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CRESCITA SPIRITUALE LEGGI E TAPPE Michel Rondet

 
Parlare di crescita spirituale significa trattare un tema importante. Importante in se stesso, per il posto che occupa in un itinerario spirituale che voglia essere fedele agli appelli ricevuti.
 
E importante nel contesto culturale in cui viviamo. Un contesto che privilegia l’istante rispetto alla durata, l’esperienza immediata, la sua intensità, la sua sincerità rispetto all’esperienza riflessa, preparata, riletta. Ma non si cresce prescindendo dalla durata, dal tempo assimilato, dalla pazienza accettata. E un contesto quindi che favorisce il moltiplicarsi di esperienze svariate più che la crescita. Questo non è senza conseguenza sul piano spirituale: A)  si privilegia l’esperienza emotiva, il suo calore, la sua intensità; B)? si cerca, più o meno coscientemente, la ripetizione di questo tipo di esperienze. Al limite, si moltiplicano le conversioni, ma non si cresce. E questo è grave perché l’intensità stessa della conversione maschera spesso, per le persone e per i gruppi, il rifiuto di crescere. E in questo contesto che cercherò di dire qualche cosa sulla crescita spirituale, le sue leggi, le sue tappe, in un giro di orizzonte abbastanza largo per definire il terreno e situare alcuni dei problemi principali del nostro tema. E in questo contesto che cercherò di dire qualche cosa sulla crescita spirituale, le sue leggi, le sue tappe, in un giro di orizzonte abbastanza largo per definire il terreno e situare alcuni dei problemi principali del nostro tema.

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IL PROBLEMA DELL'IDENTITÀ E DELLO STILE DI VITA DEL PRESBITERO

 
MOTIVI PER "RIDEFINIRE" LA FIGURA DEL PRETE OGGI (Consigli fraterni ai presbiteri)
 
Il prete vive una condizione di smarrimento per i cambiamenti in atto nella società. Occorre che egli recuperi la propria identità di pastore che dona la vita per il gregge a lui affidato. La riscoperta dell'essenziale nel ministero fa emergere le virtù tipiche del suo essere uomo di Dio e la sua passione per l'uomo. La necessità della formazione permanente per saper leggere i segni dei tempi.C'è un modo di essere prete che sempre più conosce il "disagio" pastorale. Le molte cose da fare, le tante supplenze, i ritmi di vita accelerati provocano una sorta di "crisi" del ruolo del presbitero che non intacca direttamente la sua identità quanto il suo stile e il suo modo di "fare il prete". Egli si trova ingolfato, con mille impegni, in una prassi pastorale attuata in un contesto culturale che si va sempre più scristianizzando, così che, vedendo andare a vuoto buona parte della sua fatica, egli prova un sentimento di disagio.
 

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La vita spirituale e la maturità della fede (don Carlo Molari)

 
La persona è in crescita e l'umanità è in divenire. Affermiamo qui alcuni principi fondamentali: la persona cresce per le «offerte di vita» che le vengono dalla grazia di Cristo e dalle relazioni.
 
Questo deve renderci attenti agli altri per offrire a tutti, soprattutto ai più poveri, delle offerte di vita che li facciano crescere. Nei processi della creazione e della storia l'azione di Dio diventa l'azione delle creature (Dio non fa, ma ci concede di fare!). In questo senso si comprende l'ambiguità della terminologia «natura e soprannatura» (anche la dimensione spirituale è umana per quanto donata). La vita spirituale non è soprannaturale (visione statica), ma divina, nel senso che essa si sviluppa per l'azione dello Spirito di Dio. Nella prospettiva dinamica ed evolutiva l' azione creatrice si esprime secondo il livello che la persona ha raggiunto. La vita spirituale è una fioritura dall'interno, non un habitus sopraggiunto. In 1 Cor 2,14 Paolo distingue l'uomo psichico dall'uomo spirituale. L'uomo all'inizio è psichico e in seguito diventa spirituale, quando giunge alla consapevolezza dell'azione dello Spirito.
 

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Assunzione della Beata Vergine Maria

 
Maria Assunta in cielo è segno di consolazione e di sicura speranza (don Francesco dell'Orco)
 
Pio XII il 1 novembre 1950 definì il dogma dell’Assunzione in cielo di Maria SS. con la Bolla Munificentissimus Deus, affermando: ”Con l’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo e con la nostra autorità, pronunciamo, dichiariamo e definiamo come dogma divinamente rivelato che, al termine della vita terrena, Maria, l’Immacolata Madre di Dio sempre Vergine, è stata assunta in corpo e anima nella gloria celeste”. Nel cuore dell’estate riscopriamo l’identità e la missione di Maria in riferimento al mistero di Cristo e della Chiesa, come ci ricorda il Concilio Ecumenico Vaticano II al cap. VIII della Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium. Così leggiamo al n. 68: ”La madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell'anima, costituisce l'immagine e l'inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell'età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (cfr. 2 Pt 3,10)”.
 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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