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I monti di Dio (Enzo Bianchi)

 
Rifletterò solo su tre montagne: il monte Moriah, il Sinai-Oreb e infine la mia esperienza di salita e discesa dal monte Nebo
 
Il paesaggio da cui provengo è quello collinare del Monferrato e delle Langhe, colline e colline senza fine – le cui cime chiamiamo “brich” –, colline quasi sempre coperte di vigne e, solo se rivolte a nord, boschive. Ma anche in una terra collinare salire il “brich” era per me qualcosa di straordinario: il paesaggio si apriva e si potevano vedere le alpi e distinguere bene le cime del Monviso, il monte visto ovunque, il massiccio del monte Bianco e il monte Rosa; si poteva volgere lo sguardo fin dove giungeva il Piemonte, la terra “ai piedi dei monti”. Il mare ligure non si vedeva, così quando si riusciva ad andare al mare l’emozione era grande davanti a quella distesa azzurra che incuteva soprattutto curiosità: cosa ci sarà oltre il mare?, ci chiedevamo…

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Spiritualità della meditazione del Santo Rosario

 
Il Santo Rosario, preghiera semplice molto sentita da tanti cristiani
 
Il Santo Rosario è la preghiera più facile per tutti e tutt’ora la più diffusa. E’ strumento di grazie, è meditazione della vita di Gesù e di Maria. E’, per tutti, contemplazione, conforto, letizia e speranza. Brevemente accenniamo alla sua storia. Poiché la sua nascita è dovuta alla pietà popolare ed è strettamente legata al culto della Madonna. Secondo le prescrizioni di Carlo Magno (768 – 814), i laici dovevano conoscere a memoria, come preghiere rituali, il Pater e il Credo. Poi, verso la fine dell’11° secolo, viene ad aggiungersi l’Ave Maria, che consisteva soltanto nelle parole dell’angelo ad Elisabetta. Nel secolo 13°, fu aggiunta la parola Gesù e nel 15°, anche la petizione di una buona morte. La forma attuale appare per la prima volta nel 1563, in un breviario certosino, divenendo uso comune verso la metà del Seicento.  Ne seguì, con graduale sviluppo, quello che poi si chiamò Rosario, di cui erroneamente, in epoca più tarda, fu ritenuto inventore o primo diffusore, San Domenico. Papa San Pio V, invece, dopo la vittoria di Lepanto (1571), istituì la festa del Santo Rosario.
 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 06 Ottobre 2017 14:58 )

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Un pezzo di storia del pensiero · Nel museo del Pontificio istituto biblico

 
L’interno del Pontificio istituto biblico
 
Un museo racchiude più di quanto contiene. Si tratta della componente immateriale che ogni singolo oggetto assume attraverso la propria storia collezionistica caricandosi di valori attraverso le epoche, così come un dono di omerica memoria acquistava pregio in base a chi lo aveva posseduto. Ciò si verifica in modo peculiare nelle collezioni che con il proprio contenuto finiscono per narrare anche un capitolo della storia del pensiero e della cultura. Uno di questi capitoli è rappresentato dal museo del Pontificio istituto biblico, le cui sezioni storiche, archeologiche, numismatiche ed etnologiche furono depositate e affidate ai Musei vaticani nel 1982, per oltre seimilatrecento oggetti a oggi inventariati.
 

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INCONTRO DEL PAPA CON I SACERDOTI, RELIGIOSI, SEMINARISTI DEL SEMINARIO REGIONALE E DIACONI PERMANENTI

 
Ho scelto come metodo, per essere più spontaneo, che voi facciate delle domande e io rispondo. Ho ricevuto tanti progetti di domande, ma sono due quelle che verranno fatte
 
Sacerdote: Santo Padre, sono qui a proporre una delle domande, delle tante che sono pervenute da preti, diaconi, consacrati e consacrate. Gesù inviò i suoi apostoli a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi (cfr Lc 10,1). Come può esprimersi, come può crescere questa esigenza evangelica della fraternità nella nostra vita di presbiteri? Grazie. Papa Francesco: Il centro della domanda è la fraternità nella vita dei presbiteri. Questa fraternità si esprime nel presbiterio. Andiamo anche oltre. A volte, scherzando tra i religiosi e i sacerdoti diocesani, i diocesani dicono: “Io sono dell’ordine che ha fondato San Pietro” - cioè dell’ordine vero -, “voi, vi ha fondato il santo tale, il beato tale…”. E’ così, no? Ma qual è il centro, qual è proprio il nocciolo della spiritualità della vita del presbitero diocesano? La diocesanità. Noi non possiamo giudicare la vita di un presbitero diocesano senza domandarci come vive la diocesanità.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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