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L'attualità della kènosis per la Chiesa d'oggi

 
A proposito del discorso del Papa ai vescovi a Panamá 
 
Nella sua recente visita apostolica a Panama, in occasione della trentaquattresima Giornata Mondiale della Gioventù, papa Francesco ha rivolto un discorso ai vescovi centroamericani (Sedac) sul quale è il caso di ritornare. Si tratta di un discorso di una grande densità spirituale, ma anche con una innegabile intenzionalità pratica: offrire un modello fortemente cristologico alla Chiesa del nostro tempo. La fonte immediata dell’ispirazione del discorso papale è stata la testimonianza di sant’Oscar Romero, che scelse come motto del suo stemma episcopale l’espressione “Sentire con la Chiesa”. Che cosa significa “sentire con la Chiesa”? Romero lo spiegava come una partecipazione alla gloria della Chiesa, e che ciò altro non è se non portare nel proprio intimo tutta la kènosis di Cristo. 

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I cattolici in politica?

 
Tendono a essere conservatori (risposta di Aldo Cazzullo ad una domanda sui cattoli e la politica in Italia)
 
Caro Aldo, ho partecipato a un incontro organizzato da una associazione culturale locale sulla figura di Paolo VI da poco dichiarato santo. Quello che mi è rimasto dell’incontro, oltre naturalmente alla figura di questo Papa, l’aver appreso che negli ultimi 100 anni ben quattro papi, oltre al sopra citato, hanno origini lombardo-veneta (Giovanni Paolo I, Giovanni XXIII, Pio X e Pio XI). Come è stato possibile che in due regioni di chiara cultura e pratica cattolica si sia affermato un partito come la Lega che sul problema dell’accoglienza non rispecchia quanto al riguardo insegna la religione cattolica? Si è affievolito il senso religioso o esiste da sempre una grande incoerenza nella pratica religiosa? 

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Lo Spirito Santo in noi ci divinizza (Michelina Tenace)

 
Pnêuma (in greco), ruah (in ebraico), spirito, è l'organo della comunione con il trascendente. Se già è difficile parlare della Santissima Trinità, quanto più dello Spirito Santo in sé.
 
La teologia della divinizzazione porta come parola chiave l'"essere divino": il riferimento incluso nella parola è Dio. Non qualsiasi dio, ma il Dio Tri-Uno. La divinizzazione parte da una teo-logia che è contemplazione e confessione di fede nella Trinità. Dio è il Padre: la divinizzazione sviluppa la dottrina della creazione dell'uomo ad immagine; Dio è il Figlio: la divinizzazione sviluppa il legame tra incarnazione e redenzione; Dio è lo Spirito Santo: la divinizzazione approfondisce l'aspetto dinamico, storico, escatologico, personalizzante della relazione tra uomo e Dio nella vita del cristiano inserito nella Chiesa.

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Meglio ateo che ipocrita (Enzo Bianchi)

 
Alcune espressioni forti di papa Francesco nell’udienza generale di ieri hanno suscitato un audace paragone tra “cristiani ipocriti” e “atei”.
 
In realtà il papa ha insistito soprattutto sull’incoerenza di quanti “vanno in chiesa … e poi vivono odiando gli altri”. È per loro che sarebbe “meglio non andare in chiesa: vivi così, come fossi ateo!”. L’accento dell’esortazione papale non cade tanto sul comportamento più o meno retto da parte di chi si professa ateo e sul suo paragone con la coerenza di vita dei credenti, quanto piuttosto sull’intollerabile ipocrisia religiosa di chi “è capace di tessere preghiere atee, senza Dio”. E si comprenda bene ciò che dice il papa: c’è chi prega senza sentirsi davanti a Dio, senza ascoltare Dio, senza essere veramente toccato dalla presenza e dalla voce di Dio.

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