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Gianfranco Ravasi ricorda PAOLO VI

Studio, amore e servizio

644754 347798918642249 268812672 nGiovanni Battista Montini il 19 ottobre 2014 sarà proclamato beato, atto conclusivo del Sinodo straordinario sulla famiglia. La Congregazione delle Cause dei Santi ha promulgare il decreto riguardante il miracolo attribuito all'intercessione del venerabile servo di Dio Paolo VI, che ha riguardato un bambino ancora nel grembo materno. Di seguito vi proponiamo una parte dell’intervento del cardinale Gianfranco Ravasi su "Paolo VI e il mondo della cultura", pubblicato su "Luoghi dell’Infinito".   «Congedandomi dalla scena di questo mondo e andando incontro al giudizio e alla misericordia di Dio, dovrei dire tante cose,  tante… Sul mondo: non si creda di giovargli assumendone i pensieri, i costumi, i gusti, ma studiandolo, amandolo, servendolo. Chiudo gli occhi su questa terra dolorosa, drammatica e magnifica, chiamando ancora una volta su di essa la divina bontà… O uomini, comprendetemi: tutti vi amo nell’effusione dello Spirito Santo… E alla Chiesa: abbi il senso dei bisogni veri e profondi dell’umanità».

Ultimo aggiornamento ( Sabato 18 Ottobre 2014 05:05 )

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Carteggio tra Mons Montini e don Orione sui "preti lapsi"

 

Particolare aspetto di una dimensione della sensibilità pastorale di Mons. Montini

images 3Dal carteggio autografo conservato nell’Archivio Don Orione di Roma... Si tratta di una dozzina di lettere indirizzate a San Luigi Orione, a partire dall’anno 1928. Quasi tutte hanno per argomento l’aiuto a sacerdoti in difficoltà – lapsi, come erano chiamati allora – da sovvenire e da indirizzare al bene. È del 27.12.1928 la prima lettera con cui Mons. Montini tratta con Don Orione dell’aiuto a un sacerdote in difficoltà.“La prego per la carità di Nostro Signore di far accogliere in qualche Sua casa di Roma l’ex Sacerdote Devoti (per discrezione il nome è cambiato). Egli aveva lasciato l’abito e la vita sacerdotale, dopo sedici anni di buon ministero parrocchiale”.

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C'è quello "dei Padri" e quello "dei media"... ma il Sinodo vero è soltanto uno

"Non vorrei che noi cadessimo nella casistica: si potrà o non si potrà..." (Papa Francesco)

 

cristo francescanoPapa Francesco, alla fine dello scorso maggio, aveva avvertito. «A me non è piaciuto che tante persone, anche di Chiesa, preti, abbiano detto: “Ah, il Sinodo per dare la comunione ai divorziati...”, e sono andati proprio lì, a quel punto. Io ho sentito come se tutto si riducesse a una casistica. No, la cosa è più e più ampia». E aveva aggiunto: «Non vorrei che noi cadessimo in questa casistica: si potrà, non si potrà…?». A leggere certi resoconti, in cui si è arrivati a parlare di Sinodo «pilotato» (!) o a presentare come una «battaglia campale» la discussione della Relatio post disceptationem del cardinale Péter Erdö, o altre amenità del genere, sembra che proprio questo stia avvenendo: si spinge sull’acceleratore della polemica per ribaltare, impacchettare, e (provare a) consegnare alle cronache – e, in definitiva, a umiliare – il Sinodo in corso per quello che non è.

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Documento che sintetizza la prima settimana di lavoro del Sinodo sulla famiglia

Durante la 11ª Congregazione generale, il relatore generale card. Péter Erdò ha presentato la "Relatio post disceptationem" (13 ottobre 2014).

images 68Introduzione 1. Nella veglia di preghiera celebrata in Piazza San Pietro Sabato 4 Ottobre 2014 in preparazione al Sinodo sulla famiglia Papa Francesco ha evocato in maniera semplice e concreta la centralità dell’esperienza familiare nella vita di tutti, esprimendosi così: "Scende ormai la sera sulla nostra assemblea. È l’ora in cui si fa volentieri ritorno a casa per ritrovarsi alla stessa mensa, nello spessore degli affetti, del bene compiuto e ricevuto, degli incontri che scaldano il cuore e lo fanno crescere, vino buono che anticipa nei giorni dell’uomo la festa senza tramonto. È anche l’ora più pesante per chi si ritrova a tu per tu con la propria solitudine, nel crepuscolo amaro di sogni e di progetti infranti: quante persone trascinano le giornate nel vicolo cieco della rassegnazione, dell’abbandono, se non del rancore; in quante case è venuto meno il vino della gioia e, quindi, il sapore – la sapienza stessa – della vita [...] Degli uni e degli altri questa sera ci facciamo voce con la nostra preghiera, una preghiera per tutti".

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 16 Ottobre 2014 05:55 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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