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IL VESCOVO DI LOCRI E L’ANATEMA CONTRO SALVINI

 
“Di pessimo gusto è il frequente ricorso all’ostentazione dei simboli religiosi da parte di politici. Ancor più fuori luogo – osserva mons. Francesco Oliva all’Adnkronos –è farlo in una sede qualificata per la sua laicità qual è il parlamento. Il simbolo religioso parla solo a chi lo usa con fede”.
 
Dice il presule che “il vero politico sa di non trovare protezione mostrando un simbolo religioso per altri fini che non sono quelli propri di chi ha fede. E’ vero che spesso i mafiosi hanno fatto uso della simbologia religiosa, ma questo non aveva e non ha alcun valore religioso. La loro ostentazione delle immagini o simboli religiosi era un gesto sacrilego. E’ sacrilego usare per fini impropri la simbologia religiosa”. Avverte ancora il vescovo di Locri: ”La vera religione non si concilia col crimine ed il malaffare”.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Agosto 2019 16:53 )

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Il caso. Il diavolo, simbolo o persona? L'ultima diatriba

 
Il "generale" dei Gesuiti padre Sosa in un'intervista dice che «Il diavolo esiste come realtà simbolica». Il presidente degli esorcisti padre Bamonte replica: è un essere personale, lo dice la Chiesa.
 
«Il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale». Detta dal preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Arturo Sosa Abascal, la frase non poteva passare inosservata. In particolare a chi di demonio si occupa per ministero, come padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie). In un comunicato, il successore di padre Gabriele Amorth a nome dell’Aie ha definito le parole di Sosa «gravi e disorientanti», se prese alla lettera ed estraniate dalla situazione in cui sono state espresse.

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Oggi il mondo ha bisogno di discepoli innamorate di Cristo

 
Omelia tenuta dal Vescovo di Rimini Mons. Lambiasi al Meeting 2019 su Lc 12,49-53
 
Se ci venisse il prurito di delineare un profilo buonista di Gesù, la pagina evangelica di oggi basterebbe a farcene passare la voglia. E’ da notare peraltro che questa pagina porta la firma di Luca, l’evangelista fregiato a ragione del titolo di “scrittore della dolcezza di Cristo”, ma che sorprendentemente dà largo spazio a quei tratti della storia o del messaggio di Gesù che suonano talmente scomodi e radicali da sembrare duri, ruvidi, perfino crudeli. Come nel brano appena proclamato, scolpito da parole di fuoco, taglienti come spada a doppio filo, violente come vento d’uragano. Dove il desiderio intenso di giungere alla sua ora viene espresso da Gesù come ‘angoscia’: “Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto”.

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La controffensiva della santità (cardinal Becciu ad Assisi)·

 
«Una controffensiva della bellezza e della santità, fatta non di ingiurie ma incentrata sul far conoscere il bene nella Chiesa, sulla missione dei sacerdoti, consacrati e consacrate che hanno influito nella nostra vita e che tuttora operano con devota fedeltà, ardore e nel silenzio»:
 
 
Da Assisi, nel giorno di santa Chiara — rilanciando e affidando a ciascuno l’invito di Gesù a san Francesco: «ripara la mia Chiesa» — il cardinale Angelo Becciu ha invitato a rompere gli indugi e a spazzare via le «nubi minacciose» che «si addensano sulla Chiesa». Con il prefetto della Congregazione delle cause dei santi hanno concelebrato, tra gli altri, l’arcivescovo Marcello Bartolucci, segretario della Congregazione, e l’arcivescovo-vescovo di Asissi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, che ha subito accolto la proposta della «controffensiva della bellezza, della fraternità e della santità contro la crisi che attanaglia la società e la comunità cristiana».

Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Agosto 2019 05:40 )

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