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Parole scivolose

 

La forza corrosiva della maldicenza e dei pettegolezzi 

 
 Cominciamo dalle parole, dal loro uso. Cominciamo dai fondamentali: pensare prima di parlare, pesare ciò che si dice — come lo si dice e perché — sulla bilancia della verità e della carità; facendo del rispetto per il prossimo (e per sé) la bussola di riferimento. Un esercizio semplice, eppure inusuale e scomodo, perciò sempre meno diffuso; scavalcato dalla consuetudine di parlare senza limite alcuno di tutto e di tutti. Con le parole (pronunciate, scritte o espresse attraverso gesti) si comunica. Attraverso il linguaggio si cementa e costruisce una relazione. Si edifica o si distrugge. L’uso della parola, dunque, fa la differenza.
 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Maggio 2019 05:11 )

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Nella Chiesa la Parola è un’insostituibile iniezione di vita. Per questo sono fondamentali le omelie.

 
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE PROMOSSO DALLA FEDERAZIONE BIBLICA CATTOLICA
 
Eminenze, cari fratelli nell’episcopato, fratelli e sorellecon le parole dell’Apostolo Paolo do il benvenuto a voi, che vi trovate «a Roma, amati da Dio», augurandovi «grazia e pace» (Rm 1,7). Ringrazio il Card. Tagle per il saluto che mi ha rivolto a nome vostro. Vi siete riuniti in occasione del cinquantesimo anniversario della Federazione Biblica Cattolica. Questo giubileo vi avrà dato l’opportunità di fare il punto sul vostro servizio ecclesiale e di confermarvi a vicenda nell’impegno a diffondere la Parola di Dio. La vostra riflessione si è sviluppata attorno a due parole: Bibbia e vita. Anch’io vorrei dirvi qualcosa su questo binomio inscindibile. 
 

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"Ne costituì dodici perché stessero con Lui e anche per inviarli in missione... (Giovanni Moioli)..

 
E' molto più importante ciò che il Signore vuole operare in noi apostoli che ciò che noi facciamo per i fedeli...
 
E tutto il Vangelo di Luca (particolarmente sensibile al tema della missione e della evangelizzazione) richiama il primato dell’ascolto, quasi volesse dire: l’evangelizzatore deve prima farsi evangelizzare;l’annunciatore della Parola deve essere un ascoltatore assiduo della Parola. Insomma, la molteplice diakonìa (quella di Marta), la molteplice misericordia (quella del buon samaritano),la molteplice evangelizzazione (quella dei missionari del Signore), per essere adeguata ed efficace, presuppone l’atteggiamento di Maria di Betania «seduta ai piedi di Gesù per ascoltare »: è l’atteggiamento caratteristico del discepolo.

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Fra dramma e paradosso: un inno alla bontà

 
L’attualità de «L’idiota» di  Fedor Dostoevskij a 150 anni dalla pubblicazione ·
 
È il dramma della bontà, il cui valore s’infrange contro le insidie e le malignità del mondo. Al termine di una lotta impari ed inclemente, della bontà non rimangono che frammenti: ma sono essi, cionondimeno, a resistere all’urto delle forze ostili, e ad illuminare il cosmo, altrimenti destinato a precipitare nel vuoto e a brancolare nel buio. Ne L’idiota, pubblicato centocinquant’anni fa (1869), Fedor Dostoevskij intende rappresentare, come egli stesso ebbe a dichiarare, «un uomo positivamente buono, un Cristo del XIX secolo», ispirato al quadro del pittore Hans Holbein il Giovane Corpo di Cristo morto nella tomba, che viene esplicitamente citato nel romanzo.
 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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