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Presentazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco "Gaudete et exsultate" (Giovanni Mazzillo)

 
"Gaudete et exsultate": chiamata alla santità nel mondo contemporaneo
 
La mia presentazione procede per approfondimenti successivi. I livelli  di riflessione si possono ricavare da alcuni concetti fondamentali contenuti nel titolo. 1° livello di riflessione:  il valore della santità per il (più che nel)  mondo contemporaneo, sottolineando le novità del testo del Papa e del mondo attuale, così come sono state recepite dai  media nello slogan «la santità della porta accanto»; 2° livello: le novità sull’origine e la declinazione della santità come sono nel testo e nel pensiero teologico di Papa Francesco e che ruotano intorno alla gioia ed esultanza, temi che aprono l’esortazione e ricompaiono alla fine con queste parole: «Condividere una felicità che il mondo non ci potrà togliere»; 3° livello di riflessione: la chiamata alla santità come chiamata al Regno di Dio e alla sua giustizia, pertanto oltre la giustizia degli scribi e dei farisei e oltre l’amore dei pagani.

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« La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace»

 
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 52ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI
 
Cari fratelli e sorelle, nel progetto di Dio, la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello. E’ capace di raccontare la propria esperienza e il mondo, e di costruire così la memoria e la comprensione degli eventi. Ma l’uomo, se segue il proprio orgoglioso egoismo, può fare un uso distorto anche della facoltà di comunicare, come mostrano fin dall’inizio gli episodi biblici di Caino e Abele e della Torre di Babele (cfr Gen 4,1-16; 11,1-9). L’alterazione della verità è il sintomo tipico di tale distorsione, sia sul piano individuale che su quello collettivo. Al contrario, nella fedeltà alla logica di Dio la comunicazione diventa luogo per esprimere la propria responsabilità nella ricerca della verità e nella costruzione del bene.
 

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Manfredonia, morto a 66 anni l'arcivescovo Michele Castoro

 
Era da tempo molto malato. Era anche presidente di Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo. 
 
È morto la notte scorsa all'età di 66 anni, dopo una dolorosa malattia, monsignor Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Castoro era anche presidente di Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale voluto da Padre Pio a San Giovanni Rotondo, e direttore generale dei Gruppi di Preghiera San Pio da Pietrelcina. La salma del vescovo sarà esposta nella cappella grande di Casa Sollievo della Sofferenza sino alle ore 12: durante la mattinata ci saranno momenti di preghiera organizzati dai cappellani e dalle suore dell'ospedale.
 

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Per formarsi non basta conoscere

 
L’uomo può conoscere il bene, sapere anche che quel bene è, nel senso migliore, il suo vero interesse eppure continuare a vivere nella mediocrità.
 
“Nel dialogo e nell’incontro personale con Cristo le semplici impressioni soggettive non bastano: gli elementi di conoscenza approfondita alla luce della Parola garantiscono l’oggettività che tuttavia non può essere mai completa; elementi di affettività provenienti dal nostro vissuto possono introdurre distorsioni nella percezione di Cristo e così lo sforzo di volontà basato su una religiosità personale possono allontanarci dall’esprimere la vera religiosità gradita al Dio biblico. L’affermazione: “conoscere è uguale a cambiare” è un mito. Colui che conosce il bene non per questo lo fa. Quando la conoscenza diventa l’obiettivo del processo formativo, succede che se il cambiamento non si realizza, si dirà che il soggetto non ha imparato abbastanza, oppure che è cattivo, ingrato, non generoso.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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