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Formazione e trasformazione (Anselm Grün osb)

 
Il  cammino spirituale dice che  tutto può  essere  trasformato. Ma può essere  trasformato  solo  ciò  che noi  accettiamo  e  guardiamo. 
 
Il pericolo è che qualcuno non  sia pronto  a  guardare  la propria  verità. Allora non prende  la  strada della  trasformazione, ma  la  strada della  compensazione che  lo porta  in un  vicolo  cieco.
Io non sono un maestro dei novizi. Posso solo parlare a partire dalla mia esperienza nella “Recollectiohaus”, una casa per sacerdoti e consacrati che sono entrati in crisi. Là faccio dunque esperienza dei deficit della formazione. Vi incontro dei consacrati che non hanno mai incontrato la loro propria verità, che hanno trascurato dei bisogni importanti. Nei primi anni della loro vita consacrata andava tutto abbastanza bene, ma prima o poi essi devono affrontare la loro propria verità, i loro bisogni di amore e di amicizia, la loro sessualità, il loro essere uomini o il loro essere donne. Vorrei scegliere soltanto tre ambiti che mi sembrano oggi importanti per la formazione.

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Sull'Amoris laetitia sette manipolazioni contro il Papa (teologo Giuseppe Lorizio)

 
Un documento firmato da 62 studiosi afferma che nell'Esortazione postsinodale ci sarebbero posizioni eretiche. Ma quelle frasi nel documento non esistono. 
 
Sette considerazioni per accusare il Papa di eresia. Sette considerazioni desunte da Amoris laetitia per affermare che su matrimonio, vita morale, recezione dei sacramenti, Francesco ha rivisto la dottrina allontanandosi dalla tradizione e dal magistero. Peccato che le sette presunte «posizioni eretiche» non rappresentino in alcun modo quello che il Papa ha scritto nell’Esortazione postsinodale anche se nel documento vengono poste tra virgolette. Vorrebbero sembrare citazioni ma non sono tali. Si tratta anzi una zoppicante sintesi normativa che rappresenta l’esatto opposto di cioè che Francesco - e con lui due Sinodi mondiali dei vescovi - dice esplicitamente di voler evitare, cioè l’elenco dei permessi e dei divieti. Il testo diffuso l'altra notte è insomma una sorta di esplicitazione legalistica delle considerazioni pastorali espresse in Amoris laetitia.
 

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Teologo del post concilio- Max Seckler (Rino Fisichella)

 
 
Il 23 settembre Max Seckler compie 90 anni. Al pubblico italiano questo teologo forse dice poco; eppure, per la teologia fondamentale del postconcilio, il nome richiama a una delle personalità più qualificanti del XX secolo.
 
Ordinato sacerdote per la diocesi di Stuttgart nel 1952, ha perfezionato gli studi alla Sorbona e all’Institut Catholique di Parigi, quindi alla Gregoriana, all’Angelicum e infine a Monaco, dove è stato assistente di Heinrich Fries. Una rapida carriera accademica che lo ha portato a ricoprire dal 1964 al 1993 una delle cattedre più prestigiose al mondo, quella di teologia fondamentale a Tubingen. La sua produzione teologica può essere facilmente suddivisa in due settori che comunque si intrecciano fino a formare un tutt’uno. Instinkt und Glaubenswille nach Thomas von Aquin (1961), segna la sua prima opera di grande spessore storico e speculativo, a cui farà seguito Das Heil in der Geschichte. Geschichtstheologisches Denken bei Thomas von Aquin (1964), da dove emerge la capacità di entrare nei meandri del pensiero di Tommaso riuscendo a distinguerlo dalle interpretazioni del tomismo successivo.

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IL SACERDOTE E LA MADONNA di Jean Galot

 
Il ruolo di Maria non si limita alla sua unione con il sacerdozio del Salvatore; esso si estende a tutto lo sviluppo del sacerdozio nella vita della Chiesa
 
Madre del Cristo sacerdote. Il posto di Maria nella vita del sacerdote risulta, prima di tutto, dal legame stabilito nel piano divino fra la Vergine di Nazaret e il sacerdozio di Cristo. Dando il suo consenso al messaggio dell'angelo che le proponeva di diventare la madre del Messia, Maria ha cooperato al compimento del mistero dell'incarnazione. Ora, in virtù dell'incarnazione, il Figlio di Dio è diventato sacerdote, totalmente consacrato fin dal primo momento della sua vita umana, per essere totalmente dedicato alla sua missione redentrice. Gesù si è chiamato " Colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo" (Gv 10,36). Ella non è personalmente impegnata nella via del sacerdozio, che è proprietà di suo Figlio, ma è stata incaricata di cooperare alla venuta di questo sacerdozio nel mondo e, in seguito, di preparare Gesù alla sua missione sacerdotale.

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