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Lo Spirito Santo ci introduce nel mistero della passione di Cristo

 
Terza meditazione di padre Raniero Cantalamesssa (Quaresima 17)
 
Nelle due precedenti meditazioni abbiamo cercato di mostrare come lo Spirito Santo ci introduce alla “piena verità” sulla persona di Cristo, facendocelo conoscere come “Signore” e come “Dio vero da Dio vero”. Nelle rimanenti meditazioni la nostra attenzione, dalla persona, si sposta sull’operato di Cristo, dall’essere all’agire. Cercheremo di mostrare come lo Spirito Santo illumina il mistero pasquale, e in primo luogo, nella presente meditazione, il mistero della sua e della nostra morte. Appena reso pubblico il programma di queste prediche di Quaresima, in una intervista per l’Osservatore Romano, mi è stata rivolta la domanda: “Quanto spazio per l’attualità ci sarà nelle sue meditazioni?” Ho risposto: se si intende “attualità” nel senso di riferimenti a situazioni o eventi in atto, temo che ci sia ben poco di attuale nelle prossime prediche di Quaresima.
 

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INCONTRO DEL PAPA CON I SACERDOTI E I CONSACRATI DI MILANO

 
"NON PERDETE LA GIOIA DI EVANGELIZZARE"
 
Domanda 1 - Don Gabriele Gioia, presbitero:  Molte delle energie e del tempo dei preti sono assorbite per continuare le forme tradizionali del ministero, ma avvertiamo le sfide della secolarizzazione e l’irrilevanza della fede dentro l’evoluzione di una società milanese, che è sempre più plurale, multietnica, multireligiosa e multiculturale. Capita anche a noi a volte di sentirci come Pietro gli apostoli dopo avere faticato e non prendere pesci. Le chiediamo: quali purificazioni e quali scelte prioritarie siamo chiamati a compiere per non smarrire la gioia di evangelizzare e di essere popolo di Dio che testimonia il suo amore per ogni uomo? Santità, le vogliamo bene e preghiamo per lei. Papa FrancescoGrazie. Grazie. Le tre domande che voi farete mi sono state inviate. Sempre si fa così. Di solito, io rispondo a braccio, ma questa volta ho pensato, in una giornata con un programma così fitto, che era meglio scrivere qualcosa per rispondere.

 

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"Europa, ritrova la speranza": il discorso integrale del Santo Padre

 
A ciascuno desidero significare l’affetto che la Santa Sede nutre per i Vostri rispettivi Paesi e per l’Europa intera, ai cui destini è, per disposizione della Provvidenza, inscindibilmente legata. 
 
Illustri Ospiti, Vi ringrazio per la Vostra presenza questa sera, alla vigilia del 60° anniversario della firma dei Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea e della Comunità Europea dell’Energia Atomica. A ciascuno desidero significare l’affetto che la Santa Sede nutre per i Vostri rispettivi Paesi e per l’Europa intera, ai cui destini è, per disposizione della Provvidenza, inscindibilmente legata. Particolare gratitudine esprimo all’On. Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, per le deferenti parole che ha rivolto a nome di tutti e per l’impegno che l’Italia ha profuso nella preparazione di questo incontro; come pure all’On. Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, che ha dato voce alle attese dei popoli dell’Unione nella presente ricorrenza.

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IL SILENZIO DI GESÙ (don Angelo Casati)

 
Sono lettore innamorato di vangeli, non sono un esegeta, scavo nelle parole. Mi emoziono quando incontro e posso portare alla luce l'oro che le abita. Spesso trovo tracce di Gesù sotto polvere di sabbie, che il tempo e la nostra opacità vi hanno in ampia misura depositato.
 
Quando leggo sento il rumore dei passi, sono leggeri, senza fanfare, senza esibizioni, senza autocelebrazioni. E' l'incanto. L'incanto della realtà, la realtà della sua persona, del suo vangelo, della sua via. La sua via, tanto diversa da tante vie dello spirito che abbiamo disinvoltamente chiamate cristiane, di Cristo. Seguo il rumore dei passi. Dove portano? A volte, ve lo confesso, mi porto dentro la sensazione che abbiamo immobilizzato Gesù. In una statua. Giorni fa un mio amico, Giovanni, che anni e anni fa ha adottato un giovane psicopatico, Francesco, mi raccontava che alcuni giorni prima Francesco, occhi velati da estrema tristezza, gli confidava: "Sono triste, la gente mi vede e mi guarda male". Giovanni reagì duro dicendo:. "E poi vanno in chiesa! A fare?". Gli risponde Francesco: "Vanno a pregare le statue".

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