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INIZIAZIONE CRISTIANA E TEOLOGIA FONDAMENTALE

 
Riflessione sulle tappe della maturità cristiana nella chiesa primitiva (Carlo M. Martini)
 
La chiesa primitiva ha conosciuto diverse tappe della maturazione cristiana? Ha ritenuto cioè che l'iniziazione alla conoscenza del Vangelo e la sua integrazione nella vita non avvenissero in breve tempo, per esempio durante la preparazione al battesimo, ma richiedessero tempi lunghi e momenti successivi di maturazione? Ed è possibile individuare con qualche approssimazione questi diversi momenti, così da determinare se e in quale di essi si possa parlare di una istanza di riflessione sulla esperienza di fede che presenti analogie con alcune istanze tipiche della “teologia fondamentale”?

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Chi ha visto ne da testimonianza

 

PREDICA DEL VENERDI' SANTO NELLA BASILICA DI SAN PIETRO (padre Raniero Cantalamessa)

Venuti da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate (Gv 19, 33-35). Nessuno potrà mai convincerci che questa solenne attestazione non corrisponda alla verità storica, che chi dice di essere stato lì e di aver visto, in realtà non era presente e non ha visto. Ne va di mezzo, in questo caso, dell’onestà dell’autore. Sul Calvario, ai piedi della croce, c’era la madre di Gesù e, accanto a lei, “il discepolo che Gesú amava”. Abbiamo un testimone oculare!

 

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OMELIA DI PAPA FRANCESCO (MESSA CRISMALE 2018)

 
Cari fratelli, sacerdoti della diocesi di Roma e delle altre diocesi del mondo!
 
Leggendo i testi della liturgia di oggi mi veniva alla mente, con insistenza, il passo del Deuteronomio che dice: «Infatti quale grande nazione ha gli dei così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?» (4,7). La vicinanza di Dio… la nostra vicinanza apostolica. Nel testo del profeta Isaia contempliamo l’inviato di Dio già “unto e mandato”, in mezzo al suo popolo, vicino ai poveri, ai malati, ai prigionieri…; e lo Spirito che “è su di Lui”, che lo spinge e lo accompagna lungo il cammino. Nel Salmo 88 vediamo come la compagnia di Dio, che fin dalla giovinezza ha guidato per mano il re Davide e gli ha prestato il suo braccio, adesso che è anziano prende il nome di fedeltà: la vicinanza mantenuta nel corso del tempo si chiama fedeltà.

 

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La morte di Gesù nel vangelo secondo Luca (Luciano Manicardi)

 
La sua morte diviene esemplare. Tanto che Luca mostrerà negli Atti degli Apostoli che Stefano morirà come Gesù. Come si può seguire Gesù nella vita, così lo si può seguire nella morte. La morte di Gesù è esempio delle morti dei martiri.
 
Il racconto di Luca della morte di Gesù presenta tratti peculiari e specifici rispetto tanto a Marco quanto a Matteo:«Era già circa l'ora sesta e si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo e Gesù, esclamando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". Detto questo, spirò. Ora, il centurione, vedendo l’accaduto, glorificava Dio dicendo: "Veramente quest'uomo era giusto!". E tutte le folle accorse insieme a quella visione, avendo osservato l'accaduto, se ne tornavano percotendosi il petto. Stavano là tutti i suoi conoscenti, da lontano, e anche le donne che l'avevano seguito insieme fin dalla Galilea, a vedere queste cose» (Lc 23,44-49).

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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