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Bono: “L’unico problema che Dio non può risolvere è quello che proviamo a nascondere”

 
Il cantante irlandese riflette sui Salmi e sulla vita cristiana. E ricorda il suo viaggio in Terra Santa: "Qui la morte è morta"
 
“Ero a Gerusalemme in pellegrinaggio con la mia famiglia, e andai sul Golgota. Trascorsi lì un po’ di tempo, da solo, dove la morte è morta. Pensavo proprio questo: ‘Qui la morte è morta’ “, ha ricordato Bono, il cantante degli U2, in una serie di interviste che ha rilasciato parlando dei salmi e della fede cristiana.  L’artista irlandese riconosce che “la morte non ha più potere su di me come ne ha avuta a 14 anni, quando è morta mia madre. Una parte della nostra psicologia si basa sulla paura della morte. La Scrittura dice che ora vediamo come in uno specchio, ma allora vedremo faccia a faccia. Sapendo ciò, la vita è più facile. Io non vedo l’ora di vederci chiaro, su tutto!”

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Il distacco degli italiani dalle pratiche religiose · In risposta alle tesi di Marco Marzano ·

 
Non moriremo cattolici, perché la religione è finita nel 1980: parola di Marco Marzano («Il Fatto quotidiano» del 3 luglio 2017), ordinario di Sociologia all’Università di Bergamo. Il professore si misura da alcuni anni con la Chiesa cattolica e dice di raccontarla «privilegiando quel che succede nelle sue periferie, nei cortili degli oratori, nei locali delle tantissime parrocchie italiane, nelle adunate dei nuovi movimenti».
 
Autore di Quel che resta dei cattolici. Inchiesta sulla crisi della Chiesa in Italia (Milano, Feltrinelli, 2012, pagine 256, euro 16) e Inchiesta sui cattolici al tempo di Francesco (Edizioni Il Fatto Quotidiano, Roma, 2015, euro 2,50), col supporto dei numeri e di quelle che definisce le sue “antenne” personali, va affermando in modo sempre più netto che la dissoluzione è inesorabile. «Papa Francesco ha deciso di dedicare il prossimo sinodo al tema dei giovani. A discuterne saranno soprattutto anziani gerarchi. I giovani sono già andati via»: così Marzano chiude l’ultimo articolo, del quale vorrei considerassimo almeno due tesi. La prima è esplicita e costituisce il cuore dell’analisi: i dati statistici documentano da anni il distacco crescente della popolazione italiana dalle pratiche religiose cattoliche, ma è solo ora che sta avvenendo il definitivo passaggio a un orizzonte senza Dio.
 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 12 Luglio 2017 08:03 )

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Il documento. Pane e vino per la Messa, ecco le regole

 
Le ostie totalmente senza glutine non possono essere utilizzate. Sì all'uso del grano ogm. Dalla Congregazione per il Culto divino le norme da seguire per il pane e il vino destinati all'Eucaristia.
 
Le ostie completamente prive di glutine non possono essere utilizzate per l’Eucaristia. Ne serve almeno una minima quantità. Per confezionarle si può invece usare il grano ogm, prodotto da organismi geneticamente modificati. 
L'invito a vigilare su provenienza e preparazione. Nella Lettera circolare “sul pane e il vino per l’Eucaristia” la Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti chiede una maggiore attenzione nell’uso e nell’approvvigionamento del pane e del vino destinati alla Messa. In particolare il dicastero vaticano presieduto dal cardinale Robert Sarah e il cui segretario è l’arcivescovo Artur Roche, cioè i due firmatari del documento, invita i vescovi a vigilare «sulla qualità del pane e del vino destinati all’Eucaristia» e su coloro che li preparano, dando alcune indicazioni pratiche.
 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Luglio 2017 09:02 )

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Andare avanti come vedendo l’Invisibile (don Giovanni Mazzillo)

 
«Dappertutto intorno a noi la speranza è ancora a casa sua e ci sprona dalle fessure della storia».
 
Il titolo è tratto dalla lettera agli Ebrei. L’autore di questo testo, recepito tradizionalmente nell’epistolario paolino, è certamente diverso da Paolo, e tuttavia non prescinde dalle sue idee di fondo. Nel suo procedere a volte in maniera omiletica, a volte in maniera più riflessiva, la lettera invita il popolo di Dio a restare fedele, rimettendosi continuamente alla sequela di Cristo. Menziona verso la fine i grandi personaggi biblici, evidenziando, con i cimenti di volta in volta affrontati, anche la forza ricevuta per poterli superare. O meglio per poter procedere oltre. In tutto ciò l’autore coniuga insieme la fede con la speranza: «La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio» (Eb 11,1-2). Si tratta di una fede capace di scorgere l’Invisibile lì dove i nostri occhi non vedono che il visibile e talora solo i suoi cascami.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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