolo che una persona occupa, certe constatazioni non fanno piacere, o comunque non lasciano indifferenti. L'amarezza però, lo sappiamo, può essere attutita o neutralizzata del tutto con qualche zolletta di zucchero o - se quell'amarezza si accompagna ad attenta consapevolezza - può anche essere inizio fecondo di percorsi davvero virtuosi.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Luglio 2014 04:35 )

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La fede si rinnova nella partecipazione (Aldo Maria Valli)

 

La realtà sociale italiana è complessa e sorprendente

images 1E quando si guarda ai fenomeni religiosi lo è al massimo grado, specie per quanto riguarda le nuove generazioni. Recentissime inchieste fra i giovani segnalano tendenze interessanti e inaspettate. È il caso dell’indagine Giovani e fede. Identità, appartenenza e pratica religiosa, realizzata dagli oratori delle diocesi lombarde con il contributo dell’Ipsos e presentata nell’ambito del convegno regionale di pastorale giovanile del 2013.  Rivolgendo l’attenzione in particolare alla fascia tra i venti e i trent’anni dei giovani della Lombardia (l’11 per cento della popolazione residente nella regione), si può osservare un fenomeno rilevato anche altrove che qui appare più accentuato: c’è una radicalizzazione delle due posizioni estreme, ovvero da un lato i non credenti e dall’altro i cattolici impegnati.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 19 Luglio 2014 10:37 )

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Abitare il mondo con la sapienza della croce/4 (Romano Penna)

“… per la Chiesa”

mosaico Cristo nIn una lettera deutero-paolina, cioè scritta sotto il nome di Paolo da un suo discepolo posteriore, si legge così: “Ora mi rallegro nelle sofferenze (che sopporto) per voi e completo ciò che manca alle sofferenze di Cristo nella mia carne per il suo corpo” (Col 1,24). Si noti bene la versione data, che è letterale e diverge per esempio da quella della precedente Bibbia CEI (“… e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo”).  Il testo infatti non dice che io completo nella mia vita quello che manca alla passione di Cristo, ma dice che io completo ciò che manca alla passione di Cristo nella mia vita; cioè: il complemento “nella mia carne” va unito non al verbo “completare” ma al costrutto “ciò che manca alle sofferenze di Cristo”. La prospettiva cambia enormemente.

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"La Chiesa lotta perché il vizio sia debellato e l'educazione recuperata"

 

Nuova intervista di Scalfari a Papa Francesco (con intervento correttivo di padre Lombardi)

983641 776888295678733 4125291430039510340 nSono le 5 del pomeriggio di giovedì 10 luglio ed è la terza volta che incontro Papa Francesco per conversare con lui. Di che cosa? Del suo pontificato, iniziato da poco più di un anno e che in così breve tempo ha già cominciato a rivoluzionare la Chiesa; dei rapporti tra i fedeli e il Papa che viene dall'altra parte del mondo; del Concilio Vaticano II concluso 50 anni fa solo parzialmente attuato nelle sue conclusioni; del mondo moderno e la tradizione cristiana e soprattutto della figura di Gesù di Nazaret. Infine della nostra vita, dei suoi affanni e delle sue gioie, delle sue sfide e del suo destino, di ciò che ci aspetta in uno sperato aldilà o del nulla che la morte porta con sé. Questi nostri incontri li ha voluti Papa Francesco perché, tra le tante persone di ogni condizione sociale, di ogni fede, d'ogni età che incontra nel suo quotidiano apostolato, desiderava anche scambiare idee e sentimenti con un non credente. Ed io tale sono; un non credente che ama la figura umana di Gesù, la sua predicazione, la sua leggenda, il mito che egli rappresenta agli occhi di chi gli riconosce un'umanità di eccezionale spessore, ma nessuna divinità.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro