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Secondo Marco, Matteo, Luca (Benoit Merlin)

Questi tre Vangeli hanno degli schemi simili e comportano molti passi identici, perciò sono detti sinottici.

im parola 10Al di là della loro singolarità, ognuno di essi attesta la volontà del suo autore di trasmettere l’insegnamento del Cristo. I primi tre Vangeli, detti sinottici, hanno molti passi in comune. Sono tuttavia stati scritti in momenti diversi e da autori diversi. La tradizione li ha attribuiti a Marco, Matteo e Luca, di cui portano il nome. Emergono tratti comuni della persona di Gesù, ma gli episodi della sua vita sono riferiti e ordinati secondo la personalità, la sensibilità degli evangelisti  e i destinatari dei Vangeli.

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Il sacerdozio comune (Severino Dianich)

Nella Chiesa è ancora troppo diffusa l'idea che il sacerdozio sia questione di riti e la missione della Chiesa sia propria dei preti.

images suoreGli altri fedeli ne sono protagonisti solo quando danno la collaborazione alla vita interna della comunità. Sembra proprio che il sacerdozio comune non esista. È una strana sorte quella del termine sacerdozio e delle sue declinazioni in sacerdote, e sacerdotale. Ancora può capitare che, se passi per la strada e un bambino grida: «Un prete!», la nonna si affretti a correggerlo: «Si dice “sacerdote”!». Puoi trasalire nell’osservare che addirittura i documenti del Vaticano II, come se i vescovi sacerdoti non fossero, usano la coppia “vescovi e sacerdoti”. Allo stesso modo si parla di “sacerdoti e laici”, come se il sacerdozio comune non esistesse.

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"Affinché possiate discernere qual'é la volontà di Dio..."

La strada del discernimento (Antonio Pitta)

LogobesVoi avvertite immediatamente che, sia il riferimento all’insieme della comunità come luogo della varietà dei doni dello Spirito, sia il richiamo all’autorità come strumento privilegiato dello Spirito perché il popolo di Dio cammini sui sentieri di Dio, fanno emergere i rischi di continui sbilanciamenti da una parte o dall’altra. Stando così le cose, è utile dilatare un poco la nostra riflessione e considerare, in maniera più diretta, il problema dei criteri essenziali ai quali ispirarci per individuare le scelte più importanti che dobbiamo compiere a livello personale e pastorale: come scoprire la volontà di Dio sulla nostra vita? Come individuare un cammino del quale possiamo dire, con qualche sicurezza, che è quello voluto da Dio per noi? È possibile indicare delle regole fondamentali di discernimento spirituale per la scoperta e la fedeltà alla nostra vocazione apostolica e per le opzioni quotidiane su questo o quell’aspetto particolare della nostra missione?

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Gesù in comunione con il Padre (II)

Elementi e contenuti della preghiera di Gesù

307396 419402474808505 128924975 nLa vita di Gesù di Nazareth nei vangeli è descritta come un’esistenza eminentemente teologale e dialogica. Teologale perché centrata in Dio e nella realizzazione della missione che egli gli affida;  dialogica perché totalmente impregnata di relazioni con il Padre e con gli uomini. In Gesù, tutto è rivelazione di Dio, trasparenza del suo amore, epifania del volto del Padre. “Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo”, dirà nella preghiera sacerdotale. “Le parole che hai dato a me, io le ho dato a loro” (Gv 17,6.8). “Per loro io consacro me stesso, perché anch’essi siano consacrati nella verità” (Gv 17,19). Questa è la tensione che permea la vita di Gesù in tutte le sue espressioni: rivelare e raccontare la tenerezza del Padre a tutte le persone che incrocia nel suo cammino. Al centro di tutto, quindi, egli pone la relazione con il Padre, una relazione sostenuta e animata da una preghiera viva e incessante.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro