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Rompeva i vetri per far entrare aria fresca

 
Ricordo del parroco di Bozzolo don Primo Mazzolari (Card. Gualtiero Bassetti)·
 
Mi avete fatto un grande regalo nell’invitarmi a dire una parola... su don Primo Mazzolari. Prima di tutto perché è una delle figure di prete che hanno profondamente inciso nella mia formazione seminaristica, poi perché la provvidenza ha voluto che io fossi qui nella domenica in albis, così si diceva una volta... Fu proprio in questa domenica che, nel 1959, il 5 aprile, don Primo, colpito da emorragia cerebrale, non poté terminare la predica; dopo otto giorni di agonia silenziosa, moriva a Cremona nella clinica dei padri camilliani. Aveva 69 anni e per 27 era stato vostro parroco. Sono passati 58 anni dalla sua morte e la sua figura, dopo il Concilio, si è imposta sempre più alla Chiesa di Dio che è in Italia, anche grazie agli ultimi Pontefici.

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La logica paradossale del Vangelo in risposta al rischio della disumanità

 
La crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa  (Intervista a Chiara Giaccardi:  professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano e membro del comitato di direzione del mensile «donne, chiesa, mondo»
 
Portare «il messaggio dell’eccedenza» in una società dominata dal «messaggio dell’eccesso», ricordando che chi vuol trattenere la propria vita la perde, mentre «chi è disposto a perderla la riceve moltiplicata!». Per Chiara Giaccardi, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano e membro del comitato di direzione del mensile «donne, chiesa, mondo», è questo il contributo che ci si attende dalla Chiesa di fronte a una società sempre più impaurita e chiusa in se stessa. Giuseppe De Rita su queste pagine ha affermato che per il buon governo c’è bisogno di due autorità: una civile e una spirituale-religiosa. Quella civile garantisce la sicurezza, quella spirituale offre un orizzonte di senso. L’uomo ha bisogno di tutte e due le cose. Se invece si esclude una delle due, la società soffre, diventa schizofrenica. Quale potrebbe essere il ruolo della Chiesa nell’attuale situazione italiana?

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«C'è chi prega perché il Papa muoia»

 
Frustata del vescovo di Fano Trasarti contro le ipocrisie dei cristiani: «Tanti devoti, pochi credenti»
 
Un monito severo con un accorato appello. L’omelia di monsignor Armando Trasarti nella celebrazione serale di San Paterniano è stata una frustata contro ipocrisie e contraddizioni degli stessi cristiani praticanti, con un richiamo forte a riscoprire il messaggio vero del Vangelo. «Ci sono molti devoti oggi, ma pochi credenti - ha scandito monsignor Trasarti -. Il devoto è chi in chiesa si batte il petto, bacia i santini, fa gli inchini ma poi nella vita è razzista, indifferente, accetta con tranquillità come dice il Papa l’iniquità, l’ingiustizia».

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A un’Europa vecchia e sterile serve il fertilizzante della Chiesa

 
La crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa ·(Intervista a Massimo Cacciari)
 
Il cambiamento d’epoca di cui parla Papa Francesco è tale che ha colto impreparato l’Occidente. Da qui parte la riflessione di Massimo Cacciari che riprende la suggestione di Giuseppe De Rita sulle due autorità, civile e spirituale, e si concentra sulla prima, quella «che fa acqua un po’ da tutte le parti». Lo abbiamo incontrato in un caldo pomeriggio di luglio, è arrivato a piedi e se n’è andato a piedi, una sorta di Giovanni Battista inquieto e sempre pronto ad accendersi di una santa ira che non risparmia nessuno.

 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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