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Fra dramma e paradosso: un inno alla bontà

 
L’attualità de «L’idiota» di  Fedor Dostoevskij a 150 anni dalla pubblicazione ·
 
È il dramma della bontà, il cui valore s’infrange contro le insidie e le malignità del mondo. Al termine di una lotta impari ed inclemente, della bontà non rimangono che frammenti: ma sono essi, cionondimeno, a resistere all’urto delle forze ostili, e ad illuminare il cosmo, altrimenti destinato a precipitare nel vuoto e a brancolare nel buio. Ne L’idiota, pubblicato centocinquant’anni fa (1869), Fedor Dostoevskij intende rappresentare, come egli stesso ebbe a dichiarare, «un uomo positivamente buono, un Cristo del XIX secolo», ispirato al quadro del pittore Hans Holbein il Giovane Corpo di Cristo morto nella tomba, che viene esplicitamente citato nel romanzo.
 

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LA VITA SPIRITUALE DEL PRETE

 
Omelia molto stimolante di mons. Franco Giulio Brambilla vescovo di Novara (messa crismale 2019)
 
Carissimi, la Messa crismale del Giovedì Santo di quest’anno un po’ tribolato ci fa sof-fermare solo su un aspetto radicale del nostro ministero, nel senso che sta alla sua radice. È l’anno 2019, che chiude questo decennio, un anno che è stato molto tormentato anche nella Chiesa universale. Perciò vi propongo con molta semplicità la domanda: come è la nostra vita spirituale? Per rispondere a questa domanda basta l’inizio del vangelo della Messa crismale: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzioneQuest’unico versetto che vi riporto ci fa concentrare sulla “radice” del nostro ministero: il riposo dello Spirito su di noi e la consacrazione con l’unzione.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 22 Aprile 2019 18:30 )

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"disprezzato e reietto dagli uomini..." (padre Raniero Cantalamessa)

 
Oggi, venerdì santo, vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli “scartati” della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere“Disprezzato e reietto dagli uomini,
 
"Uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima”. Sono le parole profetiche di Isaia con cui è iniziata la liturgia odierna della parola. Il racconto della passione che è seguito ha dato un nome e un volto a questo misterioso uomo dei dolori, disprezzato e reietto dagli uomini: il nome e il volto di Gesú di Nazareth. Oggi vogliamo contemplare il Crocifisso proprio in questa veste: come il prototipo e il rappresentante di tutti i reietti, i diseredati e gli “scartati” della terra, quelli davanti ai quali si volta la faccia da una altra parte per non vedere.

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Messa Crismale. Il Papa ai preti: sporcatevi le mani con la gente, no al clericalismo

 
Nell'omelia della Messa Crismale il Papa ha parlato del rapporto di gesù con le folle, rivolgendo una forte raccomandazione ai sacerdoti.
 
"Ungiamo sporcandoci le mani, toccando le ferite, i peccati, le angustie della gente; ungiamo profumandoci le mani toccando la loro fede, le loro speranze, la loro fedeltà e la generosità senza riserve del loro donarsi. Colui che impara a ungere e a benedire si sana dalla meschinità, dall'abuso e dalla crudeltà". È la raccomandazione rivolta da papa Francesco ai sacerdoti nella Messa Crismale del Giovedì Santo in San Pietro. Dopo aver ricordato la vicinanza di Gesù alla "folla" e i "quattro grandi gruppi che sono destinatari preferenziali dell'unzione del Signore: i poveri, i prigionieri di guerra, i ciechi, gli oppressi", il Papa ha proseguito: "Cari fratelli sacerdoti, non dobbiamo dimenticare che i nostri modelli evangelici sono questa 'gente', questa folla con questi volti concreti, che l'unzione del Signore rialza e vivifica".

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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