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«Ecco come hanno votato i cattolici»

 
Il sondaggista Pagnoncelli:  Fra i praticanti assidui è cresciuta decisamente l’astensione (52%), ha vinto la Lega (33%), seguita dal Pd (27%), crolla M5s (14%)
 
In politica, un po’ come i sogni, le opinioni son desideri. E con quelli degli elettori bisogna andarci cauti. Ne è convinto Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos, che di fronte all’ultimo sondaggio, presentato a "DiMartedì", la trasmissione di Giovanni Floris, ammette: «Quel 57% di italiani che oggi ritiene stabile il governo è fatto di tanta gente preoccupata che in un momento così delicato il Paese resti senza una guida». A Salvini conviene una crisi di governo?  Staccare la spina è una grande responsabilità e non sempre produce i risultati sperati sul piano dei consensi. Bisogna avere argomenti forti per spiegarlo.

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Essere creature nuove (Giovanni Vannucci)

 
Contempliamo l’evento della Pentecoste, della discesa dello Spirito santo sugli apostoli riuniti nel cenacolo a Gerusalemme. Dobbiamo riflettere su alcuni punti che mi sembrano importanti ed essenziali di questo evento. 
 
Prima di tutto dobbiamo domandarci: cosa è avvenuto negli apostoli? Prima del giorno della discesa dello Spirito santo vediamo gli apostoli con delle caratteristiche prettamente umane, li vediamo entusiasti e pavidi, pronti a seguire Cristo e pronti a tradirlo; anche dopo la sua risurrezione li vediamo chiusi nel cenacolo per paura, non ancora aperti a quell’evento che si era compiuto in Cristo e non ancora pronti ad annunciarlo a tutte le genti. Dopo la Pentecoste sono totalmente trasformati. Hanno la certezza che il Cristo, col quale hanno vissuto e col quale hanno avuto una consuetudine di amicizia e di discepolato, è la nuova immagine di Dio che è apparsa sulla terra.
 

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Paolo VI e la liturgia

 
L’opera riformatrice montiniana 
 
Nel delineare il profilo liturgico del Papa san Paolo VI, occorre far parola dell’intero arco della sua esistenza. Importante fu il periodo della sua formazione, negli anni in cui il movimento liturgico lievitava nuove sensibilità e acquisizioni in campo teologico-liturgico, con risvolti anche celebrativi. Giovane prete, a partire dal 1930, promosse sulle pagine di “Azione Fucina” una cronaca liturgica che attesta la sintonia con il fermento liturgico che premeva per venire a galla nel tessuto ecclesiale; sono preziose anche le Lettere che Montini scrisse da sostituto della Segreteria di Stato in occasione delle Settimane liturgiche nazionali italiane. Di tale fermento fu poi interprete negli anni di episcopato a Milano, di cui è celebre la Lettera pastorale che scrisse nel 1958 su L’educazione liturgica, volta a comunicare ai fedeli la convinzione della «stupenda forza formatrice della Liturgia».

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Il problema più serio dell’Italia: la scomparsa del sorriso

 
Fede, gioia, umorismo 
 
«L’attitudine umana più vicina alla grazia di Dio è l’umorismo» e più avanti rincara la dose: «Ordinariamente la gioia cristiana è accompagnata dal senso dell’umorismo, così evidente, ad esempio, in san Tommaso Moro, in san Vincenzo de Paoli o in san Filippo Neri. Il malumore non è un segno di santità: “Caccia la malinconia dal tuo cuore” (Qoèlet 11, 10). È così tanto quello che riceviamo dal Signore “perché possiamo goderne” (1 Timoteo 6, 17), che a volte la tristezza è legata all’ingratitudine, con lo stare talmente chiusi in sé stessi da diventare incapaci di riconoscere i doni di Dio».

 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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