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DIO C'E' E TANTO BASTA (Padre Raniero Cantalamessa)

 

PRIMA PREDICA DI AVVENTO 2018

Santo Padre, Venerabili Padri, fratelli e sorelle, nella Chiesa siamo così incalzati da compiti da assolvere, problemi da affrontare, sfide a cui rispondere, che rischiamo di perdere di vista, o lasciare come sullo sfondo, il “porro unum necessarium” del Vangelo, e cioè il nostro rapporto personale con Dio. Oltre tutto, sappiamo per esperienza che un rapporto personale autentico con Dio è la prima condizione per affrontare tutte le situazioni e i problemi che si presentano, senza perdere la pace e la pazienza. Ho pensato perciò di lasciare da parte, in queste prediche di Avvento, ogni riferimento a problemi di attualità. Cercheremo di fare quello che santa Angela da Foligno raccomandava ai suoi figli spirituali: “raccoglierci in unità e inabissare la nostra anima nell’infinito che è Dio” . Fare un bagno mattutino di fede, prima di iniziare la giornata di lavoro.

 

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Delpini: evitiamo che i migranti diventino un capro espiatorio

 
Il discorso alla città dell’arcivescovo di Milano: “Autorizzati a pensare”. Le priorità sono la crisi demografica, la povertà di prospettive per i giovani, il lavoro che manca, la solitudine degli anziani
 
Siamo «autorizzati a pensare». E dunque a non farci troppo influenzare «dal particolare di cronaca che provoca una reazione emotiva», a non lasciarci «condizionare da gruppi di pressione che promuovono ideologie o punti di vista troppo parziali». Nell’epoca in cui prevalgono le emozioni, talvolta istintive, va recuperata la ragionevolezza evitando di cercare capri espiatori come avviane talora con i migranti e i rifugiati, credendo che questo sia l’unico problema urgente, quando invece ci sono le emergenze della crisi demografica, la mancanza di lavoro e di prospettive per i giovani, la solitudine degli anziani. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini pronuncia nella basilica di Sant’Ambrogio il suo secondo discorso alla città davanti agli amministratori e ai politici locali e, partendo dalla Lettera di Giacomo sulle dinamiche conflittuali della comunità, invita a riscoprire il pensiero, la ragione, il confronto per il bene comune.
 

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Nell’infinito di Dio · Le prediche di Avvento ·di Raniero Cantalamessa

 
«L’anima mia ha sete del Dio vivente»:
 
Il secondo versetto del salmo 42 sarà al centro delle meditazioni che il predicatore della Casa Pontificia, Raniero Cantalamessa, terrà — alla presenza di Papa Francesco — nei venerdì della prima settimana di Avvento, 7 dicembre, della seconda, 14 dicembre, e della terza, 21 dicembre, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico. Per spiegare il tema delle prediche — «Alla ricerca del volto di Dio nella Bibbia» — il religioso cappuccino fa notare che «gli uomini del nostro tempo si appassionano a cercare segnali dell’esistenza di esseri viventi e intelligenti su altri pianeti, ma pochi si sforzano di scoprire i segnali dell’Essere vivente che ha creato l’universo, che è entrato nella sua storia e vive in essa».

 

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«Spiritualità mariana del presbitero: esperienze di vita e proposte», Em.mo Sig. Card. Manuel Clemente

 
 
La consegna di Maria è compresa interamente nella consegna di Cristo, con il suo corpo e il sangue, la sua parola e la vita, il suo perdono e Spirito
 
Mi hanno chiesto di parlare della spiritualità mariana del presbitero sacerdote e di farlo in modo esperienziale e propositivo. Ringrazio per quest'opportunità perché mi fa rivedere la mia vita cristiana e sacerdotale nella prospettiva mariana. Ho anche presente i venticinque anni in cui ho collaborato come formatore dei futuri sacerdoti al Seminario Maggiore di Lisbona, con alunni provenienti da diverse diocesi. In questa condivisione prenderò in conto anche alcune indicazioni del Magistero che mi hanno più ispirato in questi anni, dal Vaticano II al pontificato di San Giovanni Paolo II. Infatti, negli anni dopo il Concilio, chi voleva definire la vocazione sacerdotale, la sua e quella degli altri, doveva ascoltare con particolare attenzione tutto ciò che autorevolmente arrivava dai Successori di Pietro. Paolo VI e Giovanni Paolo II sono stati, ciascuno a suo modo, grandi figure sacerdotali e pastorali che hanno lasciato tracce profonde in tutti quelli che accoglievamo la loro testimonianza ed il loro insegnamento.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Dicembre 2018 15:59 )

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