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Quel lavoro dedicato solo a Dio. Un atlante storico della liturgia ·

 
«La parola greca leitourgìa ci fa già capire perché la Chiesa delle origini scelse questa espressione per indicare l’offerta di preghiere e ringraziamenti a Dio».
 
L’autore, il gesuita Keith F. Pecklers, inizia dall’etimologia per rendere il suo Atlante storico della liturgia (Milano, Jaca Book, 2017, pagine 260, euro 80) il più universale ma meno generico possibile. Non a caso, l’immagine in sovraccoperta è un capolettera miniato tratto da un salterio domenicano di metà Quattrocento e sul retro è raffigurata una vetrata di Kim En Joong dedicata a santo Stefano che decora la basilica di Saint-Julien de Brioude in Francia. Opere lontane nel tempo e nello spazio ma legate da una stessa destinazione d’uso, dallo stesso desiderio di dialogare con Dio attraverso gesti, immagini, parole, riti condivisi.

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STUDI MARIANI: NAPOLEONE E LA MADONNA DI LORETO

 
Le vicende delle continue ruberie di Napoleaone, sul piano della Storia di Dio, per la comunità cristiana emerge e si ripropone una indicazione sempre attuale: quella di rafforzare una fede nuda, di testimoniare una Chiesa non trionfalistica, e di tornare ad annunciare ciò che è essenziale, ossia vivere in Cristo, nell’esodo terreno...
 
Napoleone nelle MarcheDopo l’occupazione di Modena, Bologna, Forlì e delle altre città delle legazioni pontificie da parte delle truppe francesi, comandate dal Generale in capo Napoleone Bonaparte (1769-1821), il 23 giugno 1796 venne stipulato a Bologna un armistizio tra Pio VI (1775-1799) e la Repubblica francese. Contemporaneamente, prosegue una spoliazione sistematica e organizzata degli oggetti più preziosi del patrimonio culturale italiano ed europeo. In quest’opera di requisizione Napoleone utilizzerà i «Commissari alle Arti» che incaricati di individuare sul campo le opere più note e qualitativamente raffinate, avranno a disposizione anche le descrizioni degli eruditi e le guide per il Grand Tour.
 

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Accoglienza. Bassetti: coi profughi e contro l’illegalità

 
Il presidente della Cei: «Non fornire il pretesto di collaborare con i trafficanti di carne umana». L'invito ad aprire corridoi umanitari e a una «conversione dell'Europa»
 
Li chiama i «miei profughi». E sono più di 100 quelli che da arcivescovo ospita a Perugia. «Con loro ci parlo. E sento le loro storie raccapriccianti, che fanno piangere», spiega il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. E i loro racconti hanno fatto come da cornice alle parole dell’omelia che ieri mattina il porporato ha pronunciato durante la Messa per la festa di san Lorenzo nella Cattedrale del capoluogo umbro con cui Bassetti ha rivendicato «con vigore la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge» di fronte «alla “piaga aberrante” della tratta degli esseri umani, come l’ha definita papa Francesco» che coinvolge anche il Mediterraneo.

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Un vescovo amato: I funerali del cardinale Tettamanzi

 
«La morte di questo uomo “amabile e amato”, come l’ha definito Papa Francesco nel suo messaggio, non è una sconfitta della vita. Al contrario, ne è la pienezza.
 
La sua morte è una vittoria», perché «chi muore in Cristo Gesù partecipa di tutta la sua opera di redenzione». Essa, «in senso definitivo, è risurrezione». La liturgia della Parola si è intrecciata ai ricordi nell’omelia pronunciata questa mattina in duomo dall’amministratore apostolico di Milano, cardinale Angelo Scola, in occasione delle esequie del cardinale arcivescovo emerito Dionigi Tettamanzi, morto sabato scorso all’età di 83 anni. «Colpiva in lui il permanente sorriso, espressione di un’umanità contagiosa, riverbero della tenerezza di Gesù e di Maria santissima verso tutti coloro che incontrava e con eccezionale pazienza salutava a uno a uno», ha detto Scola.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Agosto 2017 04:28 )

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