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Cibo e sapienza di vivere (Enzo Bianchi)

Pubblichiamo un estratto della meditazione che Enzo Bianchi terrà oggi nella basilica di San Carlo al Corso a Milano all'interno della rassegna Dialoghi di Quaresima
 

Dio ha voluto creare un mondo in cui i viventi potessero, appunto, vivere e quindi potessero nutrirsi. Le prime pagine della Genesi, dove in una sinfonia si tenta di raccontare la creazione, Dio affida all'umanità nella polarità uomo-donna il cibo: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è sulla terra, e ogni albero che dà frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto bella e buona» (Gen 1,29). Tutti i frutti della terra sono donati all'uomo ma c'è un'insistenza sull' erba e sugli alberi che fanno seme, rivelando subito che quel seme non è destinato solo a essere mangiato con il frutto, ma può cadere a terra e questa è anche un'azione umana: la semina richiede la cura, la cultura da parte dell'uomo. Questa pagina svela una grande verità: la terra è madre, ci nutre, ma noi dobbiamo esercitare una" cultura" nel senso più vero, cioè coltivarla.

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C'è un po' di Rosmini alla Via Crucis del Colosseo

Il Papa ha incaricato il vescovo Corti, promotore nel 2007 della beatificazione del teologo roveretano, di scrivere i testi per le meditazioni del Venerdì Santo

E’ monsignor Renato Corti, vescovo emerito di Novara, l’autore delle meditazioni che saranno lette alle stazioni della “Via Crucis” di questo Venerdì Santo, 3 aprile, a Roma. Papa Francesco presiederà la tradizionale pratica come di consueto al Colosseo. Lo schema seguito dal presule che, nel 2009 ha ricevuto l’ascrizione all’“Istituto della Carità” dei padri rosminiani per i suoi studi su Antonio Rosmini (1797-1855) e per il suo attivo impegno nella promozione della beatificazione del celebre teologo roveretano (conclusa nel 2007), sarà quello classico, con le 14 stazioni.  Al Beato Rosmini Bergoglio ha già dedicato nei suoi primi due anni di suo Pontificato diverse e significative citazioni.L’ultima è stata l’8 marzo scorso durante l’omelia nella parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca, popolare quartiere di Roma. Ricordando infatti alcuni degli episodi che, nella storia della Chiesa, hanno visto i santi essere perseguitati o ostacolati a causa dell’ipocrisia e infedeltà di tanti cristiani “legalisti”, il Pontefice ha richiamato appunto la condanna ricevuta (e poi tolta) alla principale opera del Beato Rosmini, “Delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa” (1848).

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Aprile 2015 07:38 )

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Che cosa ne abbiamo fatto dell'Eucarestia?

La comunità cristiana di Corinto
Il legame tra liturgia e solidarietà con i poveri, il rapporto tra eucaristia ed esigenza di giustizia sociale sono stati temi intensamente sentiti e dibattuti nella chiesa durante i lavori del Concilio e poi nel corso degli anni settanta del Novecento. Poi, per oltre trent’anni la scelta preferenziale per i poveri è scomparsa dall’orizzonte della chiesa soprattutto europea, fino a quando due giorni dopo la sua elezione, esattamente il 16 marzo dello scorso anno papa Francesco ha detto “desidero una chiesa povera e per i poveri”. Da quel giorno, i poveri sono tornati al cuore della chiesa. Nell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, con il paragrafo titolato “Il posto privilegiato dei poveri nel Popolo di Dio”1, papa Francesco ha risolutivamente suggellato il ritorno dei poveri al cuore della chiesa. E’ il messaggio biblico più autentico a impedire di apostrofare troppo sbrigativamente il legame tra culto e ingiustizia, tra eucaristia e poveri come mode passeggere, considerandoli tutt’al più frutto di sinceri ma ingenui idealismi di cui il tempo avrebbe vagliato l’effettiva pertinenza.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 31 Marzo 2015 20:24 )

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Settimana Santa 2015 (Fausto Negri)

«Veramente questo uomo era Figlio di Dio!» (Mc 14,1 – 15,47)

La frase del centurione sotto la croce rappresenta il culmine del vangelo di Marco. Parole di un soldato, esperto di morte. Lui, in quella morte, ha visto Dio. Solo uno che è Figlio di Dio non scende dal legno e si abbandona all’Altro per gli altri.Ed è così per ogni nostro grido, ogni nostra sconfitta. “Tutta la fede è abbandonarci all’abbandonato amore”. Tu sei un Dio d’amore. Proprio perché sei un Dio d'amore, Signore Gesù, tu non scendi dalla croce! Sì, perché l'amore è fedele, va fino in fondo, non cerca sotterfugi né scorciatoie, arriva sino al dono totale di sé! Tu sei stato un Maestro pellegrinante; hai attraversato villaggi e città, predicando, guarendo, ascoltando e consolando tutti. Sei giunto al punto da definirti la Via. Ora, per fermarti, ti hanno inchiodato i piedi! Così tu, che hai camminato sulle acque, adesso stai sprofondando nell'abisso della morte.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Marzo 2015 21:40 )

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